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“CONSECRATIONS ” — HINDSIGHT

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla retrospettiva delle consacrazioni realizzate da Mons. Lefebvre il
30 giugno 1988.
Non abbiamo fede, come
l’aveva Monsignore.

Dobbiamo pregare per questo, altrimenti impazziremo tutti! .

“Consacrazioni” – Col senno di
poi

C’è una vecchia espressione inglese per rappresentare il
tentativo di fare contemporaneamente due cose che non si possono fare
insieme: “correre con la lepre e cacciare con i segugi”. Si può
o correre con la preda o cacciare la preda, ma non si possono fare
entrambe le cose contemporaneamente. Un’altra espressione per
descrivere la stessa realtà è: “non puoi possedere un
dolce e al contempo mangiarlo”. Se lo mangi, non l’avrai più. Se
vuoi possederlo, non devi mangiarlo. E un’altra espressione è:
“non si possono avere entrambe le cose . . .”. O le donne avranno una
carriera propria o avranno dei figli; o possono avere la metà di
ciascuno: una carriera passata a desiderare i figli. Nella vita reale
dobbiamo scegliere e non “sedere tra due sgabelli”.

Nella Chiesa cattolica del 1988 Monsignor Lefebvre si trovò di
fronte a una scelta angosciante: o l’ “Operazione Sopravvivenza”,
consacrando quattro dei suoi sacerdoti come vescovi e assicurare alla
sua Fraternità San Pio X che potesse sopravvivere per difendere
la pienezza della vera Fede contro una falsa Autorità che, senza
precedenti in tutta la storia della Chiesa, era decisa a distruggere
quella Fede. Oppure l’ “Operazione Suicidio”, con la quale avrebbe
lasciato la sua Fraternità senza propri vescovi propri e, in
ultima analisi, alla mercé dei distruttori intenzionati ad
eliminare nientemeno che la vera Fede, la dottrina, la Messa e il
sacerdozio.

Di fronte alla scelta, non tentò in alcun modo di fare allo
stesso tempo due cose opposte. Senza alcuna traccia di compromesso,
scelse di consacrare alcuni vescovi per la Tradizione, e i frutti della
sua scelta furono la sopravvivenza, come abbiamo visto, della Fede,
della dottrina, della Messa e del sacerdozio cattolici.

La falsa Autorità lo “scomunicò”, ma lui non ci fece
caso. Sapeva che qualsiasi sanzione di questo tipo era nulla e
insussistente come i suoi autori, finché questi rovinavano la
Fede.

Quando prese questa decisione, era molto solo, con un solo altro
vescovo al suo fianco per la cerimonia delle Consacrazioni, Mons. de
Castro Mayer dal Brasile.

Monsignore in quella occasione ebbe il consenso della maggior parte dei
sacerdoti della Fraternità che lo seguì con fierezza. Il
frutto della sua scelta per la Verità, che mantenne saldamente
senza mai scendere a compromessi fino alla sua morte avvenuta meno di
tre anni dopo, fu che successivamente la Fraternità visse 20
anni fecondissimi, dando a tutto il mondo cattolico la prova vivente
che la Tradizione Cattolica non era né morta né superata.

A poco a poco sempre più cattolici si rendevano conto di essere
stati ingannati dal Vaticano II e dai suoi cattivi maestri. Purtroppo,
dopo quei 20 anni dalle Consacrazioni, l’autorità della
Fraternità ha perso la consapevolezza di quella che era stata la
motivazione e la realizzazione di Monsignore, cioè la difesa
della Fede che era stata tradita, e i successivi 15 anni ha cercato
un’approvazione ufficiale da parte di funzionari infedeli della Chiesa,
che si sforzano più che mai di distruggere la Fede, come con il
paganesimo della Pachamama o la “Sinodalità” alla maniera
Tedesca.

Ma c’è una traccia di speranza che la Fraternità possa
tornare al suo Fondatore, il grande Arcivescovo Lefebvre. Il 18 aprile
scorso, il suo Superiore Generale, don David Pagliarani, ha tenuto una
riunione mondiale dei Superiori della Fraternità, via internet,
per dire loro principalmente due cose. In primo luogo, devono iniziare
a preparare i loro fedeli nei Priorati o nei Seminari alla notizia
della Consacrazione di nuovi vescovi all’interno della
Fraternità.

Con o senza l’approvazione ufficiale di Roma? “Questo è il
problema”. Se è con l’approvazione di Roma, è molto
probabile che si tratti di una specie di trappola. Se è senza
l’approvazione di Roma, è più che altro un buon segno che
i sacerdoti della FSSPX stiano recuperando la fede del loro Fondatore.

In secondo luogo, don Pagliarani ha comunicato che un nuovo documento
del Vaticano sul progetto sinodale per il futuro della Chiesa dichiara
che “le strutture gerarchiche della Chiesa devono essere smantellate”.
In altre parole, la struttura della Chiesa deve essere smantellata, il
che significa annullare la Chiesa stessa. E questo era, fin
dall’inizio, lo scopo del Vaticano II, come hanno visto fin dall’inizio
menti chiare come quella di Monsignore.

La sua Fraternità sta ricominciando a vedere più
chiaramente? O è stata ingannata ancora una volta? Non è
ancora chiaro. Ma è certo che la grande guerra tra gli amici e i
nemici di Dio continua, esattamente come in tutti i secoli. Dobbiamo
recitare con fervore il Rosario, amare la Verità e proclamarla …
costi quel che costi.

Kyrie eleison