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Vescovi adeguati

La FSSPX non è in alcun modo “fuori
dalla tormenta”.
I vescovi resistenti devono “tenere la consegna”!

Vescovi adeguati

Fin
dal Capitolo Generale del luglio 2012, quando sotto la direzione di
Mons. Fellay la Fraternità San Pio X ha preso una decisiva
sbandata verso un accordo di compromesso con la Roma conciliare, i
cattolici di Tradizione si sono chiesti da che parte stessero gli altri
due vescovi della FSSPX, Mons. Tissier de Mallerais (MT) e Mons. de
Galarreta (MG), in quanto entrambi sono stati piuttosto discreti in
pubblico da allora.
Tuttavia, le ferme parole pronunciate da ciascuno di loro il mese
scorso hanno sollevato speranze per il futuro della FSSPX. Sono
giustificate tali speranze? I cattolici possono avere bisogno di
rimanere in guardia . . .
Il sermone per le Cresime tenuto da MT il 31 gennaio a Saarbrücken
in Germania non avrebbe potuto essere più retto o chiaro. Per
esempio. Nel confronto tra la FSSPX e Roma, la prima non può mai
mirare al compromesso o al doppio gioco. Non potremo mai negoziare con
Roma fino a quando i rappresentanti della Neo-Chiesa (sic) rimarranno
aggrappati agli errori del Vaticano II. Ogni discorrere dei nostri con
Roma deve essere inequivocabile, ed avere lo scopo della conversione
dei rappresentanti della neo-Chiesa alla nostra unica e sola
verità della Tradizione cattolica. Nessun compromesso o doppio
gioco fino a quando non abbiano receduto dai loro errori conciliari e
si siano convertiti alla Verità.
Parole ammirevoli! La rettitudine non è un problema per MT. Non
è un uomo politico, che Dio lo benedica. Il suo problema
è che quando si tratta di mettere in atto le parole, il suo
“cinquantismo” lo porta ad obbedire al suo Superiore e a ritornare in
linea con i politici del quartier generale della FSSPX a Menzingen.
Nulla indica che questo non accadrà anche questa volta, ma
possiamo sempre pregare perché, come dice il proverbio, “Anche
un verme si rigirerà”. MT è ben altro che un verme, ma
nasconde a se stesso, o veramente non riesce a vedere, l’intera malizia
dell’azione di Menzingen. Non è solo l’unità e il
benessere della FSSPX che sono in gioco, ma la continuazione della Fede
cattolica.
Al contrario MG è un politico. Purtroppo non abbiamo il testo
completo della conferenza
da lui tenuta il 17 gennaio a Bailly, in Francia, perché
ciò che conta sono le sue esatte parole. Possiamo quindi solo
citare basandoci su una sintesi dei suoi principali pensieri: le ultime
proposte teologiche e canoniche di Roma per un accordo Roma-FSSPX
rimangono inaccettabili, ma il Papa vuole certamente un accordo ed
è perfettamente in grado di scavalcare i suoi funzionari e di
imporre un riconoscimento “unilaterale” della FSSPX. Tale
riconoscimento potrebbe sicuramente danneggiare la FSSPX internamente,
ma se la FSSPX non avrà fatto alcunché per ottenerlo,
allora non c’è nulla che essa possa fare a riguardo. Tuttavia,
la Provvidenza potrebbe ancora una volta preservare l’opera di Mons.
Lefebvre.
Ma, Eccellenza, Menzingen è ormai da molti anni che sta facendo
tutto il possibile perché si giunga ad un negoziato politico e
ad un riconoscimento ufficiale da parte di Roma, ed il suo eventuale
arrivo “unilaterale” sarebbe un mero pretesto per ingannare i
tradizionalisti in modo da svendere la FSSPX potendo rivendicare, senza
dubbio con il permesso di Roma dietro le quinte, che sia stata tutta
colpa di Roma. Ma resterebbe il fatto che la Fraternità di
Monsignore in definitiva sarebbe stata tradita, e Lei con i suoi “No,
no, mille volte no . . . ma possibile, sì” dovrebbe rispondere
di non aver fatto tutto quello che avrebbe potuto e dovuto fare per
bloccare questo tradimento.
In breve, quel sistema di illuminazione di emergenza della Chiesa
universale nel buio conciliare, che è la FSSPX, è in fase
di sfarfallio e in pericolo di non dare più luce. Quindi, quella
squadra di riparazione per sostenere l’illuminazione di emergenza, che
è la “Resistenza”, è ancora necessaria, ed essa ha
bisogno a sufficienza di buoni capisquadra.
È già stato previsto un terzo
vescovo per la “Resistenza”, come lo scorso anno per il 19 marzo, nel monastero
vicino a Nova Friburgo in Brasile. Si tratta del Priore, dom Thomas Aquinas, combattente
fedele e veterano della guerra post-conciliare per la Fede.
Che Dio sia con lui, e con tutti gli umili e fedeli servitori di Dio.
Kyrie eleison.