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Solzhenitsyn applicato

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla applicazione dell’insegnamento di Solzhenitsyn .
La buona arte edifica nell’anima
i valori naturali,

un serio aiuto per il suo obiettivo soprannaturale.

La settimana scorsa, in questi “Commenti”, Solzhenitsyn sosteneva che
le arti riflettono ciò che accade nell’anima degli uomini; che
le arti moderne rivelano un vuoto spirituale nelle anime moderne; e che
tale vuoto spirituale non è mai di buon auspicio per l’uomo.
Solzhenitsyn stesso non era cattolico, anzi in gioventù era
senza Dio. Ma otto anni di sofferenza nei campi di prigionia cmunisti
gli hanno insegnato che c’è un Dio, e ricevette così una
vita spirituale e una conoscenza della realtà che mancano a
molte anime, inaridite dal comunismo orientale, o disseccate da secoli
di razionalismo e materialismo occidentale (e questo include troppi
“cattolici” – si pensi al Vaticano II).

Applichiamo alcuni insegnamenti di Solzhenitsyn alla nostra vita.

n primo luogo, il nostro disprezzo per le arti, di cui è un
esempio il fatto che oggi tutti i giornali stampano poesie come se
fossero prosa (i materialisti non amano la poesia la quale suggerisce
sempre che nella vita c’è qualcosa di più della semplice
prosa). Ma per la nostra natura veniente da Dio, gli uomini hanno,
oltre al corpo materiale, un’anima immateriale capace di creare storie,
musica, immagini e/o sculture. Queste “arti” sono i prodotti più
alti e più spirituali degli uomini dotati di scrivere storie o
suonare musica, creare dipinti o sculture. Ecco perché loro e il
loro pubblico sono soliti dire che gli “artisti” godono di
“ispirazione”; ed ecco perché gli atei difficilmente possono
produrre vere “arti”; e perché i più grandi “artisti” e
le “arti” degli ultimi tempi possono essere ricondotti alla
Cristianità, come aveva capito Sir Kenneth Clark (1903–1983).

Ora, nell’esercizio della sua arte, ogni artista si sforza normalmente
di condividere qualcosa di importante per lui. Ecco perché le
arti sono un buon indice del contenuto dell’anima degli uomini e
perché le storie, la musica o i dipinti popolari manifestano la
vita spirituale di un popolo.

Perciò i cattolici non dovrebbero mai sottovalutare, come
potrebbero fare sotto la pressione del disprezzo moderno per le arti,
il valore e l’importanza delle storie, della musica e delle immagini.
Solzhenitsyn ha ragione a dire che le storie insensate, la musica
stridente e le brutte arti visive di oggi riflettono molto ciò
che accade nelle anime moderne. Egli vi legge il bagliore ardente o la
rovina della cosiddetta “civiltà occidentale”. Si pensi alla
grande opera di Wagner Il crepuscolo
degli dei (1876), in cui un intero ordine mondiale, il Valhalla
degli dei, crolla in fiamme, sul palcoscenico.

Tuttavia, i genitori moderni spesso non si preoccupano di quale musica
ascoltino i loro figli. Né prestano molta attenzione alla musica
che piace a loro stessi. I “musicisti” del Rock sono quindi liberi di
rubare l’affetto dei figli ai genitori, come il pifferaio di Hamlin
rubava con la sua musica i figli del pueblo di Hamlin.

Troppo tardi i genitori si rendono conto del cattivo esempio che hanno
dato ai loro figli ascoltando loro stessi quella “musica” spazzatura.

Ma come si può parlare di “spazzatura” nella musica?
Perché è questo che è la musica moderna, vuota en
gran parte di valore o interesse melodico, armonico o ritmico.
Perché se la musica non edifica, è destinata a
corrompere. Per il suo stesso potere, deve fare l’uno o l’altro.

Pero c’è un limite alla musica che si può imporre a se
stessi. Se ho un’anima di spazzatura, non posso amare la musica decente
da un giorno all’altro. D’altra parte, non posso amare nulla di cui non
abbia conoscenza. Quindi il minimo che posso fare per elevare la mia
anima è conoscere una musica migliore. La musica migliore
è il canto gregoriano. Poi c’è la polifonia, quindi la
musica classica. La più bassa di tutte è la musica
moderna,

il jazz, il pop, il rock e il rap in quest’ordine decrescente.
Perché? Perché “la melodia”, diceva Mozart, “è
l’anima della musica”. Il canto gregoriano è pura melodia. Il
rap non lo è per niente.

Ad un punto importante in questa scala discendente si trova il
musicista classico Beethoven (1770–1827), che combina in modo unico
l’ordine del XVIII secolo con la passione del XIX secolo. Da un lato,
egli è a volte troppo arrabbiato e violento per piacere alle
anime tranquille. D’altra parte, non è così calmo da dire
poco o nulla ai giovani moderni, che sono troppo scossi per sopportare
troppo ordine.

Ma per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo della musica
classica, una meravigliosa introduzione potrebbe essere il film della
BBC del 2003, L’Eroica di Beethoven .
Il film è una ricostruzione della prima esecuzione della
Sinfonia “Eroica” nel palazzo privato di un aristocratico viennese nel
1804. Vediamo la varietà delle reazioni umane a questa

musica epocale, nuovissima per l’epoca: la padrona di casa entusiasta
di sentire la cavalleria che attacca; i suoi domestici, che ascoltano e
flirtano; un generale ceco scoraggiato dalla lunghezza e
dall’originalità della sinfonia, ma profondamente commosso suo
malgrado; il famoso compositore Joseph Haydn che coglie appieno
l’arrivo di una nuova era nella musica; e così via.

Il film presenta molto bene sia questo contesto umano che
l’ambientazione storica della Terza Sinfonia, con la Rivoluzione tutta
attorno. Il film è facilmente accessibile all’indirizzo
youtube.com/watch?v=UtA7m3viB70. Altamente raccomandato.

Kyrie eleison