Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo alla
consacrazione di un nuovo vescovo per la Tradizione.
La “Roma” di oggi non si
prenderà cura del suo gregge?
Dobbiamo avere pastori che custodiscano la vera Fede.
(Con le scuse per l’apparizione tardiva di questo speciale EC)
All’inizio del Nuovo Anno, nell’“Isola di Smeraldo” [Irlanda], un altro
sacerdote dovrebbe essere ordinato alla Tradizione Cattolica, da un
vescovo che è noto in quel paese come sacerdote ma non come
vescovo. Questo perché è stato consacrato in privato
quasi due anni fa, nel gennaio del 2021, quando la falsa crisi del
Covid, con tutte le sue restrizioni di viaggio, era in pieno
svolgimento. Sembrava allora che l’Irlanda potesse essere completamente
tagliata fuori dall’Inghilterra per un tempo indefinito, e allora cosa
avrebbe continuato a proteggere i Cattolici della “Terra dei Santi e
Dotti”, che tutt’oggi comprendono i pericoli per la loro Fede siano e
nella Neochiesa e nella Neofraternità San Pio X?
Questi Cattolici possono non essere numerosi, ma, per la loro rara
comprensione dell’immutabile Fede Cattolica, hanno per il futuro della
Chiesa un’importanza rara.
La preziosa consacrazione sarebbe potuta rimanere privata più a
lungo se le circostanze non fossero diventate sempre più ostili
alla Tradizione Cattolica.
Ora, come i vescovi cattolici, per il potere dei loro Ordini
sacramentali che consente loro di ordinare sacerdoti e consacrare
vescovi, sono essenziali per la sopravvivenza della Chiesa, così
i vescovi Tradizionali sono stati essenziali per la sopravvivenza della
Tradizione Cattolica. Quando nel 1988 Monsignor Lefebvre
consacrò quattro vescovi senza l’esplicito permesso dei vertici
ufficiali della Chiesa a Roma, nessuno pensi che egli stesse
semplicemente sfidando quei vertici, perché in realtà
essi avevano dato il permesso che in linea di principio almeno un
vescovo fosse consacrato. Ma quando si trattò di fissare una
data per quell’unica consacrazione, il cardinale Ratzinger
procrastinò così a lungo la decisione di indicare una
data, che Monsignore ebbe la dimostrazione che non avrebbe mai potuto
usare, in pratica, il permesso concessogli in linea di principio
dall’Autorità della Chiesa. Questo fu il momento decisivo in cui
Monsignore comprese che la Verità cattolica non sarebbe mai
stata difesa adeguatamente dai modernisti che governavano a “Roma”, e
così procedette con la consacrazione di quattro dei suoi
sacerdoti come vescovi, e diede inizio all’“Operazione Sopravvivenza”,
come la chiamò, cioè alla sopravvivenza della Tradizione
cattolica.
All’epoca, molti credenti cattolici non capirono la sua
azione e la condannarono aspramente. Ma oggi, dopo la Pachamama , dopo Traditionis Custodes che pretende di abolire il
rito apostolico della Messa, e dopo una miriade di altre eresie
provenienti dal vertice della Neochiesa, molti di quegli stessi
Cattolici ammettono che è in gran parte grazie a quelle
consacrazioni del 1988 che la vera Chiesa è sopravvissuta.
Durante la crisi senza precedenti della Chiesa provocata dalla
scissione dell’Autorità cattolica dalla Verità cattolica
prodotta dal concilio Vaticano II (1962–1965), Monsignor Lefebvre non
ha mai disprezzato o sfidato la vera Autorità della Chiesa, ma
si è limitato ad anteporre la Verità della Tradizione
all’Autorità incarnata dai neomodernisti. E così facendo
Monsignore ha garantito ad un numero sempre maggiore di cattolici la
possibilità di continuare ad affidarsi alla Tradizione. Le anime
oneste non possono che riconoscere l’incommensurabile debito di Madre
Chiesa nei confronti di Monsignore.
Ora, all’inizio degli anni venti del XXI secolo, Dio Onnipotente non ha
ancora ritenuto opportuno riunire la Verità e l’Autorità
cattoliche, cosicché i neomodernisti hanno ancora il controllo
di “Roma” e la Fede deve essere sostenuta nonostante “Roma”. Pertanto,
la missione che ha iniziato Monsignore, anteponendo la Verità
all’Autorità, deve continuare.
Ma anche se la Verità cattolica deve essere preferita in ultima
istanza all’Autorità, tuttavia di quella Autorità, che
è stata istituita da Nostro Signore a difesa della Fede, la
Verità ne ha bisogno in un mondo decaduto, per essere protetta,
così che senza quell’Autorità, la Verità ha gravi
difficoltà.
Per esempio, i successori di Monsignore, dopo la sua morte, hanno avuto
tali problemi nel governare la Fraternità in disputa coi Romani,
che hanno cambiato i connotati della Fraternità di Monsignore
trasformandola in quella che oggi viene denominata
Neofraternità.
E come, dopo il concilio Vaticano II, la massa dei cattolici sono stati
traghettati, inconsapevolmente, dai propri leader verso la Neochiesa
“aggiornata”, così la massa dei seguaci della Fraternità
è stata, inconsapevolmente traghettata dai successori
dell’Arcivescovo verso la versione “aggiornata” detta
Neofraternità, con l’approvazione dei neomodernisti di “Roma”.
Pertanto, come nel 1988, e ancor più oggi, per la sopravvivenza
della Tradizione cattolica, si rende necessaria la consacrazione di
vescovi senza l’approvazione dell’Autorità Romana, a baluardo e
difesa della Fede come fu sempre nelle intenzioni di Monsignore.
Ecco perché è stata necessaria la consacrazione vescovile, in forma
privata, di don Giacomo Ballini, qui in Inghilterra, il 14 gennaio 2021.
L’attuale crisi del Covid ha mostrato con quanto coraggio egli si
prenda cura della Messa e della Fede di sempre.
Kyrie eleison.