che muove la vita di un uomo è la sua reale dottrina. La
neo-Chiesa è mossa da una falsa dottrina di Dio, dell’uomo e
della vita.
Ancora la
Dottrina
Il disprezzo della dottrina, oggi è un problema immenso. I
“migliori” cattolici del nostro XXI secolo riservano un rispetto
verbale all’importanza della “dottrina”, ma nel loro intimo moderno
essi sentono istintivamente che anche la dottrina cattolica è
una sorta di prigione per le loro menti, e la mente non dev’essere
imprigionata. A Washington D. C., sul fregio all’interno della cupola
del Jefferson Memorial, questo quasi-religioso tempio dedicato al
campione della libertà degli Stati Uniti, scorre una sua
quasi-religiosa citazione: I have
sworn upon the altar of God eternal hostility against every form of
tyranny over the mind of man (Ho giurato sull’altare di Dio
eterna ostilità contro ogni forma di tirannia sulla mente
dell’uomo). Sicuramente, tra altre tirannie sulla mente, egli pensava
alla dottrina cattolica. La quasi-religione dell’uomo moderno esclude
tutta la dottrina fissata.
Tuttavia, una frase del “Commenti Eleison” di due settimane fa ( CE
263 del 28 luglio ) presenta da una diversa angolazione la natura e
l’importanza della “dottrina”: Fino
a quando Roma crederà nella sua dottrina conciliare non
potrà non utilizzare un tale (non dottrinale) accordo per spingere la FSSPX in direzione
del Concilio (Vaticano II). In altre parole, ciò che
presumibilmente spinge Roma a non tenere conto della “dottrina” e a
riconciliare ad ogni costo la FSSPX, è la sua convinzione circa
la sua stessa dottrina conciliare. Come la dottrina cattolica
tradizionale è – si spera – la forza trainante della FSSPX,
così la dottrina conciliare è la forza trainante di Roma.
Le due dottrine si scontrano, ma entrambe sono forze trainanti.
In altre parole, “dottrina” non è solo un insieme di idee nella
testa di un uomo, o una prigione della sua mente. Quali che siano le
idee che un uomo scelga di tenere in testa, la sua vera dottrina
è quell’insieme di idee che muovono la sua vita. Ora, un uomo
può cambiare questo insieme di idee, ma non può non
averne uno. Ecco come lo diceva Aristotele: “ Se vuoi filosofare, devi filosofare. Se
non vuoi filosofare, devi ancora filosofare. In ogni caso un uomo deve
filosofare .” Allo stesso modo, i liberali possono disprezzare un
insieme di idee come fosse una tirannia, ma il ritenere che un insieme
di idee sia una tirannia è ancora un’idea forza, ed è
l’idea che oggi guida le vite di un’infinità di liberali e di
fin troppi cattolici. Questi ultimi dovrebbero saperlo bene, ma tutti
noi uomini moderni abbiamo il culto della libertà nel sangue.
Così, la dottrina, nel suo vero significato, non è solo
un imprigionante insieme di idee, ma quella centrale nozione di Dio,
dell’uomo e della vita, che orienta il vivere di ogni uomo vivo. Anche
quando un uomo sta per suicidarsi, viene guidato dall’idea che la vita
sarebbe troppo miserevole perché valga la pena di continuare.
Una nozione di vita centrata sul denaro può condurre l’uomo a
diventare ricco; centrata sul piacere, a diventare libertino; centrata
sull’attestazione, a diventare famoso, e così via. Quale che sia
la sua centrale concezione di vita, è essa la sua vera dottrina.
I Romani conciliari sono trainati dal Vaticano II, ed è questa
loro nozione centrale che li porta a cancellare la FSSPX, che rigetta
il Vaticano II, e finché non riusciranno in questo, o
cambieranno tale loro nozione centrale, continueranno ad essere portati
a dissolvere la FSSPX di Mons. Lefebvre. Di contro, il centro motore
dei chierici e dei laici della FSSPX è il raggiungimento del
Paradiso, partendo dall’idea che il Paradiso e l’Inferno esistono, e
che Gesù Cristo e la Sua vera Chiesa forniscono il solo e unico
modo sicuro per andare in Paradiso. Essi sanno che questa dottrina che
li guida non è una loro fantasiosa invenzione, quindi non
vogliono che essa possa essere minata o sovvertita o corrotta dai
miserabili neo-modernisti della neo-Chiesa, guidati dalla loro falsa,
conciliare, nozione di Dio, dell’uomo e della vita. Lo scontro è
totale.
Né può essere evitato, come vogliono supporre i liberali.
Se vince la falsità, alla fine saranno le pietre che grideranno ( Lc . XIX, 40). Se vince la
Verità, Satana susciterà ancora un errore dopo l’altro,
fino alla fine del mondo. “ Ma chi
persevererà sino alla fine, sarà salvato. ”, dice
Nostro Signore ( Mt . XXIV,
13).
Kyrie eleison.