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CHURCH INFALLIBILITY — V (EC 359)

La
profonda perdita della verità oggettiva, appalesa
le angustie dei sedevacantisti e dei liberali della Chiesa

Infallibilità della Chiesa – V
Il
liberalismo è una guerra a Dio, ed è la dissoluzione
della verità. All’interno della Chiesa odierna paralizzata dal
liberalismo, il sedevacantismo è una reazione comprensibile, ma
esso accredita ancora troppo potere all’autorità rispetto alla
verità. Il mondo moderno ha perduto la verità naturale,
per non parlare della verità soprannaturale, e qui sta il cuore
del problema.
Ai nostri fini, possiamo dividere tutto il magistero pontificio in tre
parti. Prima: quando il Papa insegna come Papa, sulla Fede o la morale,
in maniera definitoria e in modo da impegnare tutti i cattolici, allora
abbiamo il suo Magistero Straordinario (MS), necessariamente
infallibile. Seconda: quando egli non impegna tutte e quattro le
condizioni, ma insegna in linea con ciò che la Chiesa ha sempre
e dovunque insegnato e imposto a credere ai cattolici, allora egli
è partecipe di ciò che viene chiamato “Magistero
Ordinario Universale” della Chiesa (MOU), anch’esso infallibile. Terza:
che comprende tutto il resto del suo insegnamento, il quale, se non
è in linea con la Tradizione, non solo è fallibile, ma
è anche falso.
Ormai dovrebbe essere chiaro che il MS sta al MOU, come la cima
innevata sta alla montagna. La cima innevata non è la cima della
montagna, si limita a renderla più visibile. Il MS
sta al MOU come un servo sta al padrone. Esso esiste per servire il
MOU, chiarendo una volta per tutte cos’è che appartiene o non
appartiene al MOU. Ma ciò che rende visibile il resto della montagna,
per così dire, è il suo essere riconducibile a Nostro
Signore e ai suoi Apostoli: in altre parole, alla Tradizione. Ecco
perché ogni definizione del MS si sforza di dimostrare che
ciò che viene definito, da sempre faceva già parte della
Tradizione. Era la montagna prima che fosse ricoperta dalla neve.
Ormai dovrebbe essere anche chiaro che è la Tradizione che dice
ai Papi cosa insegnare, e non il contrario. Questa è la base su
cui Mons. Lefebvre fondò il movimento tradizionale, ed è
questa stessa base che, con tutto il rispetto, né i liberali
né i sedevacantisti riescono a cogliere. Basta vedere nel
Vangelo di San Giovanni come spesso Nostro Signore stesso, in quanto uomo, dichiara
che ciò che sta insegnando non viene da lui, ma dal Padre suo,
per esempio: “La mia dottrina non
è mia, ma di Colui che mi ha mandato” (VII, 16), o, “Perché io non ho parlato da me, ma
il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo
dire e annunziare.” (XII, 49). Naturalmente nessuno sulla terra
è più autorizzato del Papa ad esporre alla Chiesa e al
mondo ciò che è nella Tradizione, ma non può dire
alla Chiesa o al mondo che nella Tradizione vi è quello che in
essa non c’è. Ciò che si trova in essa è
oggettivo, ormai da 2.000 anni, ed è al di sopra del Papa, e
pone i limiti a ciò che un Papa può insegnare,
esattamente come il comando del Padre poneva i limiti a ciò che
Cristo come uomo poteva insegnare.
Com’è possibile allora che i liberali e i sedevacantisti
sostengano similarmente, come fanno, che il Papa è infallibile
anche al di fuori del MS e del MOU? Perché entrambi
sopravvalutano l’autorità rispetto alla verità, valutando
così l’autorità della Chiesa non più come la
serva, ma come la maestra della verità. E perché questo?
Perché sono entrambi figli del mondo moderno, dove il
protestantesimo ha sfidato la Verità, e il liberalismo, fin
dalla Rivoluzione francese, è stato il dissolutore della
verità oggettiva. E se non vi è più alcuna
verità oggettiva, ne consegue naturalmente che l’autorità
possa dire tutto ciò che vuole e farla franca, che è
ciò che osserviamo intorno a noi; e non c’è più
nulla che permetta di fermare un Paolo VI o un Mons.Fellay dal
diventare sempre più arbitrario e tirannico in tale processo.
Madre di Dio, ottienimi di amare, discernere e difendere la
Verità e l’ordine, soprannaturali e naturali, provenienti dal
Padre, e a cui fu sottoposto come uomo il vostro stesso Figlio, “fino
alla morte e alla morte di croce”.
Kyrie eleison.