I cattolici tradizionali devono avere una
mente aperta –
Non hanno lasciato alle spalle solo infedeltà.
.
Miracoli nel NOM?
Negli Stati
Uniti l’anno scorso è sorta una seria controversia sul fatto che
Dio possa fare miracoli nel contesto della Messa del Novus Ordo. Ora,
se Dio attua dei miracoli soprannaturali, ovviamente è
perché siano creduti, così che si rafforzi la fede
soprannaturale della gente. E se Egli vuole che sia creduto qualcosa al
di fuori dell’ordine naturale, ovviamente provvede fornendo prove
sufficienti, come Lazzaro che esce dalla sua tomba al cospetto di una
grande folla di astanti. E in questo senso la prova più
convincente è di un genere materiale e fisico, che dunque non
può essere in alcun modo il mero prodotto di una qualche mente
umana, quantunque pia, come i giuochi del sole a Fatima nell’ottobre
del 1917. Allora quale sarebbe la prova materiale e fisica di un
miracolo eucaristico verificatosi in una Messa Novus Ordo?
E’ stato riferito che un tale miracolo si è verificato nella
chiesa parrocchiale di Sokulka, Polonia orientale. Il 12 ottobre 2008,
a un sacerdote ordinato cinque anni prima da un vescovo polacco
consacrato nel 1980, mentre distribuiva la Santa Comunione
capitò che un’Ostia consacrata gli cadesse sui gradini
dell’altare. Egli si fermò a raccoglierla e la mise accanto al
Tabernacolo in un piccolo vaso contenente dell’acqua. Dopo la Messa si
chiuse l’Ostia nella sacrestia, affinché si sciogliesse
nell’acqua, così che la Presenza Reale non ci sarebbe stata
più e l’acqua avrebbe potuto essere eliminata in modo sicuro.
Questa procedura è del tutto normale per tali incidenti nella
liturgia cattolica.
Ma quando il 19 ottobre una Suora della parrocchia andò a
controllare se l’Ostia si fosse sciolta, vide nel suo centro un
qualcosa dall’intenso colore rosso, come un coagulo di sangue.
Informò immediatamente il parroco, che insieme ad altri
sacerdoti andò ad osservare quello che sembrava un pezzo di
carne viva. Tutti gli osservatori furono stupiti. Poi venne
l’Arcivescovo del luogo, di Bialystok, con diversi funzionari
diocesani. Tutti rimasero profondamente commossi. Per disposizione
dell’Arcivescovo, il 30 ottobre l’Ostia venne rimossa dall’acqua, posta
su un piccolo corporale e collocata nel Tabernacolo ad asciugare.
Ancora oggi mantiene la forma di un grumo di sangue.
Il 7 gennaio 2009, venne prelevato un campione dall’Ostia per essere
esaminato da due morfopatologi, separatamente, presso la vicina
Università di Medicina di Bialystok. Il loro giudizio unanime,
indipendente l’uno dall’altro, fu che “tra
tutti i tessuti degli organismi viventi, il campione assomiglia
più al tessuto miocardico umano” proveniente dal ventricolo
sinistro del cuore e tipico di una persona che vive uno stato di agonia.
Per di più, entrambi i patologi trovarono, presumibilmente al
microscopio, che le fibre del tessuto
miocardico e la struttura del pane erano così strettamente
legate insieme da escludere ogni possibilità di fabbricazione
umana. Il 29 gennaio questa evidenza materiale e fisica venne
presentata alla Curia Metropolitana di Bialystok, e si è in
paziente attesa del giudizio ufficiale della Chiesa sull’origine
soprannaturale dell’evento. In tale attesa, in un’omelia dell’ottobre
2009, l’Arcivescovo ha detto che saranno decisivi i frutti spirituali
tra i cattolici. Si è già verificato un significativo
aumento della pietà e della pratica religiosa dei cattolici del
luogo, mentre ci sono stati centinaia di pellegrinaggi da altri luoghi
e si sono verificati numerosi miracoli di guarigione e conversione.
Se la prova materiale è da credere, a Sokulka Dio ha operato un
altro di una lunga serie di miracoli eucaristici avvenuti nel tempo per
aiutare le anime a credere in qualcosa che di solito è
abbastanza difficile da credere, e cioè che Egli è
Realmente Presente sotto le apparenze del pane e del vino che sono
stati consacrati. Ma come è possibile questo quando i cattolici
tradizionali sanno che la Nuova Messa è la causa principale
della distruzione della Chiesa con la perdita della fede a partire dal
Vaticano II? Una risposta potrebbe essere che il Sacro Cuore, sapendo
che i pastori sono stati i responsabili dell’ambiguo NOM, si rifiuta di
abbandonare le Sue pecore e continua a nutrirle con ciò che
è rimasto ancora cattolico in mezzo all’ambiguità. Per di
più in mezzo a tutta la relativa disattenzione della Neo-Chiesa
nel trattare la Santa Eucaristia, l’evento di Sokulka è un forte
monito per i pastori e per le pecore – “Ricordate Chi state trattando
– Me, il vostro Dio!”
Kyrie eleison.