sacerdotale può essere utilizzato validamente, perché non
esclude positivamente ciò che è necessario per la
validità.
Sin dal Vaticano II (1962-1965), un numero di anime
cattoliche intelligenti e serie hanno cercato di dimostrare che le
modifiche apportate ai riti sacramentali della Chiesa Latina, da Papa
Paolo VI in particolare, renderebbero questi stessi riti
automaticamente invalidi. Si potrebbe rispondere: se solo fosse
così semplice! Ma semplicità non è sostitutivo di
verità.
Ecco come una di queste anime cerca di dimostrare che il nuovo rito
dell’Ordinazione sacerdotale sarebbe automaticamente invalido, e la sua
argomentazione non è priva di valore:
Maggiore: Laddove le parole della Forma sacramentale, essenziale per la
validità del sacramento, siano significativamente cambiate, o
laddove alle stesse parole venga dato nel contesto un significato
significativamente diverso, la Forma, e con essa il sacramento,
può solo essere invalido.
Minore: Oggi le stesse parole della nuova Forma dell’Ordinazione
sacerdotale non sono state significativamente cambiate, ma nel contesto
del nuovo rito preso nel suo insieme, alla stessa parola “sacerdote”
viene dato un senso significativamente diverso, in conformità
con il totale rivoluzionamento del sacerdozio cattolico attuato dal
Concilio.
Conclusione: Pertanto, con il nuovo rito un sacerdote non potrà
mai essere validamente ordinato.
In questa argomentazione, non c’è alcun problema per la
proposizione Maggiore, che è di dottrina cattolica. Per quanto
riguarda la Minore, è vero che le parole della Forma sono
rimaste sostanzialmente intatte. È anche vero che l’insieme
della deriva del Vaticano II e delle riforme post-conciliari si muove
verso uno svuotamento del sacerdozio cattolico, come di tutta la
religione cattolica, per sostituirla con una religione dell’uomo. Ma
l’argomento in questione, per arrivare alla sua conclusione, avrebbe
dovuto dimostrare che i documenti conciliari e le riforme in sé
escludano positivamente il sacerdozio e la religione cattoliche,
perché fintanto che il nuovo rito può essere assunto come
non escludente il vero sacerdozio, può ancora essere utilizzato
validamente per ordinare un vero sacerdote.
Ahimè (per fare chiarezza), la volontà di Paolo VI (e
oggi di Benedetto XVI), come si è visto in tutte le sue riforme,
è di presentare la nuova religione dell’uomo accanto alla
cattolica religione di Dio, includendo e non escludendo quest’ultima!
Ora, uno sano di mente non può sostenere l’idea che 2 più
2 faccia 5 in un modo tale da non escludere che valga 4. Ma i
conciliari non sono sani di mente. Vogliono apostatare pur rimanendo
cattolici! Così, il nuovo rito dell’Ordinazione può
omettere molti elementi dell’ordinazione cattolica, ma non introduce
alcunché che escluda positivamente una vera ordinazione. Se solo
l’avesse fatto! Non potrebbe ingannare più tante anime facendo
pensare che non presenti alcun problema per i cattolici. E il problema
è questo: la deriva del testo porta ad invalidare il vero
sacerdozio (2 +2 = 5), ma il testo può essere ancora utilizzato
validamente (2 +2 = 4)! Suor Lucia di Fatima l’ha chiamato
“disorientamento diabolico”.
Kyrie Eleison