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Talari da valutare

dimostra la primazia finale della Verità sull’Autorità.

Certe talari dovrebbero poter essere pesate se rischiano di essere
trovate manchevoli.

Affermare, come ha fatto il “Commenti Eleison” della scorsa settimana ( 190 del 5 marzo ), che chi
è nella posizione di guidare la Chiesa Cattolica, può
sembrare al meglio un rischio, al peggio una falsità. Dopo
tutto: 1. Chi c’è al posto di guida nella Chiesa se non coloro –
le autorità – messi lì da Nostro Signore? 2. Quando mai
Nostro Signore ha indicato che la Sua Chiesa dev’essere guidata da chi
si appella alla Verità? 3. La direzione della Chiesa in mano a
chi si appella alla Verità non è un invito al caos nella
Chiesa?

La risposta migliore si trova nella Scrittura.

Quando San Paolo predicò il vero Vangelo di Gesù Cristo
ai popoli della Galazia (nell’odierna Turchia), questi accettarono il
Vangelo con gioia e con grande frutto ( Gal .
II, 14-15; III, 5). Ma subito dopo, quando li lasciò per andare
a predicare altrove, giunsero lì dei nemici di Dio a predicare
la salvezza, ma non secondo la fede in Gesù Cristo bensì
secondo le opere della Vecchia Legge, in particolare con la
circoncisione ( Gal . V, 2-11).
Fu per questa perversione del vero Vangelo ( Gal . I, 6; III, 1) che i Galati
provocarono la mirabile Lettera ai
Galati di San Paolo. Eccone alcuni versetti chiave dal capitolo
primo: –

“(6) Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha
chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. (7) In
realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi
sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo.
(8) Orbene, se anche noi stessi o un angelo del cielo vi predicasse un
Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!
(9) L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica
un Vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema.”
(“Anàtema” significa assolutamente condannati e
scomunicati.)

Ora, è ovvio che ogni angelo che fosse apparso ai Galati sarebbe apparso con
tutta l’autorità di un vero messaggero del Cielo. E lo stesso
San Paolo, ripresentandosi in mezzo a loro, sarebbe apparso con tutta
l’autorità della sua precedente predicazione come dottore dei
Gentili. In entrambi i casi le apparenze dell’autorità non
avrebbero potuto essere più forti. Eppure, San Paolo dice, e ripete , che i Galati
devono anteporre il contenuto alla talare, per così dire, tale
che se mai fosse stato cambiato il contenuto della sua predicazione
essi non dovrebbero crederne una parola, a prescindere dal colore della
talare indossata al suo ritorno!

Per rispondere quindi alle tre obiezioni poste all’inizio, si
può dire: 1. Nostro Signore, al posto di comando nella Chiesa
pone, in definitiva ,
i trasmettitori della Verità e non le talari. 2. Queste guide
saranno coloro che
trasmettono la verità, non coloro che si appellano
alla Verità. Non sono quelli che si appellano che fanno la
verità, ma è la Verità che costituisce i suoi
trasmettitori (cosa che pochi uomini moderni oggi colgono). 3. La
Verità è una, quindi tutti i trasmettitori della
Verità saranno uniti nella Verità, e il caos verrà
solo dalle anime che rifiutano o pervertono questa Verità.

La grandezza di Mons. Lefebvre sta nel fatto che egli comprese che il
Vaticano II stava scivolando in un “altro” Vangelo diverso da
quello di Gesù Cristo e di San Paolo, un Vangelo della
giustificazione per mezzo delle opere dell’uomo moderno, tale da non
poter essere seguito anche se a predicarlo fossero le talari bianche.

La talare bianca di oggi è forse diversa?

Kyrie eleison