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ENLIGHTENMENT DARKNESS (EC 250)

Dietro il
Vaticano II c’è la falsa filosofia del XVIII secolo,
l’“Illuminismo”. Questo rende impossibile un accordo cattolico con gli
uomini di Chiesa conciliari.

“Illuminismo”
tenebroso
Che la Fraternità San Pio X alla fine decida o meno di aggirare
il dissenso dottrinale e di stipulare un accordo puramente pratico con
le autorità romane della Chiesa conciliare, le anime interessate
al loro benessere eterno devono capire il più pienamente
possibile qual è la posta in giuoco.
In questa ottica, un mio amico mi ha appena inviato una mirabile
sintesi del cuore della questione: –
“Dal 2009 al 2011 si sono svolti i
cosiddetti “Colloqui Dottrinali” tra
esperti del Vaticano e quattro teologi della FSSPX. Questi colloqui
hanno chiarito come le autorità romane siano fermamente legate
agli insegnamenti del Vaticano II, il Concilio che ha tentato di
conciliare la dottrina cattolica col concetto di uomo sviluppato
dall’“Illuminismo” del XVIII secolo.
“Così il Concilio dichiara
che, in ragione della dignità
della sua natura, la persona umana ha il diritto di praticare una
religione a sua scelta. Di conseguenza la società deve
proteggere la libertà religiosa e organizzare la coesistenza
pacifica delle varie religioni. Queste sono invitate a partecipare al
dialogo ecumenico, visto che possiedono tutte la loro parte di
verità.
“In effetti, tali principi negano che
Cristo è veramente Dio e
negano che la sua Rivelazione, il cui deposito è custodito dalla
Chiesa, dev’essere accettata dagli uomini di tutte le società.
In tal modo, la dottrina della libertà religiosa, come espressa
dal documento conciliare Dignitatis
Humanae 2, contraddice gli
insegnamenti di Gregorio XVI nella Mirari Vos, di Pio IX nella Quanta cura, di Leone XIII nella Immortali Dei e di Pio XI nella Quas Primas. La dottrina espressa
nella Costituzione Dogmatica Lumen
Gentium 8, secondo cui la Divina
Provvidenza userebbe le sette
non cattoliche come mezzi di salvezza, contraddice gli insegnamenti di
Pio IX nel Syllabus, di Leone
XIII nella Satis Cognitum e
di Pio XI nella Mortalium Animos.
“Queste nuove dottrine che, insieme a
molte altre, contraddicono gli
insegnamenti formali e unanimi dei Papi di prima del Concilio, alla
luce del dogma cattolico possono essere qualificate solo come eretiche.
“Dal momento che l’unità della
Chiesa poggia
sull’integrità della Fede, è chiaro che la FSSPX non
può addivenire ad alcun accordo – foss’anche solo “pratico” –
con coloro che sostengono tali dottrine.”
Quando il mio amico accusa il movimento di emancipazione intellettuale
del XVIII secolo, noto come “Illuminismo”, di essere alla base del
collasso degli uomini di Chiesa nel XX secolo, egli avanza
essenzialmente lo stesso appunto di Mons. Lefebvre, quando, un anno e
mezzo prima di morire, nel 1991, diceva ai suoi sacerdoti: “Più
si analizzano i documenti del Vaticano II… e più ci si rende
conto di ciò che è in giuoco… una complessiva perversione
del pensiero, una complessiva nuova filosofia basata sulla filosofia
moderna, sul soggettivismo… Si tratta di una versione interamente
diversa della Rivelazione, della Fede, della filosofia… una cosa
veramente spaventosa”.
Allora, come si ritorna ad una concezione sottomessa alla realtà
di Dio? Un modo consiste nel prendere le encicliche papali citate sopra
dal mio amico e studiarle. Esse furono scritte per i vescovi, ma i
vescovi conciliari non sono affidabili. Oggi sono i laici che devono
prendere in mano la propria formazione – e il loro Rosario.
Kyrie eleison.