può pensare,
E la Verità cattolica e le anime possono solo affondare.
Torniamo sul Vescovo Huonder, non per una ragione
personale, ma per la confusione universale che egli rappresenta. Il
giorno in cui si è dimesso dall’incarico di capo della grande
Diocesi svizzera di Coira per stabilirsi nella scuola maschile
tradizionale della FSSPX a Wangs, nella Diocesi di San Gallo, il suo
trasferimento poteva sembrare così sorprendente che lo stesso
giorno ha rilasciato due spiegazioni, una per la Tradizione e l’altra
per la Chiesa ufficiale. Qui ci sono le parole chiave di ognuna delle
due spiegazioni, che non distorcono nessuna di esse anche se sono
avulse dal loro contesto.
Ai suoi ex colleghi e laici della Diocesi di Coira scrisse del suo
pensionamento a Wangs: “ In accordo
con l’intenzione di Papa Francesco lì (a Wangs) mi
impegnerò per contribuire all’unità della Chiesa, non
escludendo nessuno, ma piuttosto discernendo, seguendo e integrando le
persone ”. Per i cattolici tradizionali, tra i quali stava per
ritirarsi, ha firmato con il Superiore Generale della FSSPX, don Davide
Pagliarani, una dichiarazione congiunta contenente queste parole: “ Il solo ed unico fine di questa decisione
è quello di dedicarsi alla preghiera e al silenzio, celebrare
esclusivamente la Messa tradizionale e di lavorare in favore della
Tradizione, unico mezzo di rinnovamento per la Chiesa ”.
Ma come può l’onorevole Vescovo non vedere la contraddizione tra
le sue due spiegazioni? Da quando Francesco è diventato Papa nel
2013, chi è che non ha visto il flusso quasi quotidiano di
parole e atti con cui questo Papa induce i cattolici a lasciare la
Chiesa della Tradizione? Chi non ha percepito la profonda e istintiva
ripugnanza per la Chiesa com’era prima del Concilio, che egli condivide
con tutti gli ecclesiastici conciliari che hanno fatto la rivoluzione
del Vaticano II? Come può il Vescovo Huonder non vedere che tra
l’“intenzione di Papa Francesco” e la “Tradizione” c’è un grande
abisso incolmabile?
Se egli immagina che la “intenzione di Papa Francesco” sia diversa da
quella che è, o se spera che possa essere portata ad essere
diversa da quella che è, allora tutte le precedenti esternazioni
del Papa lo correggeranno sicuramente, rapidamente e fermamente sulla
vera portata della sua intenzione. D’altra parte, se il Vescovo sta
immaginando o sperando che la Tradizione non è ciò che
è, dobbiamo purtroppo ammettere che può benissimo essere
stato ingannato dallo scivolamento ventennale che ha portato la
Fraternità San Pio X da com’era sotto Mons. Lefebvre a
ciò che è diventata sotto i suoi successori. Sotto
Monsignore era l’unica più grande fortezza della dottrina, dei
sacramenti e della morale della Chiesa cattolica di tutti i tempi, ma
una volta che il suo magnetismo personale si è spento con lui
nel 1991, in pochi anni è stato il magnetismo ufficiale di Roma
ad attirare di nuovo tutti i cattolici e a riaffermarsi, e la
Fraternità, con il GREC, ha iniziato la sua mutazione nella
NeoFraternità, per adattarsi alla NeoChiesa di Roma.
Probabilmente il Vescovo Huonder non vede alcuna contraddizione
perché vuole contribuire a questa mutazione.
Ma che dire del cofirmatario della Dichiarazione congiunta per conto
dei Tradizionalisti, cioè il Superiore Generale della
NeoFraternità, Don Pagliarani? Ovviamente egli sa cosa sta
facendo Papa Francesco, e certamente sapeva cosa intendeva 20 anni fa
Monsignore per Tradizione. Così, quando ha cofirmato la
Dichiarazione, sapeva dell’intenzione simultanea del Vescovo Huonder di
lavorare a Wangs sia “secondo l’intenzione del Papa” sia “per la
Tradizione”? E se sapeva di questa doppia intenzione, anche lui non
vedeva alcuna contraddizione? E se ora vede la contraddizione, che cosa
ha fatto col Cavallo di Troia, per quanto ben intenzionato, entrato
nella cittadella della Tradizione? Forse si sta dicendo: “ Oh, non importa. Monsignore voleva che ci
occupassimo dei sacerdoti della NeoChiesa (sì, ma non per farne
cavalli di Troia!). Il Vescovo Huonder è un uomo gentile. Siamo
tutti simpatici. Andremo tutti d’accordo. La contraddizione è
più un problema teorico che pratico, ecc . . .”.
Se è proprio così che pensa il Neo-Generale, allora ha
contratto la malattia conciliare, e la Fraternità è
davvero affondata, mentre la decomposta Fraternità è
pronta a navigare per sempre felice e contenta sui mari della
confusione e della contraddizione della decomposta Chiesa. Ma guai alle
anime!
Kyrie
eleison.