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Contesto del matrimonio

Concilio o vero Dio – quale rifiutare?

Dato il
peccato originale, tenere insieme nel matrimonio un uomo e una donna
cosa facile, eppure
questo è stato il disegno originario di Dio per gli esseri umani
fin dalla creazione, e così rimane. Tuttavia, al tempo in cui
Egli istituì per mezzo di Mosè la Legge del Vecchio
Testamento, si poteva divorziare dietro pagamento di un indennizzo, “a
causa della durezza dei cuori degli uomini” ( Mt. XIX, 7-8). Ma non era
così che Dio intendeva il matrimonio, e così quando il
Nostro Divino Signore istituì il Nuovo Testamento, per un verso
abolì ogni divorzio, e per l’altro fece del Matrimonio uno dei
sette canali speciali di santificazione per la grazia, uno dei
Sacramenti soprannaturali, così che tutte le anime che
entrassero nella Sua Chiesa avrebbero avuto accesso a speciali aiuti
soprannaturali per mantenere uniti i loro matrimoni.

E nel loro matrimonio non sono solamente coinvolti l’uomo e la donna.
La corretta educazione dei figli necessita sia del padre (biologico)
sia della madre (biologica) e normalmente richiede che i due rimangano
insieme per fornire loro una completa e stabile dimora. In più,
anche il bene della società nel suo complesso richiede che figli
sani possano crescere con adulti sani. Quindi, se la Cristianità
è riuscita a raggiungere vette di civiltà senza
precedenti, se si riflette, questo lo si deve in gran parte alla forza
del matrimonio cattolico. Ne consegue che il Diavolo è proprio
il matrimonio naturale e cattolico che attacca continuamente, come
importante espediente perché lui possa abbattere la
Cristianità e mandare tutte le anime all’Inferno.

Nel nostro tempo, la rottura della Cristianità per mezzo
dell’indebolimento della Chiesa ha fatto un grande passo avanti con il
Vaticano II (1962-1965). Prima di questo Concilio, gli annullamenti dei
matrimoni cattolici erano rigorosamente regolamentati. Non c’erano
divorzi, perché bisognava dimostrare davanti agli ufficiali
della Chiesa che per qualche grave ragione il contratto matrimoniale
fosse invalido fin dall’inizio, tale che non fosse mai avvenuto un
matrimonio valido. Ma a partire dal Concilio questo rigore ha fatto
posto al lassismo, così che in alcuni paesi l’annullamento come
eccezione è diventato la regola, cioè il “divorzio
cattolico”. Di conseguenza, quando Mons. Lefebvre fondò la sua
Fraternità San Pio X per resistere alla decadenza causata dal
Vaticano II, fu naturale che la sua Fraternità evitasse
gli annullamenti troppo facili e facesse di tutto per aiutare le coppie
cattoliche, nella dissolvente società odierna, a forgiare un
matrimonio che le avrebbe tenute insieme.

Purtroppo, i successori di Monsignore alla testa della sua
Fraternità hanno lavorato per 20 anni in modo mascherato ma
tenace per ricongiungerla alla Chiesa conciliare, abbandonando la sua
resistenza al Vaticano II. Ciò ha comportato che quando, tre
mesi fa, il Papa conciliare ha autorizzato i Vescovi conciliari a
delegare i loro sacerdoti conciliari a partecipare attivamente ai
matrimoni celebrati all’interno della Fraternità, la cosa
è valsa come un annuncio che tale decisione papale avrebbe
cambiato la pratica matrimoniale della Fraternità, e allora,
mentre da un lato il quartier generale della Neofraternità ha
accolto la decisione come un grande dono di Roma, dall’altro sette
sacerdoti decani del Distretto francese della Fraternità hanno
protestato pubblicamente contro l’interferenza della Roma conciliare
nella pratica cattolica. Il quartier generale ha prontamente degradato
tutti i sette protestatari e dimissionato il principale fautore della
protesta.

Così scompare la guerra tra il liberalismo e il cattolicesimo.
Tre dei sette protestatari manterranno le loro posizioni. In breve,
come ha scritto uno di essi, qualsiasi vescovo conciliare ora
potrà inviare
un sacerdote a un matrimonio della
Fraternità – e come si farà a rifiutare tale sacerdote
dopo che ha già ricevuto il benvenuto dal quartier generale?
Oppure il vescovo può rifiutare di inviare un sacerdote – ma
questo sarebbe solo un fortunato incidente, che lascia intatto il falso
principio dell’interferenza conciliare. Oppure il vescovo è
autorizzato a delegare
un sacerdote della Fraternità – cosa che
può dare origine in qualsiasi Priorato della Fraternità a
matrimoni sia conciliari sia non conciliari, con la conseguente
falsificazione dei rapporti tra i
due, eventualmente conflittuali. Il conciliarismo e il cattolicesimo
non possono essere né
mescolati né riconciliati tra loro.

Kyrie
eleison.