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BRAVE PRIESTS (EC 361)

Quando
i liberali distruggono, tanto più dobbiamo avere
sacerdoti dalle idee chiare,
coraggiosi nel parlare e nell’agire!

Sacerdoti coraggiosi
Come
molti di voi sapranno, Don Fernando Altamira è un giovane
sacerdote argentino della Fraternità San Pio X, che opera a
Bogotà, capitale della Colombia, in Sud America, e che alcuni
mesi fa ha preso una posizione chiara e pubblica contro il tradimento
della Fede e della Fraternità di Mons. Lefebvre, attuato da
Mons. Fellay e dalla sua squadra a Menzingen, in Svizzera. Uscito dal
Priorato della Fraternità per fondare una parrocchia alternativa
nelle vicinanze, Don Altamira è stato seguito dalla gran parte
dei suoi parrocchiani. Come ho avuto modo di osservare a metà
aprile, egli è un pio, intelligente e laborioso sacerdote, molto
popolare tra la gente. Per ricompenza egli è stato
“escluso” dalla FSSPX.
Egli ha scritto a Mons. Fellay, protestando per la sua invalida
“esclusione”. Ha inviato una copia della sua ben argomentata protesta a
un sacerdote veterano della FSSPX che capisce fin troppo bene come il
mondo moderno operi perché si venga ingannati da Mons. Fellay.
Ecco i saggi commenti del sacerdote: –
“È evidente che nella
Fraternità San Pio X c’è un problema. I liberali ne hanno
preso il controllo, e vogliono essere integrati nella struttura della
Roma modernista. E come ha detto Don Pfluger, essi vogliono espellere
tutti gli anti-liberali che si oppongono alla loro Operazione Suicidio.
Una prova in più del riconoscimento in corso della FSSPX da
parte di Roma, sono le chiese che certi vescovi della Francia hanno
offerto a Mons. Fellay per la Messa da Requiem di Don Lagneau, per la
Messa del Giubileo di Don Marziac, per le Cresime in Corsica, la
Basilica di Lourdes in diverse occasioni, e così via.
“La segretezza è il modo di
operare degno di un politico liberale che vuole portare i suoi elettori
ad un obiettivo del tutto opposto a quello che ha promesso per farsi
eleggere. Con una serie di dichiarazioni ambigue, sapientemente
graduate per fare un passo la volta, il politico porta la grande
maggioranza dei suoi sostenitori ad accettare la conclusione opposta a
quella che erano convinti di perseguire all’inizio. È puramente
e semplicemente un inganno machiavellico, menzognero e ipocrita. Per il
Superiore Generale il fine giustifica i mezzi, e per raggiungere tale
fine non esita a assumere posizioni ripetutamente condannate da Mons.
Lefebvre. Che direbbe Monsignore di lui e dei suoi due Assistenti? Che
sono idioti, infantili, ingenui e disobbedienti, che stanno facendo in
modo che la Fraternità si suicidi e stanno tradendo la lotta per
la Fede. E che hanno intenzione di consegnare ai modernisti di Roma i
frutti della tanta generosità e dei tanti sacrifici fatti dai
fedeli.
“I modernisti di Roma non hanno mai
fatto marcia indietro sulle loro richieste perché noi si accetti
il Concilio Vaticano II e la legittimità della Nuova Messa. Nel
1975 il Rettore (uno svizzero) e i professori di Ecône
consigliarono a Monsignore di accettare il Concilio per salvare
la Messa, e finirono col ribellarsi e col lasciare il Seminario
nell’agosto del 1977. Oggi i tre caporioni di Menzingen arrivano al
punto di accettare la legittimità della Messa luterana. Come
dicono tutti e tre, la riluttanza della Fraternità di andare
avanti, ci rende molto irritanti agli occhi dei nostri “nuovi amici a
Roma”, mentre per quanto li riguarda, attendere la conversione di Roma
non sarebbe realistico. Di sicuro solo Dio può rimettere a posto
questa situazione, totalmente diversa dalla situazione della Chiesa
che San Pio V ha dovuto riformare. Come il capitano del Titanic, Mons.
Fellay e il
suo quartier generale porteranno l’Operazione Suicidio della
Fraternità ad una conclusione positiva. Ciechi che guidano i
ciechi. Ma chi non è cieco deve resistere a questo suicidio, e
mantenere la Fede”.
Se solo la Fraternità avesse più sacerdoti perspicaci e
coraggiosi come Don Altamira e Don Faure!
Kyrie eleison.