San Giuseppe, Patrono della Chiesa, molte
grazie
Per questo ampliamento dei ranghi dei suoi veri vescovi!
.
Un nuovo vescovo
La consacrazione a vescovo di Don Jean-Michel, nel Monastero della
Santa Croce in Brasile la scorsa settimana, si è svolta in una
piacevole situazione.
Il tempo era caldo e asciutto; splendeva il sole. I monaci di dom
Thomas d’Aquino e le vicine suore sono riusciti a trasformare
magnificamente un semplice garage di metallo in un santuario degno
della nobile liturgia, che anch’essi hanno approntato benissimo.
Nonostante la notizia fosse riservata, erano presenti un gruppo di
sacerdoti provenienti da tutta l’America e un numero di circa un
centinaio di anime, anch’esse provenienti da diversi paesi, i quali
hanno seguito attentamente le tre ore di durata della cerimonia.
Con questo hanno gioito tutti i cattolici che sentivano il bisogno di
almeno un altro vescovo per contribuire a garantire la sopravvivenza
della «Tradizione Resistente». La consapevolezza di Mons.
Lefebvre della necessità della difesa della fede cattolica, non
poteva essere lasciata ancora per molto alla disponibilità di un
solo vescovo. La consacrazione conferita da Monsignore a quattro
vescovi nel 1988, senza il permesso di Roma, che costituì
l’«Operazione Sopravvivenza» in opposizione
all’«Operazione Suicidio», doveva essere continuata nel XXI
secolo.
Le scuse vanno a tutti i cattolici che avrebbero voluto partecipare se
solo avessero saputo per tempo dell’evento, ma tutto doveva essere
fatto con un buon margine di discrezionalità, per poter essere
certi che la consacrazione avesse luogo.
Essa poteva contare su potenti avversari.
La Chiesa ufficiale a Roma ha reagito dichiarando che il consacrante
sarebbe «scomunicato automaticamente», ma, come nel 1988,
questa dichiarazione è falsa, perché con la legge della
Chiesa chi commette un reato non incorre nella sanzione normale, ad
esempio la scomunica per la consacrazione di un vescovo senza il
permesso di Roma, se ha agito per necessità. Questo è il
senso comune, e in questo caso la necessità c’era sicuramente.
Mentre il mondo si avvicina sempre di più alla Terza Guerra
Mondiale, quale individuo sulla terra può essere certo della sua
sopravvivenza?
Anche la Fraternità San Pio X ufficiale, da Menzingen, in
Svizzera, ha condannato la consacrazione di Mons. Faure con un
comunicato stampa pubblicato lo stesso giorno. In esso, è degna
di nota la confessione che il consacrante è stato escluso dalla
Fraternità nel 2012 a causa delle «aspre critiche»
formulate contro le relazioni che la Fraternità ha tenuto negli
ultimi anni con Roma.
Menzingen ha continuato a sostenere per lungo tempo che il problema
fosse quello della «disobbedienza», ed ecco che adesso lo
stesso Menzingen ammette che si trattava del fatto di essere
costantemente accusato di «tradire l’opera di Mons.
Lefebvre». E in effetti, essa viene tradita e distrutta.
Roma stessa conferma il tradimento. Il giorno dopo la consacrazione,
Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, oltre ad aver parlato
dell’inesistente «scomunica», ha continuato dicendo che diversi incontri (tra Roma e la
Fraternità San Pio X) hanno
avuto luogo ed altri sono in programma con alcuni prelati
(romani), per trattare dei problemi
che ancora devono essere chiariti in rapporto alla fiducia»,
problemi «dottrinali e interni
alla Fraternità».
Mons. Pozzo ha poi proseguito: Il
Papa sta aspettando che la Fraternità si decida a rientrare
nella Chiesa; noi siamo sempre pronti con un progetto canonico
(una prelatura personale). È necessario un
po’ di tempo perché le cose diventino chiare nella
Fraternità e Mons. Fellay raggiunga un ampio e sufficiente
consenso, prima di compiere un tale passo.
Cos’altro serve ai veri cattolici laici e chierici, che vedano appesi i
manifesti?
Kyrie eleison.