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Alleato benevolente? – II

Come i nemici hanno una forza assolutamente malvagia!

Quando
l’anno scorso Mons. Athanasius Schneider, di Astana in Kazakistan, in
un’intervista con Adelante la Fe ,
ha espresso molte opinioni in accordo con la Tradizione cattolica e con
le posizioni di Mons. Lefebvre, questi “Commenti” ( 498,
28 gennaio 2017 ) si sono chiesti se fosse un vero alleato della
Fraternità di Monsignore. Nel luglio di quest’anno egli ha
autorizzato la pubblicazione di un articolo in cui ha espresso delle
opinioni ancora più cattoliche e di sostegno alla Tradizione. Se
non era ancora un vero alleato, lo è diventato? Per rispondere
alla domanda, bisogna distinguere: soggettivamente, il suo cuore
è al posto giusto perché vuole salvare le anime con la
fedele applicazione dell’immutata Tradizione, ma oggettivamente la sua
mente ancora non lo è, perché egli ancora pensa, o dice
di pensare, che l’intento originale del Vaticano II non era quello di
creare una nuova Chiesa. Ma, Eccellenza, Nostro Signore ha detto che
è dai frutti che li conosceremo. E i frutti del Vaticano II ?

Così, molto di ciò che Mons. Schneider dice questa volta
sulla Tradizione cattolica è dottrina cattolica, interamente
vera. Per esempio (paragrafo 6), la Tradizione è il criterio per
giudicare tutte le dottrine successive, e (8) in caso di dubbi
sollevati da ambiguità o novità, la Tradizione ha la
priorità. Ci sono ambiguità e novità nel Vaticano
II che si scontrano con la Tradizione (10) e l’“ermeneutica della
continuità” è insufficiente per risolvere tale scontro.
Ahimè (19), per 50 anni una Nomenclatura (di stile burocratico
comunista) all’interno della Chiesa ha usato le ambiguità del
Vaticano II per distorcere l’intento originale del Concilio e per
creare una nuova Chiesa di tipo relativista e protestante. Il culmine
(20) sta oggi nell’uso delle oggettive ambiguità del Concilio e
delle sue distanze dalla Tradizione, per bloccare ogni discussione,
dichiarando che tali ambiguità e distanze sarebbero
“infallibili”. Ma questa “infallibilità” del Concilio deve
finire (22) e cedere il posto alla libera e aperta discussione
teologica, alla quale una FSSPX riconosciuta canonicamente potrebbe
dare un contributo prezioso. La vera dottrina è la sola ad
essere veramente pastorale e la sola che esprime la volontà di
Dio per la salvezza delle anime. Fin qui l’ultimo articolo del Vescovo.

Ma, Eccellenza, cosa la rende così sicuro che l’intento
originario del Concilio non fosse quello di creare una Neochiesa
protestante? Pensa che le ambiguità non fossero volute? Non ha
letto, per esempio, Padre Schillebeeckx che ha ammesso che esse sono
state collocate come bombe ad orologeria da scoppiare dopo il Concilio?
Forse molti Padri del Concilio hanno potuto dire, come Francesco II
d’Austria, “ Ich habe es nicht gewollt ”,
io non la volevo (la I Guerra Mondiale). Ma certamente non erano tutti
a non volere la Neochiesa, la volevano i personaggi che influivano. Lei
non
può pensare che la “nuova chiesa”, come lei stesso la chiama,
sia venuta fuori dal Concilio per caso! Approfondisca i libri scritti
sul Concilio, come Il Reno si getta
nel Tevere di Ralph Wiltgen. Il Concilio è stato una
lotta epica e i cattolici l’hanno persa.

E se la Neochiesa è frutto di una minoranza cospiratrice che ha
mosso una massa di cardinali, vescovi, sacerdoti e laici a realizzarla,
perché questi guardavano troppa televisione e non pregavano
abbastanza, pensa davvero che “una libera e aperta discussione
teologica” possa risolvere il problema ? Sei mesi prima di morire,
Mons. Lefebvre diceva che il vero problema col Vaticano II non era
tanto nei principali errori facilmente riscontrabili, come la
libertà religiosa, la collegialità e l’ecumenismo, quanto
in un omni-pervasivo
soggettivismo che svuota la dottrina cattolica della sua forza oggettiva e di
conseguenza dissolve la
Chiesa cattolica . E la questione non sta nemmeno nel fatto che
questo l’abbia detto Monsignore, ma nel sapere se è vero. Ed
è clamorosamente vero. La mente dell’uomo moderno è stata
ridotta in poltiglia, per sua stessa colpa e per quella della
massoneria in particolare.

Eccellenza, sa qualcosa della Massoneria? O pensa, come tante povere
anime sono state indotte a pensare, che si tratti di un’organizzazione
innocua di benefattori ingiustamente calunniati?

Tra il 2009 e il 2011 ci sono state una mezza dozzina di sessioni di
“libero e aperto dibattito teologico”, tra quattro teologi di Roma e
quattro della FSSPX (prima del tradimento del Capitolo Generale del
2012). Risultato? Niente ! Menzingen promise che il contenuto
delle discussioni sarebbe stato pubblicato. Stiamo ancora aspettando.
Per compiacere Roma, qualcuno nella FSSPX vuole spazzare la dottrina
sotto il tappeto!

Kyrie
eleison.