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ARCHBISHOPS WISDOM (EC 26)

Alcune citazioni di Mons. Lefebvre, di poco
prima le consacrazioni del 1988, mostrano come egli giudicasse
realisticamente
la terribile situazione della Chiesa.

Saggezza di Monsignore
Lavorando sulle lettere mensili dal Seminario di Winona
tra l’anno delle consacrazioni episcopali (1988) e l’anno della morte
di Mons. Lefebvre (1991), ho avuto modo di leggere una serie di
citazioni dirette di quegli ultimi anni della sua vita. Che chiarezza
di visione!
Ecco alcuni esempi di metà giugno 1988, cioè dopo aver
preso la decisione di fare le consacrazioni, ma prima che le
consacrazioni avessero effettivamente luogo:
“Non è vero che tra noi e Roma
vi è solo una questione di dettagli da negoziare. Il problema di
fondo è sempre lì – liberalismo e modernismo di Roma. Essi
[gli uomini di Chiesa romani] intendono
portare noi e tutte le nostre opere sul Concilio, mentre ci si lascia
un po’ di Tradizione…”
Il cardinale Ratzinger [come poi avvenne] “mi ha messo davanti una lettera al Papa
che avrei dovuto firmare, chiedendo scusa per i miei errori! Ma siamo
noi che dovremmo interrogarli sulla loro fede! Dovremmo chiedere loro
di pronunciare il giuramento antimodernista… Ma ogni volta che io ho
messo avanti il loro liberalismo e il loro modernismo, non hanno mai
risposto. Hanno continuato a persistere nei loro errori”.
“Più ci si pensa, più
ci si rende conto che le loro intenzioni non sono buone… Non possiamo
metterci nelle loro mani… Abbiamo fatto un onesto tentativo per
continuare la Tradizione sotto la protezione di Roma, ma non ha
funzionato… Non hanno mai inteso assicurare un posto alla Tradizione in
seno alla Chiesa. Ho intrapreso questi negoziati” (maggio 1988)
sulla base “della debole speranza che
questi uomini di Chiesa fossero cambiati. Essi non sono cambiati, se
non in peggio” In conclusione: “Non
credo che si possa dire che Roma non abbia perso la fede”.
E nel 2007 e 2008, abbiamo visto qualcosa che venisse da Roma che ci
persuadesse del contrario?
Se qualcuno la pensa così, che ci mostri la sua prova.
Kyrie eleison.