distinguere il bene dal male?
Guardando dove i frutti sono veramente buoni.
Come
Un giovane dalla mente sveglia avanza una buona domanda sulla crisi
della Chiesa e un’altra buona domanda sulla crisi della
Fraternità di San Pio X. Ecco come Joseph presenta la sua prima
domanda:
Da un lato la crisi conciliare
rientra in una serie di crisi che hanno afflitto la Chiesa: come il
protestantesimo, il liberalismo e le rivoluzioni, con due guerre
mondiali, e perciò gli errori che si sono fatti strada nel
Concilio erano chiaramente quelli già condannati dalla Chiesa
prima del Vaticano II. E dopo il Concilio le sue novità sono
state applaudite dai nemici classici della Chiesa, come i massoni e i
socialisti, mentre lo spirito missionario della Chiesa è stato
chiaramente annientato. Dall’altro lato, le idee del Concilio sono
opera delle sottili intelligenze di uomini di Chiesa supposti
cattolici, e non si può sempre dire che il Papa non sia Papa o
che la maggioranza dei Vescovi modernisti siano stati consacrati
invalidamente. Quindi, possiamo dire
che la crisi conciliare comporta delle zone d’ombra che la rendono
ancora difficile da delineare con chiarezza? E se non possiamo arrivare
a conclusioni definitive, possiamo essere certi che stiamo ancora
mantenendo la vera fede?
La risposta migliore viene da Nostro Signore stesso, quando parla nel
Sermone della Montagna ( Mt .
VII, 15-20) – “ Dai loro frutti li
riconoscerete ”. Ovviamente il Signore sapeva che ci sarebbero
stati costanti attacchi contro la Sua Chiesa, con ripetuti tentativi
del Diavolo di seminare confusione nelle menti dei Suoi seguaci. La
confusione che è seguita al Vaticano II non è diversa per
natura dalle
precedenti crisi della storia della Chiesa, anche se per la defezione
degli uomini di Chiesa nel Vaticano II, tale confusione odierna
è senza precedenti in quanto al grado – mai era successo
prima che la massa dei pastori cattolici fosse così persa,
né di conseguenza il gregge cattolico.
Tuttavia, per trovare una via d’uscita dalla confusione, si deve
applicare ancora lo stesso infallibile principio: gli atti parlano
più delle parole e i frutti degli atti dell’uomo sono la guida
più sicura per capire chi egli sia e cosa intenda veramente.
Soprattutto nel caso del modernismo un uomo può ingannarsi su
ciò che vuole o intende, perché nessuno è
così profondamente staccato dalla realtà come un
modernista. “ La fine del mondo
sarà caratterizzata da uomini che fanno il male mentre pensano
di fare il bene ”, diceva Padre Faber a metà del XIX
secolo. Nel XXI secolo siamo alla cattiva conclusione di questo
secolare processo dell’umanità che inganna se stessa essendosi
allontanata da Dio.
Ma allora Dio starebbe lasciando le sue pecore indifese in balia di
questi lupi di modernisti che come mai è accaduto sono
travestiti da pecore? No, perché
giudicare dai frutti è qualcosa che ognuno può fare ,
con un minimo di buon senso e di buona volontà.
Quindi, Joseph, lei osserva che le odierne autorità della Chiesa
sono uomini altamente intelligenti e suppostamente cattolici, e suppone
abbastanza ragionevolmente che si tratta di autorità
ecclesiastiche valide, perché anche se si sa che i loro frutti
sono così poco cattolici da permettere a molti fedeli di mettere
in dubbio tale validità, ciò nonostante, chi altro c’è che sia
autorizzato a parlare e ad agire per conto della Chiesa
Universale? Ma al tempo stesso lei osserva che le loro idee sono in
linea con i gravi errori anticattolici del passato e che adesso sono
applaudite dai nemici classici della Chiesa, come i massoni. Lei
argomenta così da più lati, ed ecco dubbi ed ombre. Come
risolvere la confusione?
La risposta sta nella sua stessa ulteriore osservazione: che lo spirito
missionario è stato annientato nella Chiesa a partire dal
Vaticano II. Ecco i frutti. Il Concilio ha predicato l’ecumenismo ( Unitatis Redintegratio ), la
libertà religiosa ( Dignitatis
Humanae ) e la relativa accettabilità delle false
religioni come l’Induismo, l’Islam e il Giudaismo ( Nostra Aetate ) – come avrebbe
potuto non sparire lo spirito missionario cattolico da dopo il
Concilio? E innumerevoli monasteri, seminari, conventi, diocesi e
parrocchie non sono state anch’esse svuotate e chiuse a partire dal
Vaticano II?
Ne sono state aperte delle nuove in qualche posto? Sì, sotto la
guida dell’unico vescovo cattolico in tutto il mondo che fin
dall’inizio rifiutò apertamente il Concilio e tutte le sue
opere: Mons. Lefebvre. Ecco i frutti di quegli stessi principi
cattolici fedelmente applicati in sfida al Vaticano II. Joseph, non ha
bisogno di cercare altro.
Kyrie
eleison.