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si converte ?

Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo
alla funzione salvifica della Russia.
Tutti dobbiamo pregare il Cuore
Immacolato di Maria

affinché la Santa Russia svolga il suo ruolo salvifico.

A causa della guerra che sta infuriando in Ucraina anche nel nuovo
anno, la Russia è molto presente nelle cronache dei nostri vili
media che, imbeccati da un’unica regia, le riservano un’incessante
campagna mediatica diffamatoria. Questo è senza dubbio in parte
meritato perché la Russia comunista (1917-1991), come ha detto
la Madonna di Fatima, ha “diffuso i suoi errori in tutto il mondo”.
Tuttavia, nell’enorme terra russa c’è sicuramente molto di
più di quanto non sembri.

Winston Churchill (1874–1965), fu un brillante politico, ma era
sconcertato dalla Russia, che definiva «un rebus avvolto in un
mistero dentro un enigma». Al contrario, la Madonna di Fatima
chiese al Papa e ai vescovi cattolici di consacrare la Russia al Suo
Cuore Immacolato, così che “il mondo avrebbe avuto un periodo di
pace”. Ma perché la Russia? Perché non paesi molto
più cattolici come l’Italia o la Francia?

Sicuramente una chiave interpretativa della Russia è che il suo
popolo è profondamente religioso, ed essa è stata
chiamata per molti secoli “Santa Russia” dopo la sua conversione al
cristianesimo nel 988 d. C., con una corrispondente capacità di
un gran bene o di un gran male. Questo è ciò che
può aver sbigottito un moderno materialista come Churchill.
Senza contare che gli stessi Russi hanno chiamato Mosca la “Terza
Roma”, suggerendo che essa succedeva sia alla cattolica Roma, sia alla
bizantina Costantinpoli, come se Mosca avesse un ruolo centrale da
svolgere nella cristianizzazione del mondo.

Il famoso consigliere russo del Presidente Putin, Alexander Dugin,
nell’attuale guerra in Ucraina riconosce alla Russia il ruolo di
difensore della Cristianità dall’attacco del Nuovo Ordine
Mondiale. Lo stesso Putin ha spesso difeso i valori naturali e
cristiani contro le immorali perversioni del marcio Occidente,
ritagliandosi così la figura di vero statista in mezzo ai
fantocci che oggi si atteggiano a capi delle nazioni occidentali.

Alla Russia, in passato, è già accaduto di salvare
l’Europa dai demoni del liberalismo. Nel 1812 Napoleone aveva esportato
la Rivoluzione in molti Paesi d’Europa e in quell’anno organizzò
un enorme esercito di 600.000 uomini per invadere la Russia ed
annetterla al suo progetto di un nuovo ordine mondiale non ancora nato.
La sconfitta di Napoleone viene solitamente attribuita all’inverno
russo, ma furono i Russi, grazie al loro patriottismo e coraggio nella
battaglia di Borodino, ad infliggere un duro colpo all’esercito
invasore. Nel 1814 lo zar Alessandro I era a Parigi con i suoi soldati
per sancire la pace con la Francia e organizzare la “Santa Alleanza”
per tenere a bada la Rivoluzione in Europa. E nel 1941 Stalin, per
riaccendere il patriottismo nel popolo, riaprì le chiese nella
Russia Sovietica per permettere alla religione, e non all’ateo
comunismo, di motivare la nazione nella dura lotta necessaria per
schiacciare il nazismo a beneficio temporaneo del mondo intero.

Il famoso romanziere russo, Fëdor Dostoevskij (1821–1881), mette
in bocca a un personaggio del suo romanzo intitolato “ I demoni ” (1871) una sorprendente
visione della futura follia e conversione dell’“amata Russia”. Il
personaggio è un vecchio e sciocco liberale che, mentre il
delirio e la morte gli si avvicinano, ha delle intuizioni sul futuro:
vede la Russia piena di demoni, (come l’uomo nel Vangelo ( Mc . V, 1–20) posseduto da una
legione di demoni, prima di esserne liberato e potersi sedere
tranquillo ai piedi di Nostro Signore. Dostoevskij non stava forse
prevedendo la Russia posseduta dalla follia del comunismo e poi
finalmente liberata dalla consacrazione di domani al Cuore Immacolato
di Maria?

«Adesso mi vengono in mente un gran numero di idee. Vedete,
questo passo del Vangelo ( Mc
V, 1–20) è esattamente come la nostra Russia; i demoni che
escono dal malato ed entrano nei porci sono tutte le piaghe, tutti i
miasmi, tutte le impurità, tutti i demoni grandi e piccoli che
si sono accumulati per secoli e secoli nella grande e cara malata,
nella nostra Russia […] Ma una grande idea e una grande volontà
la illumineranno dall’alto, come con quel folle indemoniato, e verranno
fuori tutti questi demoni, queste impurità, queste turpitudini
che già marciscono sulla superficie . . . e chiederanno di
entrare nei porci. Anzi forse ci sono già entrati! Siamo noi,
noi e quei … giovani rivoluzionari … ed io forse sono il primo in testa
a tutti, e ci getteremo folli e indemoniati, da una rupe nel mare e
affogheremo tutti, e quello è il nostro destino, perché
siamo meritevoli solo di questo. Ma la malata sarà guarita e
“siederà ai piedi di Gesù”, e tutti la guarderanno
meravigliati… ma ora questo mi agita molto…» (“ Demoni ”, Pt. III, Cap. 7.2)

Kyrie eleison.