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Il problema di Giobbe

L’Antico Testamento
è una riserva di tesori, perché ognuno dei suoi 46 libri
è, per definizione del Concilio di Trento, la Parola di Dio. Per
definire il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento, è stato ben
detto che il Nuovo è nascosto nell’Antico, mentre l’Antico
appare chiaramente nel Nuovo. Quindi non c’è contraddizione tra
i due Testamenti, né tra il Dio dell’Antico e il Dio del Nuovo
Testamento (come alcuni sono tentati di pensare), né tra la
dottrina dell’Antico e quella del Nuovo, ma l’Antico è
semplicemente compiuto nel Nuovo.

Perciò l’Antico Testamento può avere molto da offrirci in
questa crisi della Chiesa Neotestamentaria la quale si avvicina alla
sua conclusione nella storia umana con la fine del mondo. Perché
tale fine non sarà priva di molta sofferenza per gli innocenti,
che è il problema della sofferenza nella sua forma più
acuta e che è il tema centrale del 20° libro dell’Antico
Testamento, il Libro di Giobbe. Questi “Commenti” presenteranno in tre
parti separate, il problema, la pazienza e la soluzione di Giobbe.

Innanzitutto il problema.

Il problema è che Giobbe è un uomo assolutamente
irreprensibile e retto, un proprietario terriero di grande successo,
con una famiglia numerosa di dieci figli e una proprietà
considerevole, con migliaia di animali da fattoria. Inoltre ha una
grande pietà e devozione a Dio. Eppure sarà fatto
soffrire intensamente, senza che lui sappia il perché. In primo
luogo gli attacchi dall’esterno alla sua proprietà e ai bambini
lo privano completamente di entrambi. Ma la sua unica reazione è
benedire Dio. Nelle sue sublimi parole: “Nudo sono uscito dal grembo di
mia madre e nudo tornerò, il Signore ha dato e il Signore ha
tolto, sia benedetto il nome del Signore”. Ma poi, come se non
soffrisse abbastanza, viene assalito nella sua stessa persona da piaghe
ripugnanti dalla testa ai piedi, sicché si riduce a grattarsi
con un coccio di ceramica. La moglie lo tenta a cercare sollievo nel
maledire Dio, ma ancora una volta reagisce con una pietà
eccezionale: “donna stolta, se accettiamo il bene dalle mani di Dio,
non riceveremo anche il male?”

Ricordiamo questo mirabile esempio di Giobbe e le sue nobili parole
quando i cieli si schianteranno tutti attorno a noi nei prossimi anni!

Ciò che Giobbe non sapeva, ma che il narratore della storia di
Giobbe ci aveva raccontato in quei primi due capitoli del Libro, era
che le sue spaventose sofferenze, apparentemente immeritate, erano
effettivamente venute da Dio, niente di meno che da una specie di
contesa tra Dio e Satana. Quando Satana apparse una volta davanti a
Dio, Dio gli chiese se avesse mai visto tanta pietà come nel Suo
servo Giobbe. Satana rispose che ciò era dovuto a una protezione
speciale da parte di Dio per Giobbe, ma che se Dio avesse smesso di
proteggerlo, nella sofferenza Giobbe avrebbe maledetto Dio proprio come
chiunque altro.

Dio poi diede a Satana il permesso di far soffrire Giobbe in tutti i
suoi effetti personali ma non nella persona. E fu allora che Giobbe
perse la sua famiglia e tutti i suoi beni, ma mai pronunciò una
parola contro Dio. “Vedi?”, disse Dio quando Satana riapparve davanti a
Lui. “Ah”, rispose Satana, “ma lascialo soffrire nella sua persona e
vedrai che ti maledirà”. Dio quindi diede il permesso a Satana
di fare del suo peggio contro la persona di Giobbe, ma non di
togliergli la vita, e fu allora che Giobbe fu colpito da piaghe
insopportabili dalla testa ai piedi, riducendolo a un relitto umano
seduto su un mucchio di cenere, agonizzante per ciò che avrebbe
commesso per meritare una così tale miseria.

La storia continuerà prossimamente con la pazienza di Giobbe.

Nel frattempo, nella nostra miseria da Covid, un primo grande pezzo di
saggezza è ricordare come tutte le nostre vite si trovano tra
due poteri invisibili in lotta per le nostre anime, Satana che si
sforza con tutte le forze per trascinarci all’Inferno, e Dio che fa
tutto ciò che Egli può, pur di non toglierci il nostro
libero arbitrio, per portarci con Lui a godere per l’eternità
della visione beatifica di Lui stesso in Cielo. Dio Onnipotente
potrebbe facilmente annullare tutti gli sforzi di Satana, ma poi il Suo
Paradiso si riempirebbe di robot, ma non era per questo che ebbe
intenzione di creare la Creazione. Allora leggiamo bene tra le righe le
assurdità del Covid, e riconosciamo un Dio giusto e amorevole
all’opera per portarci in Paradiso. Senza contare che a differenza di
Giobbe, noi, per il nostro disprezzo mondiale per la Sua stessa
esistenza, abbiamo del tutto meritato le assurdità mondiali del
Covid.

Kyrie eleison.