Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla retrospettiva delle scomuniche inflitte alla Fraternità San
Pio X.
I “buoni” modernisti non
conoscono più la Chiesa.
Il “buon” Cardinale Ratzinger ci ha piantato in asso .
Il 16 marzo scorso, don Edward MacDonald, capo effettivo della
“Resistenza” Cattolica in Australia e Nuova Zelanda, ha scritto un
eccellente articolo per i suoi fedeli, sulla cosiddetta “scomunica” dei
quattro vescovi consacrati da Mons. Lefebvre il 30 giugno 1988 a
Ecône in Svizzera. L’articolo mostra chiaramente come i
modernisti di Roma abbiano messo in difficoltà i successori di
Monsignore alla guida della FSSPX, paralizzando di fatto la difesa
della vera Fede Cattolica da parte della Fraternità, impedimento
che verrà rimosso solo quando i successori di Mons. Lefebvre
saranno disposti a ritornare, nei fatti e non solo a parole, alla
chiara collocazione della Fede integrale di Monsignore al di sopra
della falsa “obbedienza”.
In ogni accordo tra la FSSPX e Roma la questione cruciale è
sempre stata: chi nominerà d’ora in poi i vescovi della FSSPX?
( 1 ).
Il motivo è che la storia della Chiesa Cattolica è
costellata di esempi di lotta tra amici e nemici di Dio – di norma
rispettivamente Chiesa e Stato – per il controllo della nomina dei
vescovi Cattolici, perché, essendo la Chiesa Cattolica una
monarchia e non una moderna “democrazia”, sono i vescovi a formare il
popolo cattolico e non il popolo a formare i vescovi.
Sia Mons. Lefebvre che il cardinale Ratzinger lo capirono bene quando
si incontrarono vicino a Roma nel 1988 per negoziare un tale accordo.
L’astuto Cardinale stava per strappare a Mons. Lefebvre il controllo
della nomina dei vescovi della FSSPX con il Protocollo (abbozzo di
accordo) firmato dai due il 5 maggio, ma, per grazia di Dio, Monsignore
si rese conto che stava mettendo a repentaglio la Fede,
ritirò la sua firma il giorno successivo, il 6 maggio, e
assistito da Mons. de Castro Mayer consacrò vescovi, il 30
giugno, quattro dei suoi sacerdoti con l’“Operazione Sopravvivenza”.
Dichiarò di non aver violato alcuna legge della Chiesa: “Siamo
convinti che tutte queste accuse o sanzioni di cui potremmo essere
oggetto, sono nulle, assolutamente nulle e non ne terremo conto” ( 2 ).
La FSSPX spiegò perché Monsignore aveva ragione in un
opuscolo intitolato “Né Scismatici né Scomunicati”.
Tuttavia, circa 20 anni dopo, Mons. Fellay ritenne che le “scomuniche”
precedentemente considerate nulle e non valide, dovessero essere prese
sul serio, perché si sentiva come se fosse fuori dalla “Chiesa
Visibile” ( 3 ). Quanto al cardinale
Ratzinger, lui non aveva mai ammesso che Mons. Lefebvre lo avesse
battuto nel 1988, quindi, anche successivamente, come Papa Benedetto,
era ancora determinato a controllare la nomina dei vescovi della FSSPX.
Una condizione preliminare per ammettere la FSSPX nella “Chiesa
Visibile” era che Papa Benedetto togliesse le “scomuniche” ai quattro
vescovi della FSSPX. La FSSPX pregò perché ciò
accadesse e gioì quando le “scomuniche” furono effettivamente
“revocate” dal Papa. Incautamente, la FSSPX espresse gratitudine al
Papa per la sua (soggettiva) buona volontà e generosità.
Ma nel 2023 la FSSPX ha ormai moltiplicato i suoi legami con la “Chiesa
Visibile”. I suoi vescovi sono più anziani e la salute di alcuni
di loro si è deteriorata. I fedeli si chiedono perché non
ci siano nuovi vescovi. Perché la FSSPX si è messa in un
angolo. Chiedendo la revoca di queste “scomuniche” nulle e non valide,
la FSSPX ha implicitamente riconosciuto che erano reali, e
implicitamente ha promesso che non avrebbe mai più consacrato
vescovi senza l’approvazione di Roma, come fece Monsignore nel 1988.
Questo dimostrerebbe una grande “ingratitudine” nei confronti di Papa
Benedetto, e meriterebbero di essere ri-scomunicati.
Così, durante la sua vita, Mons. Lefebvre vinse le battaglie con
Roma, ma i suoi successori, privi della chiarezza della sua fede e
della sua comprensione del tradimento del modernismo, non sono stati i
guerrieri come lo era lui, e non hanno visto come gli inganni
(oggettivi) dell’astuto Benedetto/Ratzinger avevano strappato loro il
controllo dei loro futuri vescovi, paralizzando così, di fatto,
la FSSPX.
Ecco come Papa Francesco o il suo successore sceglieranno il prossimo o
i prossimi vescovi della FSSPX, i quali formeranno i sacerdoti e i
fedeli della FSSPX, integrandoli definitivamente nella Chiesa
Conciliare. Probabilmente ci sarà solo un mormorio di protesta,
dato che i fedeli della FSSPX vengono sempre più dolcemente
ingannati a credere nel Cattolicesimo “aggiornato” del Vaticano II.
Note :
1 .
2 .
3 .
Molte chiese “Cristiane” sono visibili, quindi la visibilità non
è uno dei marchi dell’unica vera Chiesa che la distinguono dalle
false “chiese”. I Cattolici devono essere dove ci sono i quattro
marchi: Una, Santa, Cattolica e Apostolica. E se una “chiesa” visibile
non ha tutti e quattro i marchi, sia anatema. Dobbiamo evitarla.
Kyrie eleison