a rivoltare la Fede dentro e fuori:
il Vangelo, il dogma, la Chiesa, la società, la Regalità
di Cristo, i Novissimi.
Dopo aver studiato le radici del pensiero di Papa Benedetto ( CE
209 ), Mons. Tissier, nel suo La fede in pericolo per la ragione ,
prosegue nello studio dei suoi frutti. Se questo pensiero è
radicato soprattutto nel soggettivismo sistematico di Kant (1724-1804),
i suoi frutti non possono essere buoni. Come può la
verità oggettiva della Fede essere in qualche modo
intrinsecamente dipendente dalla partecipazione o dalle reazioni del
soggettivo credente? Il Vangelo, il dogma, la Chiesa, la
società, Cristo Re e i Fini Ultimi saranno uno dopo l’altro
colpiti a morte.
Cominciamo col Vangelo. Il suo valore non risiede più nel
racconto dei fatti storici della vita e della morte di Nostro Signore,
ma nella forza narrativa capace di evocare i problemi esistenziali del
nostro tempo. Per esempio, non è importante che lo stesso corpo
di Nostro Signore sia realmente sortito dalla tomba riunito con la sua
anima mortale nella mattina di Pasqua, la cosa che conta è il
significato moderno che sta dietro la narrazione: l’amore che è
più forte della morte, Cristo che vive per la forza dell’amore e
garantisce che anche noi sopravviveremo in forza dell’amore. La
realtà, i fatti, passano nel dimenticatoio. “Tutto ciò
che serve è l’amore”.
Similmente il dogma ha bisogno di essere purificato dal passato e
arricchito dal presente. Ora, l’odierno filosofo Heidegger insegna che
la persona è “auto-superamento”, quindi Cristo fu l’uomo che si
auto-superò totalmente, che si batté completamente per
l’infinito al di là di se stesso, che compì se stesso al
punto da diventare divino. Tale che il dogma dell’Incarnazione non
significa più che Dio si è fatto uomo, ma che l’uomo
è diventato Dio! Del pari, la Redenzione non deve più
significare che Gesù, con la sua terribile Passione, ha pagato a
suo Padre il debito per tutti i peccati degli uomini, ma che Egli, con
la sua Croce, ha amato al nostro posto Dio come dev’essere amato e ci
attrae perché facciamo lo stesso. Il peccato cessa di essere
un’offesa mortale a Dio e diviene semplicemente un atto di egoismo, una
mancanza d’amore. Così che la Messa non è più
necessario che sia un sacrificio, e il sacerdote può diventare
il mero animatore della celebrazione comunitaria. Non stupisce che
Benedetto XVI creda nel Novus Ordo Missae.
Quanto alla Chiesa, dal momento che il valore supremo è la
persona esistente ( CE
209 ) e tutte le persone sono ugualmente esistenti, basta con la
Chiesa delle ineguaglianze gerarchiche e basta con la Chiesa cattolica
unica Arca di salvezza, perché anche i seguaci di ogni altra
religione sono persone esistenti. Lasciamo che l’ecumenismo rimpiazzi
tutti gli sforzi missionari cattolici. Inoltre, facendo della persona
il valore supremo, si dissolverà la società subordinando
il bene comune ai diritti individuali, si pregiudicherà sia la
società sia la famiglia esaltando di fronte ai bambini la mutua
compagnia dei maschi e delle femmine. Fino a Cristo Re che verrà
detronizzato conferendo ad ogni persona quella dignità per cui
lo Stato deve proteggere il diritto della persona a scegliersi la
propria religione.
Infine, la morte da pena diventa rimedio per i nostri mali. Il giudizio
particolare significa solo ricompensa. L’Inferno non è
più che un irrevocabile stato egoistico dell’anima. Il Cielo
sarà semplicemente “una sempre nuova immersione nell’infinito
dell’essere” – quale essere? – e così via.
Ecco una nuova religione, commenta Mons. Tissier, abbastanza più
comoda – almeno qui in terra – della religione cattolica.
Kyrie eleison