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MOSES EXPLAINS (EC 372)

Mosè disse agli Ebrei, “Servirete
Dio, nel bene o nel male.”
Gli eventi di Gaza corrispondono alla sua antica maledizione.

Mosè spiega
Se
un cattolico cerca una spiegazione approfondita della follia in corso a
Gaza, dovrebbe leggere Mosè nel Vecchio Testamento. Ad esempio,
se gli Israeliti non osserveranno i comandamenti di Dio, tra le molte
altre maledizioni saranno colpiti da “delirio, cecità e pazzia” (Deut. XXVIII, 28). Come ha detto
Don Meinvielle, gli Ebrei sono una razza teologica, e non possono
sfuggire al loro destino teologico – essi sono legati a Dio come nessun
altro popolo sulla terra…
Nel Deuteronomio Mosè
dà agli Israeliti le ultime istruzioni solenni prima che entrino
nella Terra Promessa e prima che egli muoia. Nel capitolo 28 (in
parallelo con Lev. XXVI)
Mosè esprime molto chiaramente le intenzioni di Jehovah (o
Yahweh), il Dio del Vecchio Testamento, identico al Dio del Nuovo
Testamento: gli Ebrei saranno particolarmente benedetti (vv. 1–14) se
obbediranno all’unico vero Dio, saranno particolarmente maledetti (vv.
15–68) se Gli disobbediranno. In ogni caso, essi sono una razza
speciale a cui viene data una particolare conoscenza dell’unico vero
Dio, per una missione speciale che essi devono compiere per Lui, e da
cui riceveranno un premio speciale o una punizione, a seconda di come
corrisponderanno a tale missione.
Nessuna meraviglia che gli Ebrei pensino di essere speciali! Tra le
benedizioni qui elencate da Mosè, Dio li eleverà “sopra tutte le nazioni” (v. 1); li “renderà popolo a Lui consacrato”
(v. 9); li “metterà in testa e
non in coda” (V. 13). Ma in ognuno di questi tre versetti
è da notare come Mosè faccia dipendere la
superiorità degli Israeliti dalla loro obbedienza a Dio: se “ascolteranno la voce di Dio e metteranno
in pratica tutti i suoi comandi” (v. 1); se “osserveranno i comandi del Signore e
cammineranno per le sue vie” (v. 9); se “obbediranno ai comandi di Dio e li
metteranno in pratica” (v. 13).
D’altra parte, se gli Israeliti cercheranno di essere quella nazione
superiore alle loro condizioni, disobbedendo a Dio (v. 15), una
moltitudine di maledizioni piomberà su di loro (vv. 16–68), ed
essi saranno disprezzati, odiati e calpestati da tutte le altre
nazioni: saranno “dispersi tra tutti
i regni della terra” (v. 28); saranno colpiti da “delirio, cecità e pazzia”
(v. 28 – si pensi a Gaza!); il forestiero in mezzo a loro si “innalzerà sempre più”
sopra di loro, egli sarà la testa e loro la coda (vv. 43–44); il
loro nemico metterà un “giogo
di ferro” al loro collo (v. 48); il Signore Iddio li
affliggerà con tutti i tipi di sofferenze (vv. 59–61), e saranno
“strappati dal suolo che andranno a
prendere in possesso” (v. 63). E soffriranno tutto questo
perché non avranno ritenuto e adempiuto le parole della legge di
Dio (v. 58).
Ahimè, tutte queste benedizioni e maledizioni annunciate dal
grande Mosè, hanno permesso agli Israeliti di riconoscere e
servire il loro Messia e Dio Incarnato quand’Egli venne? Come aveva
anche profetizzato Mosè (Deut.
XVIII, 15–18)? No, lo hanno invece crocifisso, così che per
quasi 2000 anni hanno richiamato sulle loro teste tutte le maledizioni
di Mosè. Essi hanno fatto di loro stessi la nazione più
disprezzata e derelitta della terra, hanno perso il loro diritto alla
Terra Promessa, e sono stati cacciati e dispersi ovunque fin dalla
distruzione di Gerusalemme nel 70 d. C.
Né il fatto di aver ripreso possesso della Terra Santa,
può significare che la maledizione sia stata tolta,
perché anche questo lo stanno facendo secondo le loro condizioni
e non secondo quelle di Dio, così che tale ripresa di possesso
si trasforma in una parte della maledizione. Come diceva Platone (Gorgia), è meglio soffrire
che commettere un’ingiustizia, e quindi nella realtà spirituale
gli Israeliani sono da compiangere più dei Palestinesi.
Pazienza. Noi “tutti abbiamo peccato
e abbiamo bisogno della gloria di Dio” (Cfr. Rm. III, 23–24).
Kyrie eleison.