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FEW ELECT ? (EC 184)

L’inclinazione del libero arbitrio a
cogliere i piaceri porta alla dannazione di innumerevoli anime, ma
anche il Paradiso di Dio è una ricompensa non piccola.

Pochi eletti ?
Perché è così  apparentemente difficile
salvare la propria anima?
Perché –  come ci viene detto – sono poche le anime salvate
in rapporto al numero di anime dannate?
Dal momento che Dio vuole che tutte le anime si salvino (I Tim. II, 4), perché non ha
reso la cosa un po’ più facile, come sicuramente avrebbe potuto
fare?
La risposta semplice e immediata è che non è poi
così difficile salvare la propria anima.
Parte dell’agonia delle anime all’Inferno è costituita dalla
chiara conoscenza che hanno di come avrebbero potuto evitare facilmente
la dannazione.
I dannati non cattolici potrebbero dire: “Sapevo che c’era qualcosa
come il Cattolicesimo, ma ho scelto di non approfondire perché
mi sono subito accorto che avrei dovuto cambiare il mio modo di
vivere.” (Winston Churchill una volta disse che ogni uomo si imbatte
nella verità in qualche momento della sua vita, ma la maggior
parte di loro gira la testa nella direzione opposta.)
I dannati cattolici potrebbero dire: “Dio mi ha dato la Fede e sapevo
che tutto quello di cui avevo bisogno era fare una buona confessione,
ma ho ritenuto che fosse più conveniente non farla, e
così sono morto nei miei peccati…”.
Tutte le anime all’Inferno sanno che si trovano lì per loro
colpa, per loro scelta. Non Dio è da biasimare. Infatti,
guardando indietro alla loro vita sulla terra, esse vedono chiaramente
quanto ha fatto Dio per cercare di fermarle dal precipitarsi
nell’Inferno, ma esse hanno scelto liberamente il loro destino e Dio ha
rispettato questa scelta… Tuttavia, vediamo di approfondire un po’ la
questione.
Essendo infinitamente buono, infinitamente generoso e infinitamente
felice, Dio ha scelto di creare –  e non
era in alcun modo obbligato –  esseri in grado di condividere la
sua felicità. Dal momento che Egli è puro spirito (Gv. IV, 24), tali creature
avrebbero dovuto essere spirituali e non solo materiali, come gli
animali, i vegetali o i minerali. Da qui la creazione degli angeli,
senza alcuna parte materiale, e degli uomini, con un’anima spirituale
in un corpo materiale.
Ma questo stesso spirito, per il quale gli angeli e gli uomini sono in
grado di partecipare alla felicità divina, include
necessariamente la ragione e il libero arbitrio, anzi è proprio
col libero arbitrio, con lo scegliere liberamente Dio, che si merita di
partecipare alla sua felicità.
Ma come potrebbe essere davvero libero lo scegliere Dio, se non ci
fosse la scelta alternativa di potersi allontanare da Lui?
Che merito avrebbe un ragazzo nell’acquistare un volume di Dante, se
nella libreria ci fossero solo volumi di Dante?
E se la cattiva alternativa esiste, e il libero arbitrio è una
realtà e non una finzione, com’è possibile che ci siano
angeli o uomini che scelgono ciò che non è buono?
Tuttavia, ci si può ancora chiedere: come mai Dio può
aver deciso di consentire alla maggior parte delle anime (Mt. VII, 13-14; XX, 16) di
incorrere nella terribile punizione riservata a coloro che rifiutanoil
suo amore?
Risposta, più l’Inferno è terribile e più è
cosa certa che ad ogni uomo vivente Dio offre la grazia, la luce e la
forza sufficienti per evitarlo, ma, come spiega San Tommaso, la
maggioranza degli uomini preferisce le attuali e conosciute gioie dei
sensi alle future e sconosciute gioie del Paradiso.
Ma allora, perché Dio ha connesso piaceri così forti ai
sensi?
In parte, indubbiamente, per assicurare che i genitori abbiano dei
figli per popolare il suo Cielo, ma sicuramente anche per rendere
più meritorio il comportamento di ogni essere umano che
sottomette il perseguimento del piacere in questa vita alle vere
delizie della vita futura, le
quali potranno essere nostre col volerlo!
Abbiamo bisogno solo di volerle abbastanza “violentemente” (Mt. XI, 12) !
Dio non è un Dio mediocre, e alle anime che lo amano vuole
offrire un Paradiso non
mediocre.
Kyrie eleison.