o meno confusi,
Quando la maggior parte degli uomini rifiuta la realtà?
La spaventosa punizione per la persistenza nella menzogna
è che si perde tutto il senso della realtà. Questa
punizione incombe già sulla nostra “civiltà” occidentale.
La gente non può più distinguere tra verità e
falsità, tra fantasia e realtà. Ahimè, la fantasia
può essere più dolce, ma alla fine la realtà
prevale sempre, e più ostinatamente ci si è aggrappati
alla fantasia, più violentemente la realtà finisce col
tornare. Le due guerre mondiali del secolo scorso furono un violento
ritorno della realtà. Oggi stiamo muovendoci dritti verso la
terza, perché la preferenza per la fantasia sta facendosi
un’ideologia. Il seguente chiaro esempio di come le menzogne si
trasformino in un’ideologia, viene da un sito web che si sforza di
mantenere la verità:
Nel 2009 un americano nato polacco, Herman Rosenblat, ha scritto una
memoria così toccante dell’Olocausto, che ancora prima che
potesse essere pubblicata come un libro, ne furono venduti i diritti
cinematografici per 25.000 dollari. L’Angelo
della recinzione racconta come Rosenblat, prigioniero durante la
seconda guerra mondiale nel campo di concentramento di Buchenwald,
incontrò, attraverso la recinzione esterna del campo, una
bambina di nove anni che gli lanciava mele e pane da sopra il recinto.
Con la fine della guerra si persero di vista, ed egli emigrò
negli Stati Uniti. Anni più tardi a New York, ricorse ad
un’agenzia matrimoniale per trovare una sposa, e chi avrebbe mai potuto
pensare di trovare all’appuntamento quella stessa ragazza? Adesso lei
era adulta, ma lui la riconobbe immediatamente e le fece la proposta,
che lei accettò, e da allora hanno vissuto nella felicità.
La storia era parecchio commovente. Rosenblat aveva dato ad intendere a
tutti che si trattasse di un fatto realmente accaduto, e sembra che
tutti gli abbiano creduto. Tuttavia gli storici ricercatori hanno
dimostrato dai dati sulla guerra che per esempio era impossibile che i
prigionieri di Buchenwald potessero avvicinarsi alla recinzione esterna
del campo, e che quindi la storia era un puro frutto dell’immaginazione
di Rosenblat. Si trattava di un’altra “falsa storia sull’Olocausto”. Ma
un regolare visitatore del sito web di cui sopra, Seymour Zak, ha
protestato con veemenza, dicendo che non esiste una “falsa storia
dell’Olocausto”. Ciò che è spaventoso è il suo
ragionamento:—
. . . . Quello che gli
antisemiti continuano ad insistere siano “false storie dell’Olocausto”
devono essere viste in una luce più positiva come “la
verità dell’immaginazione”, citando la famosa frase del poeta
John Keats. Se qualcosa è percepita come vera dalla mente, sebbene rigorosamente parlando non
può essere accaduta , e se tale evento viene
successivamente considerato come una verità vivente dalle menti
di milioni di altre brave persone che sono venute a contatto con tale
versione più elevata della realtà, allora tale evento non
dev’essere escluso come fosse una “menzogna” ( . . . ) Tutte queste
storie sono vere in un senso metafisico più elevato e negarle
è un sacrilegio ( . . . ) Abbiamo un obbligo sacro verso le sei
milioni di persone che sono morte sotto la tirannia del malvagio
dittatore nazista Adolf Hitler, così da dover ricordare i morti
e respingere con disprezzo tutti i tentativi di negare l’Olocausto
parlando di “false storie dell’Olocausto”. Ripeto: non esistono cose come una falsa storia
dell’Olocausto. Ogni storia dell’Olocausto è vera, vera al 100
per cento, che sia accaduta o meno . ( . . . ) Nelle parole
sublimi di Elie Wiesel: “In letteratura, certe cose sono vere
nonostante non siano accadute, mentre altre non sono vere, anche se
sono accadute ”.
Secondo il ragionamento di Seymour Zak, non è importante se le
sei milioni di persone qui menzionate siano morte davvero o no “sotto
la tirannia, ecc.”. Quello che conta è se i Sei Milioni
costituiscono una “versione più elevata della realtà . .
. se sono considerati come una verità vivente dalle menti di
milioni di brave persone, ecc.” E se è così, affermare
che sono morte mentre in realtà non è vero, non è
più una menzogna, ma una verità più alta! La
realtà non è più la misura della verità,
specialmente se tale verità più alta è quasi
religiosa, cioè un “sacro obbligo” che sarebbe “sacrilegio”
negare, per esempio l’Olocaustianità. In altre parole,
c’è la realtà storica e la realtà non-storica, e
solo la seconda merita il nome di “realtà”!
Tutto ciò è una follia assoluta, ma è presente
ogni giorno sempre più nella società in cui viviamo, e
noi esseri umani siamo animali sociali, necessariamente influenzati
dalla società intorno a noi. Cattolici – e non cattolici – se
volete mantenere la testa al di sopra dell’alluvione della follia,
recitate ogni giorno i 15 Misteri del Santo Rosario. La Madonna
può proteggere la vostra sanità mentale. Questi
“Commenti” non hanno altro rimedio da suggerire.
Kyrie
eleison.