Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla reale motivazione dell’attuale scontro tra Israele e Hamas .
Gli Ebrei sono un problema, ma
non il peggiore.
Tra i problemi, il dileggio di Dio è al primo posto.
I lettori apprezzeranno che si dica qualcosa sull’insano scontro tra
Israele e Hamas iniziato il 7 ottobre. Nostro Signore Gesù
Cristo ne è al centro.
Ecco due citazioni. La prima è tratta dalla Scrittura, la Parola
di Dio (e non solo di San Paolo), da I
Tessalonicesi II, 14–16:
«Voi infatti, fratelli, siete diventati imitatori delle Chiese di
Dio in Gesù Cristo, che sono nella Giudea, perché avete
sofferto anche voi da parte dei vostri connazionali come loro da parte
dei Giudei, i quali hanno perfino messo a morte il Signore Gesù
e i profeti e hanno perseguitato anche noi; essi non piacciono a Dio e
sono nemici di tutti gli uomini, impedendo a noi di predicare ai pagani
perché possano essere salvati. In tal modo essi colmano la
misura dei loro peccati! Ma ormai l’ira è arrivata al colmo sul
loro capo».
Due commenti su questa prima citazione. In primo luogo, se qualcuno
è tentato di pensare che San Paolo fosse un “antisemita”, gli si
faccia leggere in Romani IX,
da 1 a 5, come San Paolo amava e rispettava i suoi connazionali Ebrei,
ma questo non gli impediva di dire la verità su di loro.
Gli Ebrei possono anche liquidarlo come un “odiatore degli Ebrei”, ma
questo è ovviamente falso e la citazione di Romani lo attesta. In secondo
luogo, duemila anni di storia dimostrano come gli Ebrei hanno
effettivamente perseguitato la Chiesa cattolica dalla Crocifissione in
poi. Si veda ad esempio 2000 anni di
Complotti contro la Chiesa di Maurice Pinay, scritto da un
gruppo di sacerdoti cattolici per mettere in guardia tutti i vescovi
del Vaticano II dal pericolo dell’influenza ebraica nel Concilio.
Ahimè, l’avvertimento non fu sufficientemente ascoltato. La
Chiesa ha ampiamente ceduto a questa influenza.
Ma molto più evidente, a riprova del fatto che gli Ebrei non
sono cambiati nel corso di 2000 anni rispetto a come San Paolo li
descriveva, è il modo in cui regolarmente “tagliano l’erba” in
Palestina, che è la loro stessa espressione in ebraico per
indicare la loro feroce oppressione dei Palestinesi che, ancora oggi
per l’ennesima volta, stiamo compiendo.
Prendiamo ad esempio questo discorso del giornalista israeliano Gideon
Levy alla conferenza “ La Lobby di
Israele: è un bene per gli Stati Uniti? È un bene per
Israele? ”, presso il National
Press Club , Washington, D.C., del 10
aprile 2015.
Ecco una sintesi.
Israele vive nella negazione. Questa negazione sta corrompendo la
società Israeliana. Israele si è circondato di scudi e
muri, non solo fisici, ma anche mentali. C’è un esempio nella
storia in cui un Paese ha vissuto per sempre sulla sua spada? Israele
è dipendente dall’occupazione. Non c’è possibilità
di cambiamento all’interno della società israeliana. È
troppo cerebrale. Israele è una causa persa. Come fanno gli
Israeliani a convivere con questa realtà? Come fanno a vivere in
pace con la brutale occupazione di Gaza e della Cisgiordania?
Ci sono 3 ragioni.
1. La maggior parte, se non tutti, gli Israeliani credono di essere il
Popolo Eletto. Se sono Eletti, allora hanno il diritto di fare tutto
ciò che vogliono.
2. Non c’è mai stata nella storia un’occupazione in cui
l’occupante si presenta come una vittima. Non solo la vittima, ma
l’unica vittima. Israele adotta una doppia strategia: il vittimismo da
un lato e la manipolazione dall’altro. Con il vittimismo arriva anche
l’“Olocausto”. Golda Meir, primo ministro di Israele dal 1969 al 1974,
ha dichiarato che dopo l’“Olocausto”, “gli Ebrei hanno il diritto di
fare quello che vogliono”.
3. La sistematica de-umanizzazione del popolo palestinese. Se i
Palestinesi non sono umani, allora non si può parlare di diritti
umani. Quasi nessun Israeliano tratterà i Palestinesi come
esseri umani. Israele è una democrazia per i suoi cittadini
Ebrei (a patto che pensino come la maggioranza), ma è un regime
di apartheid a Gaza e in
Cisgiordania.
Questo insieme di convinzioni condivise permette agli Israeliani di
vivere in pace con i loro continui crimini. Perché gli
israeliani dovrebbero cambiare? Qual è l’incentivo?
In altre parole, questo giornalista israeliano intelligente e
relativamente onesto dice che non c’è soluzione. Potete solo
lasciargli fare quello che vogliono… Ma questo non può essere
vero.
La vera soluzione è la Fede cattolica. Quando le anime avevano
la Fede nella Cristianità (il cosiddetto Medioevo), gli Ebrei
erano più una minaccia che un problema. Ma quando le anime
preferiscono Mammona (il denaro) a Dio, allora Dio usa gli Ebrei per
flagellare le loro spalle, affinché non cadano tutte all’Inferno.
Kyrie eleison