Italiano

I liberali si preparano

E sarebbe necessario che Menzingen abbia la peggio.

Non tutti sono addormentati. Qualcuno in Francia ha notato come i
liberali si preparino a prendere il sopravvento nell’imminente Capitolo
Fraternità, e probabilmente l’ultimissima, per ergersi a difesa
della Fede cattolica contro il Vaticano II, come fece Mons. Lefebvre.
Su Fidélité catholique
francophone è stato scritto un eccellente articolo che
denuncia alcune sinistre parole del Segretario Generale della
Fraternità, Don Christian Thouvenot, che all’inizio di
quest’anno ha rilasciato un’intervista alla rivista del Distretto
tedesco della Fraternità [ si
veda qui ]. Quello che segue deve molto a quell’articolo.

Per prime, le sinistre parole: “. . . è
verosimile che in occasione del Capitolo venga posta la questione della
Prelatura Personale. Ma è solo il Superiore Generale che dirige
la Fraternità e che ha la responsabilità delle relazioni
fra la Tradizione e la Santa Sede; Mons. Lefebvre, nel 1988, tenne a
precisare questo aspetto. ” Queste parole sono sinistre
perché esprimono ampiamente qual è l’interpretazione con
la quale Menzingen, il Quartier Generale della Fraternità in cui
lavora Don Thouvenot, sta preparando i membri della Fraternità e
i fedeli in vista del Capitolo Generale, che dovrà essere il
momento e il contesto in cui Mons. Fellay deciderà, con
apparenza di legittimità, di accettare l’offerta di Roma di una
Prelatura Personale, cosa con la quale egli paralizzerà una
volta per tutte la capacità della Fraternità di difendere
la Fede resistendo alla Messa Novus
Ordo e al Concilio Vaticano II. E queste parole sono parimenti
sinistre perché sono ambigue o false.

In primo luogo, non è il Superiore Generale ad essere il solo a
capo della Fraternità. Secondo gli Statuti della
Fraternità, fissati da Mons. Lefebvre, mentre è vero che,
una volta eletto, il Superiore Generale ha a disposizione notevoli
poteri e per non meno di 12 anni, Monsignore volle infatti che il
Superiore Generale avesse il tempo e il potere per portare a compimento
qualcosa, senza essere ostacolato come lo era stato lui stesso dai
Padri dello Spirito Santo; ma è ugualmente vero che la tenuta
del Capitolo Generale che si svolge ogni sei o dodici anni è al
di sopra del Superiore Generale, il quale deve seguire le politiche
decise da esso. Ora in teoria il Capitolo Generale del 2012 ha deciso
che qualsiasi “normalizzazione canonica” della Fraternità
necessiterà del voto a maggioranza dell’intero Capitolo
Generale, ma in pratica Mons. Fellay ha già proceduto alla
“normalizzazione” con l’accettazione delle confessioni, delle
ordinazioni e dei matrimoni accordate da Roma alla Fraternità.
Ed ecco che adesso il suo Segretario Generale parla come se il Capitolo
Generale non avesse nient’altro da dire, come se Mons. Fellay potesse
“normalizzare” da solo tutto il resto. Tutti i quaranta futuri
Capitolari di luglio sono a conoscenza di come parla Menzingen? Sono
d’accordo?

In secondo luogo, Don Thouvenot afferma che Mons. Fellay sarebbe – il
solo? – responsabile dei rapporti fra la Tradizione cattolica e la
Santa Sede. Il che è senza dubbio il modo in cui sia Roma sia lo
stesso Mons. Fellay vorrebbero che si svolgesse la questione,
così che Roma possa inglobare d’un colpo tutta la “Tradizione” e
Mons. Fellay possa ampliare il suo impero. Ma la “Tradizione” è
un insieme vario ed eterogeneo di istituti e comunità religiose
di cui non tutte, certamente, intendono essere inglobate nella Roma
conciliare o dirette dal Mons. Fellay. Fu per questo che Mons. Lefebvre
rifiutò ripetutamente di essere chiamato capo della Tradizione
cattolica. E’ quindi chiaro che sia Mons. Fellay sia il suo Segretario
stanno facendo il giuoco della Roma conciliare.

E in terzo luogo, se Monsignore nel 1988, al tempo delle Consacrazioni,
insistette sul fatto che lui solo avesse ancora il controllo delle
relazioni della Fraternità con Roma, fu perché sapeva che
i giovani collaboratori che lo attorniavano non potevano competere con
i furbi Romani, come abbiamo visto a nostre spese dopo la sua morte nel
1991. E non fu perché intendeva dotare la Fraternità di
un Superiore Generale che avesse una grazia speciale per accoppiarla
con i Romani conciliari. Quando gli uomini vogliono sbagliare, non
è necessariamente una struttura che potrà salvarli. Ma
cosa poteva fare Monsignore? Egli è morto da un po’!

Lettori, se conoscete un Capitolare del prossimo luglio, chiedetegli se
conosce ciò che ha detto il Segretario Generale!

Kyrie
eleison.