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Due

citazioni da un film di Hollywood sfidano gli anni: il bisogno
dell’uomo della vera religione o delle bugie impositive.

In un sistema di intrattenimento (IFE) di un
volo a lunga distanza, ho trovato recentemente, elencato tra i
“classici”, un film che ricordavo di aver visto circa 50 anni fa: la
versione cinematografica del 1960 di una novella di Sinclair Lewis, Elmer Gantry . Mi
ricordavo del film perché mi erano rimasti
impressi due momenti dello sceneggiato. Quello di un vecchio che
paragona la conversione religiosa all’ubriacarsi, e quello di una
giovane donna che chiede di essere ingannata. Guardai il film di nuovo…

Elmer Gantry è un ciarlatano americano che si innamora di una
revivalista, sorella Falconer, mentre questa sta conducendo una
crociata di conversione per tutto il paese con una grande tenda
itinerante. Mancando del tutto della vera religione, il film è
piuttosto confuso, ma tratteggia bene sia il reale bisogno che hanno le
anime di religione, sia la falsità della “religione” protestante
fondamentalista. Il vero bisogno e la falsa soddisfazione sono
evidenziati insieme quando Elmer pone delle domande ad un vecchio che
pulisce la tenda: “Mister”, gli risponde questi, appoggiato alla sua
scopa, “sono stato convertito cinque volte. Da Billy Sunday, il
reverendo Biederwolf, Gypsy Smith e due volte da sorella Falconer. Ho
preso delle terribil sbornie, poi ho preso quella buona e mi sono
salvato. In entrambi i casi ne ho avuto un gran bene – quando ho preso
la sbornia e quando mi sono salvato”.

Naturalmente la battuta ha un suo lato comico, ma diventa tragica
quando si pensi a tutte le anime per le quali è diventato una
specie di comune sentire il mettere la conversione religiosa allo
stesso livello della sbronza. È l’idea della sopravvivenza che
rimpiazza quella della rinascita spirituale, un’ottima strada per
ridicolizzare
del tutto la religione. Quante anime devono esserci per le quali il
Santo Nome di “Gesù” è stato praticamente annichilito
dall’emotività dei predicatori fondamentalisti! Si legga “ La Saggezza del Sangue ” e altre
novelle di Flannery O’Connor (1925-1964), una scrittrice cattolica che
è scioccante, ma confusa e che descrive quanto l’istinto
religioso dell’uomo possa essere fuorviato dal protestantesimo
dell’America del profondo Sud. Dio può far scaturire rose da una
fogna, ma l’eresia fa un danno terribile!

Il secondo elemento che ricordavo del film, si colloca in un contesto
privato, ma la sua potenziale applicazione è molto più
vasta. Mentre corre dietro a sorella Falconer, Elmer si imbatte per
caso in una donna che aveva trattato male e abbandonta anni prima.
Quando la donna viene a sapere della sua relazione con la Falconer,
medita la sua vendetta, ma mentre sta tendendo una dolce trappola per
screditarlo pubblicamente, non riesce ad impedirsi di desiderare che
lui le dica di amarla. Gli dice: “Dimmi una bella grossa bugia che io
possa crederci, ma tienimi stretta a te”. Amandolo così, tutto
quello che vuole veramente è essere ingannata.

Tale è il mondo che ci circonda. Tutto quello che chiede
è essere ingannato. È per questo che viviamo in un mondo
di sataniche falsità. Non vogliamo Dio. Ora, nonostante la vita
senza Dio non possa funzionare – vedi il Sal . 126, 1, e basta guardarsi
intorno – noi vogliamo credere disperatamente che la vita funzioni
meglio senza di Lui. Infatti diciamo ai nostri capi, “Vi abbiamo eletti
perché ci raccontiate delle grandi belle bugie e possiamo
tenerci stretti alla nostra empietà. Per favore, fate un 11
settembre, un 7 luglio (l’11 settembre inglese) o quello che volete,
basta che possiamo continuare a credere in voi come a sostituti di Dio
che si prendono cura di noi. Più grande è la bugia,
più ci crederemo, ma teneteci stretti a voi. Costringeteci
quanto volete con la polizia, ma tenete fuori Dio.

C’è da meravigliarsi se abbiamo il mondo satanico che abbiamo?

Kyrie eleison.