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PAPAL ERROR II (EC 134)

Il papato di Benedetto XVI è guidato
da una falsa visione che vuole conciliare la fede cattolica con il
pensiero moderno (Illuminismo).
Essi sono inconciliabili.

Errore del Papa – II
Sta per essere pubblicato in lingua inglese (vedi
truerestoration.blogspot.com) un prezioso studio in francese di 100
pagine del vescovo Tissier de Mallerais della Fraternità San Pio
X, sulla dottrina del Papa Benedetto XVI: “La Fede in pericolo per la
Ragione”. Il titolo dice tutto. La tesi di Mons. Tissier
è che
Benedetto XVI permette che il ragionamento umano adulteri la Fede
Cattolica. Lasciatemi parafrasare un paragrafo della conclusione del
Vescovo, in cui egli va al cuore della questione: –
«Benedetto XVI richiama spesso una “ermeneutica della
continuità”, intesa come un’interpretazione del Concilio
Vaticano II e della Tradizione Cattolica capace di dimostrare che tra
loro non vi è rottura ma continuità. Dopo aver studiato
gli insegnamenti del Papa, mi rendo conto che questa “ermeneutica” va
ben al di là di quello che pensavo inizialmente. Essa significa
non solo una nuova lettura
della Fede e della ragione, ma una nuova nascita di entrambe,
il tutto da applicare universalmente. In primo luogo, ciascuna deve purificare l’altra: la
Ragione frenerebbe la Fede dallo scivolare in intolleranza, mentre la
Fede guarirebbe la cieca indipendenza della Ragione. In secondo luogo,
ciascuna deve rigenerare
l’altra: la Ragione
arricchirebbe la Fede con i valori liberali del pensiero Illuminista,
mentre la Fede, opportunamente riformulata per i tempi moderni, si
farebbe ascoltare dalla Ragione. E questo processo si applicherebbe
indifferentemente a tutte le religioni e a tutti i modi di ragionare.
In questo modo, senza imporre a tutti alcun sistema di valori,
verrebbero rafforzati i valori che sostengono il mondo”.
Da notare, per prima cosa, come, per sua stessa ammissione, il vescovo
Tissier abbia inizialmente sottovalutato l’ampiezza e la
profondità della visione del Papa. I cattolici legati alla
Tradizione sanno che la riconciliazione della Fede con la
modernità, proposta dal Concilio (specialmente secondo la frase
che ho sottolineato in precedenza) è un errore che sta
distruggendo la Chiesa, ma è necessario che riconoscano in
più che tale errore è stato pensato con intelligenza,
seppur fuorviante, ed è mantenuto con convinzione. Benedetto XVI
crede profondamente sia nel vecchio modo di credere sia nel nuovo modo
di pensare, ed è sicuro che col suo modo di risolvere ogni
apparente problema tra i due, tutti gli uomini potranno essere riuniti.
Questa “soluzione” muove il suo Papato.
Ahimè, non si può conciliare 2+2 = 4 con 2+2 = 5, dicendo
che quattro è “più o meno quattro e mezzo”,
allorché cinque è “più o meno quattro e
mezzo”, perché quattro mele resteranno ostinatamente quattro, e
cinque arance si ostineranno a essere cinque. Così la vera Fede
può tollerare gli erranti, ma non può tollerare
l’errore, mentre la ragione moderna può desiderare di vedere, ma
in quanto moderna insiste
nel cavarsi gli occhi, gli occhi della mente (Kant). Ad ogni passo il
Vescovo Tissier dimostra che la Fede eterna, rivelata da Dio, non
può giacere con il moderno modo di ragionare, fabbricato dagli
uomini e volto ad escludere Dio o quanto meno le sue esigenze sugli
uomini (Libertà Religiosa).
Grazie, Eccellenza! Per quanto affascinante possa essere la prospettiva
del Papa per “la pace nel nostro tempo”, non è il fascino che ci
porterà in Paradiso, ma la verità nella carità.
Kyrie eleison.