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FAREWELL, SSPX. (EC 355)

Cattolici,
quando vedete di Roma il consenso,
salire in montagna è l’unica cosa che ha senso.

FSSPX, addio
Brutte
notizie dalla Francia: la quarantennale lotta per la Fede, condotta
dalla Fraternità San Pio X contro i modernisti di Roma, è
virtualmente finita.
Oh, sì, i priorati della Fraternità, le scuole, i
seminarii, i conventi e i monasteri associati, continueranno a
funzionare, per fornire almeno per qualche tempo sacramenti validi e
dottrina decente, mantenendo tutte le apparenze della Tradizione, ma la
lotta essenziale per l’intera Fede sarà censurata, o
auto-censurata.
Sembra che ci sia solo un numero limitato di sacerdoti in più
che manterrà la comprensione dell’opera di Mons. Lefebvre e il
coraggio necessario per rompere i ranghi e salire in montagna.
La novità è che i modernisti di Roma stanno offrendo alla
Fraternità un «riconoscimento di tolleranza», senza
bisogno di alcun accordo formale o di un documento firmato, cosa questa
che tra la primavera e l’estate del 2012 sollevò all’interno
della FSSPX tanta opposizione.
Ecco il succo di quanto espresso tre mesi fa, con entusiasmo, dal
Secondo Assistente della Fraternità, Don Alain Nély, a
due religiosi: «La soluzione
per la Fraternità sarà un riconoscimento unilaterale da
parte di Roma… non ci verrà chiesto di firmare
alcunché… vediamo come si evolvono le cose… poi vedremo.»
Per evitare che tale rivelazione si diffondesse, il Superiore Generale
della Fraternità ha scritto ai due Superiori interessati che
avevano frainteso le parole di Don Nély, perché non
c’è nessun tipo di «accordo» in vista.
Certo che no. Sta qui l’astuzia del proposto
«riconoscimento» senza firma. Esso consentirà ad un
certo numero di sacerdoti della FSSPX di far finta che nulla sia
cambiato e di poter continuare il loro ministero come prima.
Come è stato riferito, lo stesso Mons. Fellay, parlando di
recente ai seminaristi di Zaitkofen, ha detto: «Non si tratta di firmare un qualche
accordo, ecc. ecc.». Tuttavia, dieci minuti più
tardi, ha continuato: «Ma se
Roma ci propone un riconoscimento di tolleranza per noi, la cosa
è diversa e sarebbe una cosa molto buona.»
E così, ci sono tutte le probabilità che, piuttosto
presto che tardi, un gran numero di sacerdoti della FSSPX
seguirà docilmente i capi ufficiali nell’abbraccio amoroso dei
modernisti di Roma, un abbraccio che col tempo diventerà tanto
stretto, quanto basta per soffocare ogni residuo sforzo volto a
combattere contro quel modernismo mortale che sta facendo fuori la
Chiesa ufficiale e sta ponendo milioni di anime sulla strada per
l’Inferno.
Guardando in retrospettiva, si può intuire che Mons. Fellay,
negli ultimi 15 anni, abbia lavorato abilmente con i Romani in vista di
questo abbraccio. Mons. de Galarreta ha capito qual è la posta,
ma ha accettato di condividere la cosa con Mons. Fellay. Mons. Tissier
si avvede della minaccia mortale per l’opera di Monsignore, ma non vede
la necessità di seguire l’esempio di Monsignore stesso e mettere
la Fede prima delle ordinarie regole dell’obbedienza e
dell’unità.
E così, cari amici, se vogliamo mantenere la pienezza della Fede
e aiutare gli altri a farlo, dobbiamo per lo meno interiormente salire
in montagna.
Non abbiate paura. Mantenete il sangue freddo. Non c’è bisogno
di perdersi d’animo o di disperare. Dio non cambia, e la battaglia per
la Sua causa si fa sempre più gloriosa che mai.
Sacerdoti, occhi aperti, e soprattutto non illudetevi che nulla sia
cambiato nella Fraternità. Essa è già
sostanzialmente cambiata. Laici, occhi aperti pure voi, e pregate, e
Dio vi darà i capi e i sacerdoti delle vostre preghiere.
Fidiamo in Dio e nella Sua Santissima Madre.
Kyrie eleison.