La dottrina, insegnamento della
verità, è essenziale per il cattolicesimo.
Se la FSSPX scambiasse la dottrina col riconoscimento da parte di Roma,
il suo insegnamento appassirebbe.
Dottrina – Perché? – I
Perché in generale la dottrina è così importante
per i cattolici?
E perché in particolare la Fraternità San Pio X, che ha
seguito Mons. Lefebvre e ora segue Mons. Fellay, insiste sul fatto che
un accordo sulla dottrina deve precedere qualsiasi altro tipo di
accordo con la Roma conciliare?
Perché la FSSPX non può accettare di essere regolarizzata
adesso da Roma, lasciando che sulle differenze dottrinali si lavori
più tardi?
Qui si pongono due questioni diverse, ma connesse.
Cominciamo con la questione di carattere generale.
Il termine “dottrina” deriva dal latino doceo, docere, che significa
insegnare. La dottrina è un insegnamento. Nel nostro mondo
liberale, dove ognuno vuole pensare e parlare come gli pare, il termine
“indottrinamento” è divenuto una parolaccia. Ma per porre fine
all’indottrinamento si dovrebbero chiudere tutte le scuole, visto che
laddove una scuola è aperta, lì si fa
dell’indottrinamento. Anche se un docente insegnasse che tutta la
dottrina è una sciocchezza, si tratterebbe ancora di una
dottrina!
In effetti, tutti sono praticamente d’accordo sulla necessità di
una dottrina. Per esempio, chi vorrebbe mai salire su un aereo del
quale gli è stato detto in anticipo che il suo progettista,
sfidando la dottrina classica dell’aerodinamica, avesse capovolto il
rialzo delle ali? Nessuno! La dottrina aerodinamica che afferma, per
esempio, che le ali devono avere la conicità indietro verso il
basso e non verso l’alto, non è solo un insieme di parole dette
o scritte a caso, ma è la realtà della vita e della
morte. Se dell’aereo è il volare e non lo schiantarsi, la vera
dottrina aerodinamica, fin nei particolari, è essenziale per la
sua progettazione.
Allo stesso modo, se è dell’anima volare al Cielo e non
schiantarsi all’Inferno, la dottrina cattolica, che insegna a crederlo
e a come comportarsi in merito, è essenziale. “Dio esiste”,
“Tutti gli esseri umani hanno un’anima immortale”, “Cielo e Inferno
sono eterni”, “per essere salvato devo essere battezzato”, non sono
solo parole arbitrarie imposte alle anime perché ci credano, ma
sono le realtà della vita e della morte, ma della vita eterna e
della morte eterna. San Paolo dice a Timoteo di insegnare queste
verità della salvezza in ogni occasione opportuna e non
opportuna (II Tim. IV, 2), e per se stesso dice: Guai a me se non
insegnassi il Vangelo. (I Cor. IX, 16). Guai al sacerdote cattolico che
non indottrina le anime con la dottrina infallibile della Chiesa!
Ma resta la seconda domanda: non potrebbe la FSSPX, per ottenere da
Roma quella preziosa regolarizzazione che solo Roma ha
l’autorità di concedere, giungere ad un accordo pratico col
quale non verrebbe negata la dottrina cattolica, ma col quale si
metterebbero semplicemente tra parentesi, per il momento, le differenze
dottrinali fra Roma e la FSSPX ?
E in questo caso, ci sarebbe necessariamente tradimento di quelle
grandi verità della salvezza di cui sopra?
Lo stesso Vescovo Fellay ha risposto brevemente a questa domanda in
un’intervista rilasciata a Brian Mershon nel maggio di quest’anno e
pubblicata su “The Remnant”. Ecco le sue parole: “È del tutto
evidente che qualunque soluzione pratica che si attuasse senza un
fondamento dottrinale sano porterebbe direttamente al disastro …
Abbiamo tutti questi esempi di fronte a noi: la Fraternità San
Pietro, l’Istituto Cristo Re e tutti gli altri sono completamente
bloccati a livello di dottrina, perché hanno prima accettato
l’accordo pratico.”
Ma è necessario che sia così? Bella
domanda…
Kyrie eleison.