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del Rosario

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson, relativo alla forza che
scaturisce dalla recita del Rosario.
L’umile Rosario, lodato da
tutti i Santi.

Un aiuto più sicuro per il Paradiso non c’è.

Quando la settimana
scorsa questi “Commenti” (n. 890 del 3 Agosto) concludevano che la
preghiera del Rosario è la soluzione all’attuale follia delle
presunte leggi della Chiesa, che ci vengono “imposte” dalla Roma
modernista, molti lettori si saranno chiesti: che legame può
esserci tra le due cose? Come si possono, per così dire,
scaricare tutti i problemi della Chiesa sul Rosario?

Eppure suor Lucia di Fatima, prima di essere sostituita negli anni ‘60
da un manichino più docile ai modernisti, era in grado di dire
che ai nostri tempi Dio ha dato al Rosario un potere speciale, tale da
risolvere tutti i problemi. Questo potere è qualcosa in cui i
cattolici (e i non cattolici) devono credere, per affrontare le
imminenti prove del mondo.

La chiave è che il mondo che ci circonda “svuota” Dio,
lasciandone al massimo un guscio.

La preghiera del Rosario ripristina, a poco a poco nelle anime umane,
il senso di Dio. Dall’assenza di Dio provocata dall’uomo, passiamo alla
forza del Rosario.

Lo “svuotamento” di Dio da parte dell’umanità è iniziato
in epoca moderna, al più tardi nel 1400, con il declino della
Fede Cattolica in Dio e con il corrispondente aumento della stima per
l’uomo nel cosiddetto Rinascimento, o “Rinascita” dell’uomo.

L’idea di fondo era che il Medioevo avesse talmente sopravvalutato Dio
da sottovalutare l’uomo. Questa idea aprì la strada
all’esplosione dell’umanesimo, o supervalutazione fine a se stessa
dell’uomo, ad opera di Martin Lutero (1485-1548), sotto forma del
Protestantesimo all’inizio del 1500. Questa rivolta frammentaria del
soggettivismo contro l’unitario ordine oggettivo del vero Dio
cattolico, ha dominato da allora la modernità della
“civiltà Occidentale”. Al Protestantesimo si possono ricondurre
tutti gli errori più importanti del nostro tempo, ad esempio il
Naturalismo, il Razionalismo e soprattutto il Liberalismo
nell’Ottocento, poi l’Ecumenismo, il Modernismo e soprattutto il
Comunismo nel Novecento.

L’empietà ha fatto molta strada.

Per oltre 400 anni i Papi cattolici hanno, per così dire,
sostenuto la Fede Cattolica contro Lutero, ma con il Concilio Vaticano
II (1962-1965) hanno ceduto, e nel 2024 la strada era spianata
perché i Giochi olimpici mondiali iniziassero con una parodia
dell’Ultima Cena. Questa blasfemia è praticamente la nuova
religione della “civiltà Occidentale”.

Per comprendere appieno quanto sia lunga e profonda l’alienazione
dell’uomo moderno dall’unico vero Dio, è necessario leggere un
ritratto di Lutero come quello del filosofo francese Jacques Maritain
nel suo libro “Tre riformatori”. La violenta rivolta di Lutero contro
Dio proveniva dal profondo dell’anima umana. E allora come si
può pretendere che la preghiera del Rosario, semplice e
ripetitiva, possa essere una cura?

Fisicamente, il Rosario impegna, regola e tranquillizza tutte le parti
più mobili dell’essere umano: le dita con i grani, la bocca per
pronunciare le preghiere, la mente per contemplare i Misteri, forse
anche i piedi per camminare su e giù.

Questa impostazione della nostra struttura volubile libera l’anima per entrare in
comunione con Dio , cioè per pregare. E se la mia mente va
a caccia di farfalle? Sgranando il Rosario torno in me. E
spiritualmente, i Misteri sono incentrati su Nostro Signore,
incorniciato simmetricamente all’interno dei Misteri della Madonna (i
“Misteri della Luce” non simmetrici, aggiunti dai modernisti,
dovrebbero essere ignorati). Lei Lo fa nascere, Lui muore per i nostri
peccati, Lei viene ricompensata con la Regalità dell’Universo.

Ora, se “Roma non è stata costruita in un giorno”, nemmeno il
Rosario può riaprire il Paradiso in poche settimane. Ma chi persevera con il Rosario ha
tutte le possibilità di tornare sulla lunghezza d’onda del Cielo
e di allontanarsi sempre più da quella del mondo. Ogni Mistero
ha la sua lezione di Dio, e tutti e quindici insieme mi conducono
attraverso l’intero ciclo della storia della nostra Redenzione. Ecco il
motivo per cui sono nato, e nessun altro. In questo, passandolo in
rassegna in meno di un’ora, c’è ciò che dà senso
all’intera Creazione. Le nostre vite sulla terra non sono solo “misere,
ripugnanti, brutali e brevi”, secondo le famose parole di un filosofo
inglese. Per portarci in Paradiso, Nostro Signore ha sofferto per noi
più di quanto tutti noi messi insieme potremmo mai soffrire.

Voglio andare in Paradiso. Sarò fedele alla speciale preghiera
che Dio ha dato alla Sua Chiesa per portarmi lì!

Kyrie eleison