Nei confronti di Roma, un grande
Arcivescovo si è impuntato.
Ma cosa si può fare quando le menti dei Romani sono in poltiglia?
Il buon senso di Monsignore – II
Dodici settimane fa (4
ottobre) “Commenti Eleison” ha presentato una prima serie di
stralci dell’ultima intervista pubblica di Mons. Lefebvre, rilasciata
alla rivista Fideliter nei
primi del 1991. Di seguito ecco la seconda e ultima serie di stralci,
leggermente modificati ma solo per brevità e chiarezza: –
D: Quali conclusioni possiamo trarre dopo 20
anni di esistenza della Fraternità San Pio X?
M: Il Buon Dio ha voluto
la Tradizione cattolica. Sono profondamente convinto che la
Fraternità è il mezzo che Dio ha voluto per mantenere e
conservare la Fede, la verità della Chiesa. Dobbiamo continuare
con fedeltà a mantenere i tesori della Chiesa, nella speranza
che un giorno essi possano riprendere il posto che mai avrebbero dovuto
lasciare a Roma.
D: Lei dice spesso che, più che la
liturgia, ora è la fede che ci oppone alla Roma moderna.
M: Indubbiamente la questione della liturgia e
dei sacramenti è molto importante, ma più importante
è la questione della Fede. Questo non è un
problema per noi. Noi abbiamo la Fede di tutti i tempi, del Concilio di
Trento, del Catechismo di San Pio X, di tutti i Concilii e di tutti i
Papi prima del Vaticano II. Per anni a Roma hanno provato a dimostrare
che tutto nel Concilio sarebbe pienamente coerente con questa
Tradizione. Ora stanno mostrando i loro veri intendimenti, dicendo non
vi è più alcuna Tradizione o Deposito da trasmettere.
Nella Chiesa è Tradizione qualunque cosa dica oggi il Papa. Ci
si deve sottomettere a quello che oggi dicono il Papa e i vescovi. Sta
in questo la loro famosa ‘Tradizione vivente’, che è stata
l’unica base per la nostra condanna nel 1988.
Ora, hanno rinunciato al tentativo di dimostrare che quello che dicono
è coerente con quello che ha scritto Pio IX o ha promulgato il
Concilio di Trento. No, tutto questo è finito, è
superato, come ha detto il Cardinale Ratzinger. Adesso la cosa è
chiara, ma avrebbero potuto dirlo prima. Non ha avuto senso il nostro discutere, il
nostro parlare con loro. Oggi noi soffriamo per la tirannia
dell’autorità, perché non ci sono più le regole
del passato.
Essi stanno dimostrando sempre più che abbiamo ragione. Abbiamo a che fare con persone che hanno
una filosofia diversa dalla nostra, un modo diverso di vedere, che sono
influenzate da tutti i moderni filosofi soggettivisti. Per loro non
c’è verità fissata, non vi è alcun dogma. Tutto si
evolve. Questa è davvero la distruzione massonica della Fede.
Fortunatamente, noi abbiamo la Tradizione a cui appoggiarci!
D: Lei ha sottolineato di
essere certo che la Fraternità sia benedetta da Dio,
perché in più circostanze avrebbe potuto scomparire.
M: Infatti. Essa ha
resistito ad attacchi molto difficili. Questo è molto doloroso,
ma dobbiamo comunque credere che la linea di Fede e di Tradizione che
stiamo seguendo è imperitura, perché Dio non può
permettere che la sua Chiesa perisca.
D: Che cosa può dire a quei fedeli che
ancora sperano nella possibilità di un accordo con Roma?
M: I nostri veri fedeli,
quelli che hanno compreso il problema e che ci hanno precisamente
aiutati a proseguire lungo il percorso diritto e fermo della Tradizione
e della Fede, mi hanno detto che gli approcci che stavo facendo con
Roma erano pericolosi e che io stavo sprecando il mio tempo. Tuttavia, io ho sperato fino all’ultimo
minuto che a Roma avessimo potuto contare su un po’ di lealtà,
quindi non mi si può incolpare di non aver fatto il massimo.
Così ora anche a quelli che mi dicono: “Bisogna giungere ad un
accordo con Roma”, credo di poter dire che allora sono andato
più in là di quanto avrei dovuto.
Kyrie eleison.