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Il cosiddetto razzismo

Supponiamo,
secondo quanto sostenuto nei due numeri precedenti di questi “Commenti”
(23 e 30 aprile), che il “razzismo” oggi abbia assunto un’importanza
tale da violare ogni buon senso, perché il Marxismo è una
religione sostitutiva, e la lotta contro il “razzismo” è una
semplice una replica del marxismo. Ma tale “semplice replica” si
comporta per le strade come una vera e propria crociata, come nel caso
dei “Black Lives Matter” (le vite dei negri contano).

Perché i Comunisti esaltati si comportano sempre come dei
crociati? Si tratta infatti di una questione religiosa che merita la
nostra attenzione (solo le anime con un certo senso del vero Dio
possono comprendere correttamente il nostro empio mondo moderno).

L’uomo è una creatura spirituale. I due ranghi di esseri
superiori a lui, Dio Onnipotente e gli angeli, sono puramente
spirituali; i tre ordini di esseri inferiori a lui, animale, vegetale e
minerale, sono puramente materiali; solo l’uomo è spirituale per
la sua anima e materiale per il suo corpo. Essendo spirituale per la
sua anima, lui solo tra tutti gli animali viventi ha intelligenza e
ragione e, per la sua ragione, il libero arbitrio. Se non fosse per il
suo intelletto, l’uomo non potrebbe dominare tutti gli altri animali,
così come Dio gli ha detto (Genesi, I 26), e non sarebbe
sopravvissuto ai molteplici animali più feroci e forti di lui.

Ma la base stessa del Marxismo e del Comunismo è il materialismo
ateo, cioè la negazione che esista qualcosa come Dio, o spirito
al di sopra della materia, o il libero arbitrio. Si veda il primissimo
degli errori della nostra epoca materialistica, così come
insegnato da Pio IX nel suo “Sillabo degli errori” del 1864, in cui
condanna 80 errori moderni.

Poiché «è Dio che ci ha fatti, e non noi
stessi» (Sal 99, 3), allora SIAMO creature spirituali, che ci
piaccia o no, provenienti da Dio e destinate a tornare a Lui, con le
nostre anime spirituali ed immortali, le sole capaci, mediante il retto
uso del nostro libero arbitrio spirituale, mentre sono unite ai nostri
corpi materiali quaggiù sulla terra, di godere del Suo Cielo
spirituale lassù in eterno. Quindi la vera dignità
dell’uomo non sta tanto nel mero possesso del libero arbitrio, quanto
nel suo corretto utilizzo. Ma l’orgoglio gli fa rifiutare il suo
destino spirituale in Cielo dove dovrà essere al di sotto di
Dio, ed è per questo che finge di essere un essere puramente
materiale, per non dover obbedire a nessuno dei Dieci Comandamenti di
Dio.

Tuttavia, nessun uomo che sia mai vissuto ha disegnato la propria
natura umana (Sal 99, 3), ed è per questo che anche quando si
finge puramente materiale, rimane spirituale, con un istinto, dato da
Dio, di come sarà la vita in Cielo, senza matrimonio (Mc XII,
25) o razza (Gal III, 28) o qualsiasi altra forma di disuguaglianza
dannosa, ma «Cristo sarà tutto in tutti » (Col III,
11), e abbandonate tutte le disuguaglianze dannose della vita terrena,
nell’infinita gloria divina tutti gli esseri umani benedetti di Dio
vivranno nella Sua perfetta armonia.

Ma qui sorge un problema insolubile per gli uomini senza Dio, come
siamo oggi. Voltiamo le spalle a Dio, ma non possiamo fare a meno di
desiderare quella libertà, uguaglianza, fraternità e
immortalità che da Lui sono inscritte nella natura spirituale
delle nostre anime. Quindi dobbiamo costringere nell’arco delle nostre
brevi vite mortali, la soddisfazione dei nostri desideri immortali che,
però, possono essere realizzati solo nella Sua vita eterna. Ma
è come se si volesse versare tutto un litro di liquido in
uncontenitore da mezzolitro. Semplicemente non è possibile.

Nel mondo moderno moltissimi uomini perseguono la soddisfazione con
mezzi che non possono assolutamente soddisfarli. «Ci hai fatti
per Te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché
non trova in Te il suo riposo» (Sant’Agostino).

C’è stato un tempo in cui i datori di lavoro dicevano che
“Ebrei, negri e donne non hanno bisogno di cercare lavoro”. Gli Ebrei
possono risentirsi del fatto che i bianchi abbiano guidato il mondo. I
negri possono risentirsi del fatto che molte persone li guardino
dall’alto in basso. Le donne possono risentirsi del fatto che l’uomo
sia il capofamiglia.

E di chi è la colpa? Principalmente dei bianchi, a cui fu
affidato da Dio il compito di insegnare agli Ebrei il Nuovo Testamento;
ai negri la loro dignità davanti a Dio; alle donne il loro vero
ruolo nella famiglia. Ma abbandonando Dio, i bianchi giudaizzano se
stessi, vedono i negri distruggere le loro città senza Dio, e si
femminizzano.

La vera soluzione a questi problemi e a innumerevoli altri è chiara: gli stessi bianchi devono tornare a Dio.

Kyrie eleison.