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DOCTRINE — WHY? II (EC 166)

Ignorare l’abisso dottrinale tra la
religione dell’uomo, di Roma,
e la religione di Dio, della FSSPX, sarebbe ignorare Dio stesso.

Dottrina – Perché? – II
La dottrina, o l’insegnamento, è dell’essenza stessa della
Chiesa cattolica. Alle anime, prima di tutto, si deve insegnare come andare in
Cielo, o non potranno mai arrivarci. “Andate dunque e insegnate a tutte
le nazioni” è una delle ultimissime istruzioni di Nostro Signore
ai suoi Apostoli (Mt. XXVIII, 19). È per questo che l’eroica
lotta dell’Arcivescovo Lefebvre per la Tradizione cattolica (1970-1991)
fu prima di tutto dottrinale.
Ed è anche per questo che, come ricordato la scorsa settimana in
CE 165, il Vescovo Fellay ha detto a Brian Mershon, nel maggio scorso,
che le differenze dottrinali non possono essere messe da parte per
giungere ad un qualsiasi accordo pratico con Roma, per quanto questo
sia attraente. Alla domanda se il rifiuto da parte della
Fraternità San Pio X di una soluzione canonica o pratica non
fosse “un segno di ostinazione o di cattiva volontà”, il Vescovo
ha risposto (le sue parole sono reperibili sul sito web di “The
Remnant”): “…È del tutto evidente che qualunque soluzione
pratica che si attuasse senza un fondamento dottrinale solido
porterebbe direttamente al disastro … Abbiamo tutti questi esempi di
fronte a noi: la Fraternità San Pietro, l’Istituto Cristo Re e
tutti gli altri sono completamente bloccati a livello di dottrina,
perché hanno prima accettato l’accordo pratico.”
Il motivo per cui la dottrina cattolica viene “bloccata” da qualsiasi
accordo pratico è dato dal buon senso. I Romani di oggi sono
ancora assolutamente attaccati al loro Concilio (Vaticano II). Questo
Concilio è essenzialmente un allontanamento dalla Tradizione
cattolica, la Religione di Dio, in direzione di una nuova religione
dell’uomo. Se essi fanno quindi una grande concessione alla Tradizione,
come sarebbe un’eventuale regolarizzazione della FSSPX, necessariamente
chiederanno in cambio una concessione similare. Ora, essi sanno che la
FSSPX è avvinta alla dottrina cattolica, per tutti i motivi
esposti in precedenza, quindi il minimo che possano chiedere è
che le differenze dottrinali vengano sorvolate, per il momento.
Ma questo è sufficiente ai fini dei Romani! Una volta firmata la
ri-unione pratica, quel “per il momento” lascerebbe posto all’euforia
non-dottrinale di tutte le anime tradizionali che sarebbero felici di
essersi liberate dalla freddezza (come da esse percepita) della
disapprovazione di Roma, e questo renderebbe abbastanza difficile alla
FSSPX fare marcia indietro se — per caso, ovviamente – il “momento” si
trasformasse in un lasso di tempo indefinito. La trappola sulla FSSPX
sarebbe così scattata.
Ma il “sorvolare”, il passare oltre la dottrina, specialmente il
sorvolare sulla radicale
differenza dottrinale tra la religione di Dio e la religione dell’uomo,
equivale a sorvolare, o ad accantonare, Dio stesso. Ma come è
possibile che un servo di Dio possa servire Dio accantonandoLo o
sorvolandoLo? A ben riflettere, questo è il primo piccolo passo
verso una grande apostasia!
Come ha ricordato il Vescovo Fellay, 40 anni di esperienza confermano
questi principi – il campo di battaglia della Tradizione cattolica
è disseminato di cadaveri di organizzazioni che hanno iniziato
nobilmente, ma che hanno fallito perché non hanno capito
quant’è importante il problema dottrinale.
Kyrie eleison.