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Brexit – Veramente?

Il Brexit ci ricorda ancora una volta
Che costruire senza Dio è costruire invano.

Brexit – Veramente?

Molti lettori di questi “Commenti” possono aver
supposto che come Inglese a cui non piace affatto il Nuovo Ordine
Mondiale (NOM), io debba aver gioito per il recente voto con cui il
popolo britannico, anche se con un margine relativamente stretto, ha
deciso di lasciare la comunista Unione Europea. Ahimè, devo
confessare che tutto quello che ho imparato nel corso degli ultimi
decenni su questo NOM mi fa dubitare che l’apparente uscita della
Bretagna alla fine equivarrà ad una vera e propria
ri-affermazione di ciò che una volta era il meglio in Gran
Bretagna. Allo stesso modo, dall’altra parte dell’Atlantico, posso
amare Trump e odiare Hilary, ma sicuramente i due sono stati messi
insieme per offrirci il solito spettacolo di Pulcinella e Colombina.
Prendete per esempio, per quanto riguarda il Brexit, l’articolo del 24
giugno di un anziano alto funzionario americano che dice molte
verità, Paul Craig Roberts (si veda paulcraigroberts.org)
sul perché “Despite the vote,
the Odds are Against Britain leaving the EU” (Nonostante il
voto, le probabilità sono contro l’abbandono della UE da parte
della Gran Bretagna): “il popolo
britannico non dovrebbe essere così ingenuo da pensare che il
voto abbia definito la questione. La battaglia è appena
cominciata”. E avverte il popolo britannico di aspettarsi: che
il suo governo tornerà a dire che la UE ci sta offrendo un
affare migliore e noi dobbiamo cercare di rimanervi; i fondi
speculativi della Fed, BCE, BOJ e NY martelleranno la sterlina come
prova che il voto del Brexit sta affondando l’economia britannica
(martellamento già accaduto); il voto del Brexit verrà
presentato come un atto che ha indebolito l’Europa di fronte
all’“aggressione russa” (aggressione fabbricata dal NOM); così
che i sostenitori del Brexit saranno messi sotto pressione per
raggiungere un compromesso con la UE; ecc, ecc. E Roberts dice che i
lettori possono immaginare da soli ben altre probabilità,
ricordando come l’Irlanda votò anni fa contro l’Europa, fino a
quando non è stata pressata a votare a favore.
Tuttavia vi è un altro articolo che secondo me va ancora
più a fondo: http://henrymakow.com/2016/06/brexit-what-is-the-globalist-game.html,
perché Henry Makow risale al retroscena dello spettacolo di
Pulcinella e Colombina, avendo il vantaggio di essere di quelli che i
globalisti non esitano a chiamare un “antisemita”, o meglio uno che
odia gli Ebrei, perché Makow stesso è un Ebreo. In
verità, solo quelli che hanno un certo aggancio col Messia, o
con Cristo, possono valutare l’Anticristo.
La tesi dell’articolo è che “i
sostenitori del Brexit lamentano che l’Establishment abbia agito contro
di loro, ma in realtà è stato vero il contrario”.
Per dimostrare questa tesi l’articolo chiama in causa numerosi politici britannici, sia
conservatori sia laburisti, che sono più o meno ferventi
globalisti e che hanno fatto campagna per il Brexit (per chi lo
desidera dovrebbe essere abbastanza facile controllare i nomi di
costoro). Allo stesso modo, l’articolo elenca numerose riviste e
giornalisti dei media
britannici, che normalmente promuovono il globalismo e che hanno fatto
campagna per il Brexit. Ma allora che cosa era il Brexit? L’articolo
ritiene che Putin sia andato molto più vicino alla verità
quando ha suggerito che si è trattato di un “ricatto”
perché l’Europa offrisse migliori condizioni alla Gran Bretagna.
E l’articolo va oltre: il Brexit è stato progettato per
costringere l’Europa ad “arrendersi
completamente ai sionisti guerrafondai angloamericani e ai corsari
aziendali”, e conclude dicendo che il Brexit “non è certo stato un trionfo contro
la globalizzazione.” E Makow stesso aggiunge: “evidentemente i poteri forti hanno deciso
che l’Inghilterra fuori dall’Europa, invece che dentro, può
essere uno strumento più efficace per la tirannia mondiale
massonica delle banche centrali.”
Forse tali speculazioni (ma non il loro livello) mancano di certezza,
ma una cosa è certa: che cosa valgono sia l’Europa sia la Gran
Bretagna senza Dio? Costruire senza di Lui significa costruire invano,
dice il Salmista. Eppure, chi è che in tutto il dibattito sul
Brexit ha mai anche solo menzionato il Suo nome? Se il Brexit deve
produrre qualcosa di veramente positivo, avrà bisogno di un capo
che abbia una sua visione. Ma senza Dio, da dove può venire?
Kyrie eleison.