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Ancora scivolamento – II

bastonarci?

Chissà come ridono per come possono trattarci!

Nel caso in cui i lettori pensassero che la conversazione
di settembre, qui riportata la scorsa settimana, tra Dom Placide di
Bellaigue in Francia e le autorità della Fraternità San
Pio X in Svizzera, non sia sufficiente a dimostrare che la
Fraternità si sta ancora allontanando dalla difesa della vera
Fede, ecco un altro rapporto che porta alla stessa conclusione: circa
nello stesso momento in cui il Superiore Generale della
Fraternità (SG) rilasciava la sua rassicurante intervista del 12
settembre, ha nominato una Commissione di tre persone per recarsi a
Roma e riprendere le discussioni teologiche con i Romani conciliari,
quelle stesse che si erano già svolte dal 2009 al 2011 senza
alcun risultato. E quali sono stati i tre rappresentanti della
Fraternità che il SG ha scelto per le discussioni? Non altri che
Mons. Fellay, Don Pfluger e Don Nély, il triumvirato che aveva
governato la Fraternità dal 2006 al 2018, e nonostante tutti e
tre siano stati esclusi dal Capitolo Generale elettivo del luglio 2018!

Un piccolo retroscena è di nuovo necessario.

Nel precedente Capitolo Generale elettivo del 2006, i 40 principali
sacerdoti della Fraternità rimasero fedeli, meno fedeli che nel
1994 (come ammise una volta Mons. Fellay) ma comunque fedeli al
principio di buon senso cattolico di Mons. Lefebvre, che nello scontro
tra la Fraternità e Roma erano in gioco questioni così
importanti per la Fede che nessun accordo puramente pratico senza un
accordo dottrinale avrebbe potuto risolvere tale scontro. Ora, nel
2006, Mons. Fellay aveva da tempo cessato di prendere sul serio la
dottrina. Per lui, come per Papa Benedetto XVI, per tutti i modernisti
e per la massa degli abitanti del mondo di oggi, la Verità di
Dio è meno importante dell’unità degli uomini, ma sapeva
che all’interno della Fraternità molti membri seguivano ancora
Monsignore nel loro rispetto della Verità di Dio, e così
continuò a chiedere a Papa Benedetto che si svolgessero delle
discussioni dottrinali affinché la Fraternità e Roma
potessero riunirsi.

La richiesta era stata intrinsecamente sciocca fin dall’inizio,
perché le dottrine della Tradizione cattolica e del Vaticano II
non possono essere riunite più che le contrastanti concezioni di
2+2=4 e 2+2=5. Ma sia il Papa sia il SG apparentemente speravano che le
due parti potessero accontentarsi di un 2+2= 4,5, perché per
entrambi l’unità era più preziosa della verità. E
così le “discussioni dottrinali” si svolsero tra quattro
rappresentanti per parte, dal 2009 al 2011. Tuttavia, nel 2009 Mons.
Fellay aveva ancora dovuto nominare quattro rappresentanti della
Fraternità che prendevano sul serio la Verità cattolica,
mentre i romani erano fermamente attaccati alle anti-verità del
Vaticano II, cosicché le discussioni non condussero da alcuna
parte. Allora l’unità non riuscì a prevalere sulla
Verità.

Ma al Capitolo Generale provvisorio (non elettivo) della
Fraternità del 2012, tra i 40 sacerdoti più importanti
della Fraternità l’opinione era cambiata, cosicché il
principio di Monsignore che la dottrina veniva prima venne abbandonato,
e la Fraternità accettò ufficialmente che venisse prima
l’unità. Tuttavia, tra i sacerdoti della Fraternità si
sollevò immediatamente un forte movimento di resistenza che
minacciò l’unità della stessa Fraternità. E
così, nel Capitolo elettivo del 2018 i 40 sacerdoti amavano
ancora abbastanza la Verità da estromettere dall’incarico Mons.
Fellay e i suoi due Assistenti, nondimeno il nuovo SG riprese
nuovamente l’idea delle discussioni dottrinali con i Romani conciliari,
un’idea ancora intrinsecamente sciocca, ma sempre attraente quanto lo
è, non solo tenere la torta desiderata ma anche mangiarla. E
quindi il SG andò a Roma alcuni mesi fa, dove lui e i Romani
devono aver sognato di nuovo il 2+2= 4,5: è così le
“discussioni dottrinali” sono tornate sul tavolo.

Ma mentre nel 2009 Mons. Fellay aveva dovuto scegliere gli amanti della
Verità per rappresentare la Fraternità, il nuovo SG
sembra aver scelto proprio i tre ufficiali della Fraternità che
avevano presieduto il Capitolo del 2012, che aveva posto l’unità
prima della Verità! Allora, chi sta ingannando chi?

Se il nuovo SG si illude che sia possibile una unità non
dottrinale, guai per la Fraternità, ora e per il prevedibile
futuro. Se egli non è illuso di per sé, allora sta agendo
sotto la pressione di Roma o di Menzingen fellayzzato, o di entrambi?
Il che è la stessa cosa, perché Mons. Fellay ha fatto
tutto il possibile per mettere Menzingen e la Fraternità sotto
il potere di Roma. E’ Roma che sta quindi muovendo il giuoco,
strofinando il naso della Fraternità nella sporcizia della
stessa Fraternità.

Kyrie
eleison.