Nei “Commenti” della
scorsa settimana un lettore è stato elogiato per la lodevole
interpretazione soprannaturale degli spaventosi problemi del mondo
moderno, che rappresentano essenzialmente un’offesa a Dio Onnipotente.
Questo è il motivo per cui la loro sostanziale gravità
non può essere minimamente compresa a un livello puramente
umano. Ed è per questo che per secoli le soluzioni puramente
umane hanno fallito, una dopo l’altra.
Se il timore di Dio è l’inizio della sapienza ( Sal
CX, 10), allora l’ateismo e il disprezzo di Dio sono una follia
suicida. “Un Dio geloso e vendicatore è il Signore, vendicatore
è il Signore, pieno di sdegno. Il Signore si vendica degli
avversari e serba rancore verso i nemici. Il Signore è lento
all’ira ma grande in potenza, e nulla lascia impunito”. ( Naum , I, 2–3).
Dopo aver riletto la versione del problema secondo il nostro lettore, ora qui riportiamo la sua versione della soluzione.
Detto questo, credo si possa
riconoscere che questo stato di cose riveli anche la soluzione:
un’intensificazione spirituale, per ottenere aiuto dall’Unico che
può sconfiggere il nostro nemico (ma che attualmente nega il Suo
aiuto perché non viene sollecitato abbastanza seriamente). Sono
la riparazione, la penitenza, la preghiera e gli atti soprannaturali di
fede, speranza e carità che otterranno il Suo aiuto.
Così sarà il tallone della Madonna a sconfiggere il
diavolo e il suo NWO, non i nostri sforzi umani. Per noi, l’obiettivo
dovrebbe essere la fedeltà e la perseveranza finale nella grazia
e nella fede: questi sono sufficienti. Una lettera profonda di Don
Pagliarani, a febbraio, ha parlato della prossima persecuzione e
sembrava rivelare il segreto della perseveranza in mezzo a sanguinose
persecuzioni:
“Avvertiti da tempo, dobbiamo prepararci, pacificamente, abbandonandoci
senza riserve nelle mani della Provvidenza , e senza cercare
disperatamente il mezzo di sottrarci. Pensiamo ai cristiani dei primi
secoli in piena persecuzione: quelli che guardavano troppo i loro
persecutori, agli strumenti di tortura o alle bestie selvagge,
dimenticando il Dio d’amore che li chiamava a raggiungerLo, finivano
col vedere solo il pericolo, il dolore, la paura . . . e finivano con
apostatare. Essi non mancavano di chiare informazioni, ma la loro fede
non era sufficientemente forte e non era stata nutrita da una preghiera
ardente . . .”.
( http://www.unavox.it/Documenti/Doc1375_FSSPX_Lettera_ai_benefattori_2.02.2021.html )
Vale a dire, il nostro sguardo
dovrebbe rimanere su Dio, e non sul cappio. Se preghiamo ardentemente
per la fedeltà, la fede e la perseveranza finale, il buon Dio
che certamente desidera che abbiamo queste cose non mancherà di
concederle. Ma non è per nulla certo che concederà tali
doni a coloro che non li chiedono.
Gli atleti di Dio ora si stanno allenando per la gara che verrà.
Sottrarci è escluso.
Kyrie eleison.