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numero 550

Si paga un prezzo se entrambe vengono disprezzate.

Mozart contestato

Dopo la pubblicazione del
di questi “Commenti” , in cui si è altamente lodato Mozart
(27 gennaio 2018), un lettore ha scritto in privato per esprimere le
sue riserve sul famoso compositore: Mozart era un massone entusiasta,
nella seconda parte della sua vita non ha scritto alcun lavoro
importante per la Chiesa cattolica, e le sue opere trattano delle
relazioni uomo-donna e della moralità in modo molto generico.
Ora la musica è così importante per le anime che le
obiezioni di questo lettore meritano di essere affrontate
pubblicamente, in modo che le persone che non conoscono ancora Mozart
possano essere incoraggiate – ovviamente non forzate – a usare la sua
musica nei loro momenti di svago.

Mi si permetta quindi di mettere in evidenza alcuni principi per
ciascuna di queste tre obiezioni del lettore.

Che Mozart fosse un massone solleva un principio molto importante:
l’artista e la sua arte non sono separati, ma sono distinti. Ciò
che rende la bontà morale
dell’artista come persona non è lo stesso che rende la
bontà artistica
dei lavori che egli produce ( Summa
Theologiae , 1a 2ae, Q57, Art. 3). Così, Picasso era
personalmente un mascalzone, ma la sua arte, puramente come arte,
è brillante, mentre innumerevoli pittori vittoriani possono
essere stati personalmente molto morali, ma i loro dipinti sono noiosi
come l’acqua stagnante. Del pari, la Massoneria entrò certamente
in alcune delle musiche tardive di Mozart, in particolare nel “Flauto
Magico”, ma la sua musica si regge da sé, e certamente deve la
sua bellezza non alla guerra della Massoneria contro Dio, ma ai
genitori cattolici di Mozart e alla sua precoce educazione nella
cattolicissima Austria dell’Imperatrice Maria Teresa.

In secondo luogo, che il maturo Mozart non abbia mai completato una
grande opera per la Chiesa è vero nella misura in cui la Messa
in C minore e il Requiem sono incompiuti, ma quante volte si suonano
queste due opere, e con quale effetto religioso! Inoltre, c’è
forse qualche pezzo di musica, così spesso suonato o cantato
nelle chiese cattoliche e nelle cappelle come l’“Ave Verum Corpus” di
Mozart? E se distinguiamo la musica implicitamente cattolica da quella
esplicitamente cattolica, qualcuno può negare che Mozart, come
Shakespeare, sia un formidabile portatore di valori cattolici, e nel
caso di Mozart dei valori di armonia, ordine, bellezza e gioia per
innumerevoli ascoltatori? E questi grandi artisti, implicitamente e per
tradizione cattolica, non sono forse una misericordia di Dio per
consentire ai post-cattolici di godere dei valori cattolici senza
rendersene conto? Se i post-cattolici se ne rendessero conto, non
ripudierebbero quei valori come fanno gli arroganti liberali che
“destrutturano” Shakespeare nelle cosiddette “università” e lo
stesso Mozart nei “conservatori di musica”.

In effetti, gli attori e i musicisti liberali di oggi possono mai
avvicinarsi al cuore di Shakespeare o di Mozart? Non lo
possono! E perché? Perché quei cuori non sono
essenzialmente liberali!

E in terzo luogo, alcune delle opere di Mozart sono in parte
così spensierate da aver suscitato il disprezzo di Beethoven –
“Non potrei mai scrivere opere così frivole”, diceva
questi. Però così si dimentica quello che è
serio nelle stesse opere: accanto al flirt di Zerlina ci sono le fiamme
della dannazione di Don Giovanni; a fianco del disorientamento del
conte vi è la sua sincera scusa per la sua sofferente contessa;
a fianco del Serraglio c’è la valorizzazione del perdono.

La vita reale in un mondo
decaduto è insieme comica e seria. Si veda come
all’inizio del “Don Giovanni”, Mozart combini musicalmente il duello e la
morte di un duellante con il borbottante panico del servo-coniglio di
Don Giovanni, Leporello.

Sicuramente Mozart, come Shakespeare, “ha visto la vita fermamente e
l’ha vista interamente”, come diceva Matthew Arnold di Sofocle.

Tuttavia, un lato di Mozart rimane quello di un ragazzaccio (cfr. il
film “Amadeus”), ed egli fa parte integrante di una cristianità
già decadente alla fine del XVIII secolo. Ma se paragonata alla
caduta subita da allora dalla musica, non si può dire che la sua
musica è quasi angelica, senza essere così lontana dai
nostri tempi da sembrare inaccessibile?

Ogni uomo nuoce alla sua anima abituandosi ad ascoltare musica che
è spazzatura, con un poco o nessun valore intrinseco di melodia,
armonia o ritmo. Egli invece solitamente non danneggia la sua anima
abituandosi alla musica di Mozart, al contrario.

Kyrie
eleison.