Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo all’ingresso
di 79 nuovi seminaristi nei seminari della Fraternità San Pio X
– Parte seconda.
Come possono i “buoni”
ecclesiastici cattolici sbagliare così tanto?
L’influenza della modernizzazione è troppo forte.
Nei “Commenti” della scorsa settimana è stata riportata la
notizia del numero record di adesioni al nuovo anno scolastico nei
quattro seminari maggiori della “Fraternità San Pio X”, pari a
79 giovani che proveranno la loro vocazione al sacerdozio cattolico
tradizionale.
Questa dovrebbe essere una buona notizia per tutta la Chiesa Cattolica,
perché ogni sacerdote tradizionale ordinato sarà una
fonte di sacramenti tradizionali a beneficio di tutte le anime
cattoliche. Ma in realtà potrebbe non essere una buona notizia,
per due motivi in particolare, per entrambi i quali occorre pregare, di
cui uno è stato già menzionato la scorsa settimana.
Il secondo motivo ha bisogno di poche spiegazioni, ma è molto
reale: l’elettronica.
Quando padre Franz Schmidberger fu Superiore Generale della FSSPX dal
1982 al 1994, una volta un laico gli preconizzò come
l’elettronica avrebbe rovinato i suoi sacerdoti. Si riferiva ovviamente
alla palude di tentazioni contro la santa purezza resa così
facilmente disponibile dalla televisione e da Internet, e questo
già avveniva anche prima della commercializzazione dello
smartphone, avvenuta qualche anno dopo.
In effetti non sta diventando quasi sovrumano per un giovane, nato e
cresciuto ben dopo l’invenzione di tali apparecchi, tenersi alla larga
dalla loro seduzione?
Naturalmente Dio e Sua Madre possono condurre un ragazzo o una ragazza
attraverso un labirinto di fogne e portarli fuori odorando di rose, ma
considerando il rispetto che Dio ha per il libero arbitrio di cui ha
dotato ciascuno di loro, possiamo ragionevolmente supporre che tali i
casi saranno l’eccezione piuttosto che la regola.
in tal caso, quanti dei 79 giovani non incontreranno quell’ostacolo nel
loro cammino verso il sacerdozio? Ogni singolo fedele sacerdote
cattolico è un grande dono di Dio.
Dobbiamo pregare per tutte le 79 vocazioni . . .
Quanto al primo motivo esposto nei “Commenti” della scorsa settimana,
è meno ovvio perché non riguarda la purezza fisica ma,
ancor più grave, la purezza spirituale della fede.
Un lettore aveva suggerito che, oggi, il cosiddetto movimento cattolico
della “Resistenza” avrebbe potuto avere più successo
nell’attirare vocazioni (come i 79) se fosse stata adeguatamente
strutturato, come sono normalmente le comunità cattoliche e come
sono i quattro seminari maggiori della “FSSPX”.
La scorsa settimana questi “Commenti” hanno risposto che oggi, in modo
anomalo, l’enfasi sulla struttura rischia di distrarre da ciò
che è più importante, ovvero la fede Cattolica, e che
ciò possa stare già accadendo nei quattro seminari
citati.
Ecco i due punti, di cui il secondo verrà approfondito nei
“Commenti” della prossima settimana.
Quanto al primo punto, la scorsa settimana è stato affermato che
l’essenza della crisi odierna della Chiesa consiste nella scissione tra
Autorità Cattolica e Verità Cattolica, scaturita dal
Vaticano II, quando le più alte autorità della Chiesa,
riunite in Concilio, hanno ufficialmente abbandonato la Tradizione
della Chiesa per modernizzarla.
Ciò significava che da quel momento in poi i cattolici dovevano
scegliere: o aggrapparsi all’Autorità “obbedendo” ai modernisti
e abbandonare la Tradizione, oppure aggrapparsi alla Verità e
sfidare più o meno le apparenti “autorità” umane della
Chiesa. Oppure, ancora, scegliere una qualsiasi delle molteplici
possibili combinazioni di parte di Verità e parte di
Autorità.
Quanto a Mons. Lefebvre, la sua scelta è stata quanto più
possibile rispettosa dell’Autorità romana e quanto più
coerente alla fedeltà verso la Tradizione (perché la
Verità Cattolica può essere solo conforme alla
Tradizione).
Ma quando nel 1988 le autorità romane lo hanno messo al muro a
causa della sua incondizionata fedeltà alla Tradizione, allora
per lui la dottrina (Verità) ha inevitabilmente avuto la
precedenza sulla diplomazia (verso l’Autorità, definitivamente
priva della verità).
E così sfidò i Romani consacrando quattro vescovi nell’
“Operazione Sopravvivenza”, invece di “obbedire” all’Autorità
priva della Verità, che sarebbe stata l’ “Operazione Suicidio”.
L’ “Operazione Sopravvivenza” assicurò alla sua
Fraternità oltre due decenni di primato della dottrina
(Verità), ma poi i suoi successori, sforzandosi di ottenere
l’approvazione ufficiale da parte dell’“autorità”, trasformarono
la Fraternità nella NeoFraternità, preferendo
l’Autorità (il riconoscimento di Roma) alla Verità (la
difesa della Fede). Stavano rinunciando al cuore e all’anima di
Monsignore, alla sua eroica difesa di quella Verità che è
il cuore e l’anima della Chiesa. La loro NeoFraternità
certamente potrebbe essere più popolare e più
confortevole, ma non sarebbe più roba da martiri.
Kyrie
eleison.