Cos’altro può essere la nostra attuale situazione critica?
Roma si prepara?
Nel contesto della crisi che ha sommerso la Chiesa cattolica
nell’ultimo mezzo secolo, dal Vaticano II (1962-1965), due recenti
sorprendenti, perché entrambe sembrano favorire quella
Tradizione cattolica che Papa Francesco desidera sradicare una volta
per tutte, come si evince da tante indicazioni. Il Lupo Cattivo vuole
davvero essere gentile con Cappuccetto Rosso che è la
Fraternità San Pio X? O si tratta di altre due astute mosse per
intrappolarla nella sua tana conciliare? Anche Roma si sta preparando
per il Capitolo Generale della Fraternità di metà luglio?
La prima delle due mosse è quella di metà febbraio di
quest’anno, quando la Commissione Ecclesia
Dei , varata a Roma nel 1988 per rallentare la Tradizione
cattolica che minacciava di accelerare, ha concesso alla
semi-tradizionale Fraternità San Pietro l’uso degli interamente
tradizionali riti liturgici della Settimana Santa. Questi riti sono
quelli che sono stati usati per secoli e secoli prima di quella riforma
della liturgia attuata da Mons. Bugnini negli anni ‘50, che aprì
la strada alla nuova Messa negli anni ‘60. Visto che i riti antichi
della Settimana Santa stanno diventando sempre più popolari tra
i cattolici che ripudiano la nuova Messa, perché non contengono
tante caratteristiche di quella liturgia modernista che Paolo VI impose
nel 1969 alla Chiesa universale con l’inganno amministrativo: Roma si
sta finalmente allontanando dalla nuova Messa?
A mala pena. E viene in mente la famosa frase di Virgilio, “ Qualunque cosa sia, non mi fido dei Greci,
anche quando portano doni ”. Questo dono alla Tradizione
può facilmente essere stato preparato da Roma per persuadere
tutti i tipi di Cappuccetto Rosso, in particolare i partecipanti al
Capitolo Generale di luglio, che il Lupo Cattivo dopo tutto non
è poi così malvagio. Il Capitolo è importante per
Roma – quel bastione della Fede eretto da Monsignore deve essere
smantellato, perché la vera lotta per la Fede di Mons. Lefebvre
costituiva un vero e proprio blocco stradale per la marcia in avanti
del Nuovo Ordine Mondiale, sproporzionato rispetto alle dimensioni
della Fraternità. La lotta è stata gravemente indebolita
dalla sua morte, ma Roma teme che il Capitolo la rianimi. Roma vuole un
altro liberale come Superiore Generale, o un candidato di compromesso ,
ma non un combattente per la Fede!
L’altra sorprendente mossa di Roma è quella del 16 maggio,
quando un noto vaticanista, Andrea Tornielli, ha pubblicato un estratto
di un libro apparso di recente, scritto da un ufficiale romano su Papa
Paolo VI (1963-1978). L’estratto è un resoconto dettagliato
della conversazione del settembre 1976 tra il Papa e Mons. Lefebvre, a
meno di due mesi dalla Messa celebrata da Monsignore a Lille, in
Francia, di fronte ad un’enorme folla.
Quella Messa segnò l’inizio del movimento tradizionale,
così il Papa volle tenere a freno Monsignore. La conversazione
della durata di poco più di mezz’ora fu annotata sul momento dai
Romani, in seguito fu descritta in modo un po’ diverso da Monsignore;
mentre negli ultimi 42 anni i Romani ne hanno tenuto riservato il
contenuto. Perché pubblicarlo ora?
La risposta deve trovarsi in quel “modo un po’ diverso”. L’ottimo sito
Internet dell’America Latina, Non possumus , ha pubblicato uno
accanto all’altro le parti pubblicate dai Romani e il racconto della
conversazione fatto da Monsignore. I lettori di Non possumus possono verificare da
soli come i Romani abbiano sbianchettato la cecità di Paolo VI e
la loro stessa malvagità. Esempio eccezionale: Paolo VI
accusò Monsignore di far prestare ai suoi seminaristi un
giuramento contro il Papa, il che era assolutamente falso. Monsignore
dichiarò di essere pronto a giurare su un crocifisso che il Papa
lo aveva accusato di praticare un tale giuramento. Il portavoce romano
ha invece negato ufficialmente che ci fosse stato un qualche
riferimento a tale giuramento.
Del pari, la versione di Roma sorvola sul divario tra il modernismo di
Paolo VI e la Fede di
Monsignore , come
se i Capitolari non si dovessero preoccupare dell’enorme divario che
c’è tra la Roma conciliare e la Fraternità – che eleggano
un altro liberale come loro Superiore o un candidato di compromesso!
Kyrie
eleison.