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Giuste pretese

Come la Verità è al di sopra
dell’Autorità,
così i sedevacantisti che si aggrappano alla Verità
spesso possono essere cattolici migliori
rispetto ai liberali che si aggrappano all’Autorità.

Giuste pretese

Partendo dal presupposto che il Concilio Vaticano II abbia istituito
all’interno della Chiesa cattolica una grave frattura tra Verità
cattolica e Autorità cattolica, “Commenti Eleison” di tre
settimane fa (“Palese contraddizione”) ha
diviso i cattolici di oggi tra coloro che si aggrappano alla
Verità e hanno problemi con l’Autorità cattolica, e
coloro che si aggrappano all’Autorità cattolica e hanno problemi
con la Verità cattolica o dottrina, ad esempio sulla
libertà religiosa.
Impostare un tale parallelo tra “conciliaristi” che seguono il Vaticano
II e “tradizionalisti” che seguono le antiche dottrina e liturgia,
potrebbe scioccare molti in entrambi gli schieramenti, per le ragioni
richiamate in precedenza, ma cerchiamo di fare appello alle
realtà della Chiesa che ci stanno intorno.
Non si osserva che, come i tradizionalisti che rifiutano totalmente le
attuali autorità della Chiesa rischino di perdere il loro senso
cattolico, così anche i conciliaristi che disprezzano totalmente
gli attuali tradizionalisti (come fa la maggior parte dei vescovi
tedeschi) rischino di cessare di essere cattolici per la mancanza di un
qualsiasi senso della verità dottrinale?
Tuttavia, il parallelo regge solo fin qui. Infatti, mentre l’integrale
“sedevacantismo” e l’integrale neo-modernismo sono, sotto questo
aspetto, logicamente comparabili, essi non sono affatto equivalenti,
perché la Verità è superiore all’Autorità,
che esiste solo per servire la Verità.
Se tutta l’Autorità scompare, la Verità persiste ancora (“Le mie parole non passeranno”, dice
il Signore – Mc. XXV, 35). Ma
se tutta la Verità fosse affogata nelle menzogne, come sta
accadendo oggi, avremmo in questo, come stiamo avendo, tutta
l’Autorità screditata e sostituita dalla forza bruta. La
verità e la sua conseguente giustizia sono la linfa vitale
dell’Autorità. L’Autorità è solo servitore e
protettore della Verità e della Giustizia.
È per questo che i tradizionalisti aggrappati alla Verità
sono, in quanto tali, e ripeto in quanto tali, cattolici migliori dei
conciliaristi aggrappati all’Autorità – giudicare dai frutti!
E mentre la Verità, con la sua natura corrispondente all’oggetto
e non al soggetto, non può piegarsi all’Autorità, al
contrario, le Autorità della Chiesa, Papi e Cardinali e Vescovi,
dovranno un giorno piegarsi nuovamente alla Verità, e prima
sarà e meglio sarà. E non si tratta di un’arrogante
pretesa dei tradizionalisti, come ha opinato una volta il Cardinale
Ratzinger, perché i tradizionalisti non hanno mai inventato la
Tradizione, la Tradizione è un dato di fatto, ed è
dall’essere semplicemente fedeli ad essa che deriva il loro
appellativo. Mons. Lefebvre incise sulla sua lapide il “Tradidi quod et
accepi” di San Paolo (I Cor. XI, 23), perché fu il primo a
sostenere che non aveva fatto altro che trasmettere ciò che era
stato trasmesso a lui.
Questo fondamentale primato della Verità sull’Autorità si
applica dentro e fuori la Chiesa cattolica, dentro e fuori qualsiasi
parte della Chiesa. Ma le anime moderne hanno perso quasi tutta
l’aderenza alla Verità. Ecco il dramma.
Kyrie eleison.