Dichiarando
che la nozione di libertà religiosa del Vaticano II è
“molto limitata”, Mons. Fellay ha minato la dottrina cattolica e la
FSSPX.
Dottrina
compromessa
Sono stati scritti interi libri a proposito della libertà
religiosa, com’è insegnata dal Vaticano II nella sua
Dichiarazione del 1965, Dignitatis
Humanae. Eppure l’insegnamento rivoluzionario di questo
documento è chiaro: data la dignità naturale di ogni
singolo essere umano, nessuno Stato o gruppo sociale né
qualsivoglia potere umano può costringere o forzare un uomo o un
gruppo di uomini ad agire, in privato o in pubblico, contro la
propria convinzione religiosa, fintanto che venga rispettato l’ordine
pubblico (DH § 2).
Di contro, la Chiesa cattolica ha sempre insegnato, fino al Vaticano
II, che ogni Stato in quanto tale ha il diritto e anche il dovere di
impedire ai proprio cittadini di praticare in pubblico qualsiasi
falsa religione, cioè ogni religione non cattolica,
purché tale costrizione sia utile e non dannosa per la salvezza
delle anime. (Ad esempio, nel 2012 la libertà è
così ampiamente venerata che una tale coercizione
scandalizzerebbe i cittadini di quasi tutti gli Stati e finirebbe col
far disprezzare e non apprezzare la religione cattolica. In questo
caso, come ha sempre insegnato la Chiesa, lo Stato può astenersi
dall’usare il suo diritto di impedire la pratica delle false religioni).
Ora, il punto esatto su cui queste due dottrine si contraddicono
può sembrare piuttosto limitato – se uno Stato possa o meno
impedire la pratica pubblica delle false religioni – ma le sue
implicazioni sono enormi: Dio è il Signore o il servo degli
uomini? Infatti, se per un verso l’uomo è una creatura di Dio ed
è sociale per natura (infatti gli uomini si mettono insieme in
ogni tipo di associazione e specialmente negli Stati) anche le
società e gli Stati sono creature di Dio, tali che devono
servire Lui e la Sua unica vera religione, reprimendo in ogni modo le
false religioni nel pubblico dominio (che è di competenza dello
Stato), fintanto che aiutano così e non ostacolano la salvezza
delle anime.
Per altro verso, se la libertà umana è un valore tale che
ogni individuo debba essere lasciato libero di corrompere i suoi
concittadini con la pratica pubblica e il proselitismo di qualsivoglia
falsa religione (salvo che non disturbi l’ordine pubblico), per cui
questa falsa religione debba essere libera di fiorire nel dominio
pubblico (come accade oggi per esempio per le sette protestanti
nell’America Latina), allora la differenza tra le false religioni e
l’unica vera religione è meno importante della dignità
umana. Cioè la vera religione non è poi così
importante; il valore di Dio paragonato al valore dell’uomo non
è poi così importante. Tale che il Vaticano II come
sottovaluta Dio così sopravvaluta l’uomo, rimpiazzando in
definitiva la religione di Dio con la religione dell’uomo. Nessuna
meraviglia che Mons. Lefebvre abbia fondato la Fraternità San
Pio X per sostenere la dignità e il valore trascendenti di Dio,
di Nostro Signore Gesù Cristo, in un mondo e in una Chiesa
impazziti, ubriacati dalla dignità dell’uomo.
Ed ecco che ai primi del mese un capo religioso dichiara pubblicamente:
“Molta gente ha una comprensione del Concilio che è una
comprensione sbagliata”. La libertà religiosa, dice, “è
usata in vari modi. A ben guardare, ho davvero l’impressione che non
molti conoscano cosa il Concilio dica realmente su di essa. Il Concilio
presenta una libertà religiosa che è molto, molto
limitata: molto limitata”. Alla domanda se lo stesso Vaticano II,
nell’insieme, appartenga alla Tradizione cattolica, risponde: “Vorrei
sperarlo”.
Voi stessi potete ascoltare questa intervista, rilasciata in inglese e
accessibile su YouTube sotto il titolo “Traditionalist leader talks
about his movement, Rome”. C’è da sorprendersi se il “suo
movimento” sta attraversando la più grave crisi dei suoi 42 anni
di esistenza?
Kyrie eleison.