Al centro della crisi finanziaria di oggi
c’è un debito schiacciante.
Troppe persone e governi hanno vissuto al di là delle proprie
possibilità.
Questione di parsimonia
Un’altra breve
visita negli Stati Uniti mi ha dato modo di considerare che gran parte
della popolazione, mentre è preoccupata per la situazione
finanziaria ed economica della loro nazione, sta pensando ai fatti
proprii, come se non vi fosse niente di più di cui preoccuparsi.
Forse non c’è molto che si possa fare. Forse è solo umano
andare avanti “mangiando e bevendo, e prendendo moglie o marito”, fino
a quanto non arriva la catastrofe (cf. Mt. XXIV, 38).
Tuttavia, sulla base di commentatori che trovo assennati, è mia
precisa convinzione che una grande catastrofe è per la via, che
andrà ben oltre la mera finanza ed economia. I migliori
commentatori colgono ciò che è evidente, e cioè
che se il problema è profondo e umano, le sue radici sono morali
e, in ultima analisi, religiose. Con uno di questi commentatori,
riconduciamo gli effetti di oggi alle cause di ieri (negli Stati
Uniti): –
Controllori e istituzioni finanziarie “si sono svegliate troppo tardi”
circa il crollo della piramide di debiti, in parte perché
nell’ultima fase essa era stata troppo redditizia per loro. In tale
ultima fase i “prestiti bugiardi” sotto forma di SIV (Structured Investment Vehicles)
erano stati inventati per lucrare sui mutuatari immobiliari che non
ripagavano i loro debiti. I SIV hanno messo insieme i mutui buoni con i
cattivi ed hanno venduto i pacchetti come “investimenti” agli
investitori creduloni che non sono stati attenti. Tutto sembrava andar
bene fino a quando i valori degli immobili non sono scesi, com’era
inevitabile che accadesse. Di conseguenza i mutuatari non hanno fatto
fronte ai loro debiti, la fiducia è crollata, gli investitori e
i gruppi finanziari hanno fatto bancarotta, dagli Stati Uniti a gran
parte del resto del mondo.
E perché l’edilizia abitativa in particolare ha fatto crollare
il castello di carte? Perché essa, che è la seconda parte
più importante di tutta l’economia degli Stati Uniti, era
diventata un investimento e la casa una garanzia che i “proprietari”
usavano per contrarre altri prestiti. Inoltre dal 1970, il governo
degli Stati Uniti aveva sovvenzionato i mutui per le persone
normalmente non idonee a contrarre un prestito (ma chi votare!), e
aveva indotto gli istituti di credito a concedere i prestiti in modo
“ugualitario” e non in base al loro giudizio oggettivo.
Ancora prima, il governo aveva dato alle famiglie l’esempio (suggerito
da John Maynard Keynes – “Domani
saremo tutti morti comunque”) di come vivere al di sopra dei
propri mezzi, come se l’indebitamento senza fine potesse garantire la
crescita indefinita della prosperità. La responsabilità
finanziaria venne fatta apparire come una cosa del passato. Tale
comportamento sconsiderato da parte del governo era stato notevolmente
facilitato dalla fondazione disastrosa nel 1913 della Federal Reserve in mano ai
banchieri privati, consentendo al governo, tra le altre cose, di rubare
alla massa dei cittadini senza che loro se ne rendessero conto, per
mezzo dell’inflazione – con cinque centesimi di allora si comprava
quello che oggi si compra con un dollaro.
Ma vediamo di non sbagliare – in linea generale, i cittadini hanno da
Dio i governi che si meritano, soprattutto quando sono convinti che il
loro governo è “democratico”.
Kyrie eleison.