Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla posizione assunta da Mons. Carlo Maria Viganò.
Finalmente un alto uomo di
Chiesa che parla con chiarezza,
ed è per questo che amiamo Mons. Viganò.
In un nuovo durissimo appello del 21 gennaio, Mons.
Viganò, in nome del vero Dio, della vera Chiesa e della vera
Messa, castiga la Neochiesa del Vaticano II e la sua “Messa”
contraffatta. Ecco un breve riassunto del lungo testo originale,
pubblicato sul sito
di Aldo Maria Valli e su Una
Vox .
Il Vaticano II, non essendo un
Concilio dogmatico, non ha inteso definire alcuna verità
dottrinale, limitandosi a ribadire indirettamente – e in forma peraltro
spesso equivoca – dottrine precedentemente definite in modo chiaro e
inequivocabile dall’autorità infallibile del Magistero. Esso
è stato indebitamente e forzatamente considerato come “il”
Concilio, il “superdogma” della nuova “chiesa conciliare”, al punto da
definirla in relazione a quell’evento.
Nella storia della Chiesa, sino al Vaticano II, non è mai
accaduto che un Concilio pastorale potesse avere più
autorità dei venti Concili dogmatici che lo hanno preceduto.
Eppure è accaduto, nel silenzio della maggioranza
dell’episcopato e con l’approvazione di ben cinque Romani Pontefici, da
Giovanni XXIII a Benedetto XVI. E In questi cinquant’anni di
rivoluzione permanente nessuno di questi Papi ha mai messo in
discussione il “magistero” del Vaticano II, né ha osato
tantomeno condannarne le tesi ereticali o precisarne quelle equivoche.
Al contrario, tutti i Papi da Paolo VI in poi hanno fatto del Vaticano
II e della sua attuazione il fulcro programmatico del loro pontificato,
subordinando e vincolando la propria autorità apostolica ai
diktat conciliari. Il loro “magistero” inizia con il Vaticano II e
lì si esaurisce, e i Papi che si succedono proclamano santi i
loro immediati predecessori per il solo fatto di aver indetto, concluso
o applicato il Concilio. Anche il linguaggio teologico si è
adeguato all’equivocità dei testi conciliari, giungendo ad
adottare come definite delle dottrine che prima del Concilio erano
considerate eretiche, come lo Stato che sovrasti la religione.
Per una volta Bergoglio ha perfettamente ragione quando considera la
Messa tridentina come una intollerabile minaccia per il Vaticano II,
dal momento che questa Messa è talmente Cattolica, da
sconfessare qualsiasi tentativo di convivenza pacifica tra le due
“forme” del medesimo Rito Romano. Anzi, è un’assurdità
poter concepire una “forma” ordinaria montiniana e una “forma”
straordinaria Tridentina. Il Novus Ordo è l’espressione cultuale
di un’altra religione – quella della “chiesa conciliare”, un rito
spurio, equivoco, che favorisce l’eresia e che merita solo di essere
soppresso.
Non mi stupirei quindi se, in un futuro molto prossimo, chi sta
abusando dell’autorità apostolica per demolire la vera Chiesa e
provocare l’esodo in massa dei cattolici “preconciliari”, non esitasse
non solo a limitare la celebrazione della Messa antica, ma giungesse
anche a proibirla del tutto. Quando da Roma dovesse essere proscritta
la celebrazione della Messa antica in tutte le chiese dell’Orbe, quanti
credevano di poter servire due padroni – la Chiesa di Cristo e la
chiesa conciliare – scoprirebbero di esser stati ingannati, come prima
di loro avvenne ai Padri conciliari. A quel punto dovranno compiere
quella scelta che si erano illusi di poter eludere, e che li
costringerà a disobbedire a un ordine illecito per obbedire al
Signore, o piegare il capo al volere del tiranno venendo meno ai loro
doveri di ministri di Dio.
Questa non è altro che la battaglia tra Cristo e Satana. Una
battaglia per la Messa, che è il cuore della nostra Fede, il
trono in cui il divino Re eucaristico discende, il Calvario su cui si
rinnova in forma incruenta l’immolazione dell’Agnello immacolato. La
battaglia si combatte sulla differenza ontologica tra la visione
teocentrica della Messa tridentina e la visione antropocentrica della
sua contraffazione conciliare. Facciamo in modo di poter meritare,
ancorché indegnissimi, il futuro elogio della Chiesa mentre ci
prepariamo a queste prove in cui testimoniare la nostra appartenenza a
Cristo.
Kyrie eleison.