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SLEEPLESS POPE. (EC 148)

Benedetto XVI dice che non riesce a dormire
a causa della FSSPX. No, Santità. Il suo problema è la
Verità che ha smarrito.

Il Papa insonne
La radicale incomprensione della Roma conciliare nei confronti del
movimento tradizionale Cattolico è stata ancora una volta
dimostrata a Parigi mercoledì scorso, quando il Cardinale
Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione
dell’Unità dei Cristiani e della Commissione per le Relazioni
Religiose con gli Ebrei, ha tenuto una conferenza stampa.
Citerò il più fedelmente possibile quanto riportato
dall’agenzia di stampa Reuter sulla posizione del Cardinale, riassunta
in cinque affermazioni, che poi commenterò.
1) Le discussioni dottrinali che attualmente hanno
luogo ogni due mesi tra quattro teologi di Roma ed un vescovo e tre
sacerdoti della Fraternità S. Pio X, non si dimostrano facili.
2) Il problema principale è il concetto di
Tradizione. “Vogliamo una tradizione vivente o una tradizione
pietrificata?” si è chiesto il Cardinale.
3) Egli ha affermato di essere a favore di questo
dialogo con la FSSPX , ma ha detto che deve svolgersi alle condizioni
di Roma e non a quelle della FSSPX.
4) Se dev’essere raggiunto un accordo, la FSSPX
dovrà fare concessioni e dovrà accettare le riforme
conciliari.
5) Senza un accordo, la FSSPX non potrà avere
uno “status” ufficiale, i suoi sacerdoti non saranno riconosciuti come
sacerdoti cattolici, né potranno esercitare il loro ministero.
(1) Naturalmente non è facile conciliare “2+2
= 4” (la Tradizione e la FSSPX) con “2+2 = 4 o 5” (il Vaticano II e la
Roma conciliare). Siamo in presenza di due concezioni dell’aritmetica
profondamente diverse, di due altrettanto profondamente diverse
concezioni della Verità Cattolica.
(2) “2+2 = 4” è la verità, immutata e
immutabile, perciò “tradizionale”.  “2+2 = 4 o 5” è
un’aritmetica di nuovo conio, “vivente” quanto si vuole, ma decisamente
irreale, e quindi nient’affatto tradizionale.
(3) Se si discute di aritmetica, lo si farà
alle condizioni della vera aritmetica e non a quelle delle due parti in
discussione, anche se una delle parti si basa sulle vere condizioni.
(4) Chi vuole, o ha bisogno, di arrivare ad un
accordo per cui “2+2 = 4 o 5”? Solo i venditori di fantasie che non si
curano più della vera aritmetica!
(5) Se lo “status ufficiale”, il “riconoscimento dei
sacerdoti” e l’“esercizio del ministero” dipendono tutti
dall’accettazione che “2+2 = 4 o 5”,  allora “status”,
“riconoscimento” e “permesso” sono ottenuti a prezzo della
Verità. Ma se svendo la Verità, come posso averla ancora
per predicarla? E se non predico più la Verità, che razza
di sacerdote sarò, che genere di ministero eserciterò?
Perciò, in conclusione, non è soltanto sulla
“tradizione”, ma sulla natura stessa della verità che si
differenziano questi Romani e la FSSPX.
Cambiando la verità, questi Romani hanno perso la Verità,
in pratica, almeno obiettivamente parlando, essi la uccidono,
così come Macbeth “uccide il sonno” (Atto II, scena II).
In effetti, nello stesso articolo della Reuter si dice che il Papa
abbia affermato che il problema della FSSPX “gli ruba il sonno”.
Santo Padre, creda davvero che la Verità è molto al di
sopra della FSSPX, la quale non è altro che uno dei suoi
momentanei e minuscoli difensori.
Ognuno di noi nella FSSPX Le augura ogni sorta di bene, specialmente di
dormire bene.
Non è la FSSPX, ma la Verità uccisa che Le ruba il sonno.
Kyrie eleison.