Pubblichiamo
il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo all’ingresso
di 79 nuovi seminaristi nei seminari della Fraternità San Pio X
– Parte prima.
Dio benedica i giovani uomini
che oggi cercano la volontà di Dio.
Ma i loro superiori gliela insegneranno? Dobbiamo pregare.
Una buona notizia per quella che può essere chiamata la
NeoFraternità San Pio X è che quest’anno, nei suoi
quattro seminari maggiori, ha accolto il numero record di 79 giovani
che si sono adoperati per provare la loro vocazione al tradizionale
sacerdozio Cattolico: 21 a Flavigny (Francia); 21 a Zaitzkofen
(Germania); 28 a Dillwyn (USA) e 9 a La Reja (Argentina).
Nell’odierno mondo antitradizionale questa è indiscutibilmente
un’impresa ammirevole e, sebbene alcuni di questi partecipanti forse
non persevereranno fino al sacerdozio, tuttavia c’è una seria
speranza che molti di loro siano in grado di fornire i sacramenti
cattolici entro sei anni.
Al contrario, l’unico seminario classico di quello che può
essere chiamato il movimento della “Resistenza”, a Morannes in Francia,
ha solo uno o due giovani che entrano quest’anno per provare la loro
vocazione.
Almeno un lettore di questi “Commenti” si domanderà se la
“Resistenza”, dal momento in cui è iniziata, non avrebbe fatto
meglio a strutturarsi con una Congregazione e un seminario organizzati,
come nella Fraternità di Mons. Lefebvre, per raccogliere e
radunare i rifugiati e dissidenti della originale FSSPX, e per non
lasciarli cadere nel solipsismo.
Lo stesso lettore ammetterà che la missione dell’attuale
NeoFraternità non rispecchia più quella originale
dell’Arcivescovo, ma che questo declino della NeoFraternità si
possa attribuire non tanto alla buona organisazione della
NeoFraternità quanto alla sua mancanza di buoni capi, tale per
cui se la “Resistenza” non avesse avuto la tendenza a rinunciare alla
struttura, avrebbe ottenuto risultati migliori di uno o due rispetto a
79.
La questione è seria, ed esiste dall’inizio della “Resistenza”,
perché Nostro Signore ha istituito la Chiesa Cattolica come la
monarchia di un Papa (Pietro), con degli Apostoli (vescovi), dei
Discepoli (sacerdoti) e dei laici organizzati gerarchicamente sotto
lui; e ognuno dei membri di questa gerarchia ha uno o più
legittimi Superiori fino al Papa, il quale risponde solo a Dio in
merito a come avrà governato tutti i Cattolici sotto di lui.
Questa struttura è già chiara nel Nuovo Testamento fin
dall’inizio della Chiesa e dipende dall’obbedienza di tutti i Cattolici
ai rispettivi Superiori affinché la Chiesa resti unita e salvi
le anime per l’eternità, mantenendo intatta la verità e
la morale cattolica.
Inoltre, con la Sua atroce morte sulla croce, nostro Signore diede ai
cattolici il sublime esempio dell’obbedienza richiesta ai Suoi
discepoli per l’adempimento della volontà del loro Padre in
Cielo. Dunque, struttura e obbedienza per essere cattolici!
Tuttavia, tanto l’obbedienza quanto la struttura della Chiesa non sono
fine a se stesse. Il loro fine o scopo finale è la salvezza
delle anime per la gloria di Dio; l’ultimo Canone del Codice di Diritto
Canonico della Chiesa afferma che «la legge suprema è la
salvezza delle anime».
Ma le anime non possono essere salvate se non piacciono a Dio, e non
possono piacere a Dio se non hanno la fede ( Ebrei XI, 6). Pertanto lo scopo
primario dell’Autorità della Chiesa è proteggere la
verità cattolica dalle mistificazioni causate dal peccato
originale e dai peccati personali degli uomini.
In altre parole, la verità cattolica è lo scopo e la
sostanza dell’autorità cattolica, e non il contrario.
Così nella Sua Passione, Nostro Signore dice a Pietro che Satana
lo avrebbe messo alla prova, ma che Nostro Signore avrebbe pregato
perché la sua “fede non venisse meno”, e che quando Pietro si
fosse ravveduto (dal suo triplice rinnegamento della Verità),
dopo dovrebbe usare la sua autorità per “confermare i suoi
fratelli”, cioè gli altri Apostoli.
La Verità è la base dell’autorità di Pietro ( Lc . XXII, 31).
Ma il cuore e l’anima dell’attuale crisi della Chiesa, senza precedenti
in tutta la sua bimillenaria storia, è che il Vaticano II (dal
1962 al 1965) ha separato l’Autorità Cattolica dalla
Verità Cattolica. Da quel momento, i sei Papi che si sono
succeduti e la gerarchia cattolica hanno abbandonato la Tradizione
cattolica, costringendo tutti i cattolici che credono non solo nella
Verità ma anche nell’Autorità a diventare più o
meno schizofrenici.
Se Mons. Lefebvre non avesse tracciato la strada del ritorno alla
Tradizione, cioè alla Verità, non ci sarebbero mai state
queste 79 vocazioni.
Ma nella NeoFraternità verrà loro ancora insegnata la sua
più grande lezione?
Si leggano i “Commenti” della prossima settimana.
Kyrie eleison.