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DOCTRINE UNDER-ESTIMATED. (EC 167)

Il
Direttore di un valido periodico cattolico in America non riesce a
vedere che è il problema dottrinale a guidare la FSSPX.

Dottrina sottovalutata
In una rivista nordamericana solitamente riflessiva, “Culture Wars”, il
Direttore ha di recente addossato la responsabilità, a me
personalmente insieme all’intera Fraternità San Pio X, di
volerci tagliare fuori dalla corrente principale della Chiesa
cattolica. Elenco qui, il più brevemente ed equamente possibile,
gli argomenti di E. Michael Jones, indicando con delle lettere i punti
principali, per facilitare la risposta: –
Il suo argomento principale è che il problema del Concilio
Vaticano II non è dottrinale: “(A) I documenti del Concilio non
sono di per sé responsabili di tutte le follie che sono seguite
al Concilio in nome del suo “spirito”. In effetti questi stessi
documenti sono a volte ambigui, ma (B), Dio è sempre con la Sua
Chiesa, ecco perché (C) solo qualcosa di cattolico può
ottenere il consenso dei vescovi del mondo riuniti insieme, come
è successo nel Vaticano II. (D) Pertanto, può e deve
bastare l’interpretazione delle ambiguità alla luce della
Tradizione, come a suo tempo si propose di fare Mons. Lefebvre.
“Perciò (E) il Vaticano II è tradizionale, e qualsiasi
problema fra Roma e la FSSPX non può essere dottrinale. (F) Ne
deriva che il vero problema della FSSPX è che rifiuta la
comunione per paura della contaminazione, (G) rifiuto causato dalla sua
scismatica mancanza di carità. (H) Il conseguente senso di colpa
essa lo copre pretendendo che la Chiesa sia in una situazione di
emergenza senza precedenti, provocata dall’anti-dottrina del Vaticano
II. (I) Quindi la FSSPX sta dicendo che la Chiesa ha fallito nella sua
missione e che la FSSPX sola constituisce la Chiesa. Sciocchezze!
Vescovi della FSSPX, firmate il vostro cedimento a Roma!”
RISPOSTA: Il problema del Vaticano II è ESSENZIALMENTE
dottrinale. (A) Ahimè, i documenti del Vaticano II sono in
effetti responsabili dello “spirito” del Vaticano II e delle sue folli
conseguenze. È la loro grande ambiguità stessa, riconosciuta da E.M.J., che
ha scatenato le follie. (B) Dio è effettivamente con la Sua
Chiesa, ma lascia i Suoi uomini di Chiesa liberi di scegliere di
danneggiarla grandemente, mai però fatalmente (cf. Lc. XVIII,
8). (C) Fu così che lasciò cadere la massa dei vescovi
cattolici nella spaventosa crisi ariana del quarto secolo. Quello che
è successo una volta sta accadendo oggi di nuovo, solo in
peggio. (D) Nella fase iniziale della lotta post-conciliare per la
Tradizione, poteva essere ragionevole appellarsi all’interpretazione
del Vaticano II alla luce della Tradizione, ma questo stadio è
di gran lunga superato. Gli amari frutti dell’ambiguità hanno
provato da tempo che gli abilmente avvelenati documenti conciliari non
possono essere recuperati.
In tal modo, (E) il Concilio non è per niente tradizionale, e il
conflitto fra Roma e la FSSPX è ESSENZIALMENTE dottrinale, tale
che (F) ci sono buone ragioni per temere la contaminazione, a causa
della falsa dottrina del Vaticano II – essa conduce le anime
all’Inferno. (G) Né tra i tradizionalisti (non-sedevacantisti)
vi è una mentalità scismatica, nonostante (H) la Chiesa
sia nel pieno della peggiore emergenza della sua intera storia. (I) Ma
proprio come nella crisi ariana i pochi vescovi che conservarono la
fede dimostrarono che la Chiesa non aveva assolutamente fallito,
così la FSSPX fa parte della Chiesa e sta preservando la Fede,
senza pretendere in alcun modo di sostituire o di essere essa stessa la
Chiesa.
Michael, quando, in tutta la
storia della Chiesa, i suoi vescovi riuniti sono stati volutamente
ambigui? Lei ammette l’ambiguità del Vaticano II. Quando
mai gli uomini di Chiesa sono ricorsi all’ambiguità, se non per
spianare la strada all’eresia?
Nella Chiesa di Nostro Signore il “sì” dev’essere sì e il
“no” dev’essere no (Mt. V, 37).
Kyrie eleison.