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BILLOT III (EC 338)

In
particolare, le riflessioni del cardinale sulla necessità di
vedere come la Rivoluzione attacca la religione,
dovrebbero essere ascoltate dai capi della FSSPX.

Billot – III
Gli
attuali dirigenti della Fraternità San Pio X stanno
costantemente e astutamente lavorando per inserirla nel contesto della
Chiesa ufficiale, che costantemente e astutamente porta avanti gli
ideali rivoluzionari e conciliari di libertà (libertà
religiosa), uguaglianza (collegialità) e fraternità
(ecumenismo). Eppure questi dirigenti prenderanno sicuramente sul serio
il Cardinale Billot. Dovrebbero dunque meditare sulle sue riflessioni
sulla nostra Quinta Età della Chiesa, che, nell’Epilogo al primo
volume del suo celebre Trattato
della Chiesa di Cristo, seguono la sua esposizione delle Sette
Età. Ecco alcune di queste riflessioni, liberamente tradotte e
adattate dal latino: –
“La nostra età sarebbe quindi
la Quinta Età, l’Età della defezione, dell’apostasia e
del liberalismo, posta tra la fine del Sacro Romano Impero e quello che
San Paolo chiama “risurrezione dai morti”(Rm. XI, 15). Così sia! Essa dà a tutti
noi, in mezzo alle nostre così tante e così grandi
tribolazioni odierne (il Cardinale scriveva nel 1927 – cosa
avrebbe scritto nel 2013?), la
speranza di una futura restaurazione e – si perdoni l’espressione –
contro-rivoluzione. Già oggi molti eminenti scienziati, politici
ed economisti, riconoscono e ammettono liberamente quanto fossero
avvelenati i frutti della Rivoluzione Francese del 1789, che
proclamò che la sola e unica fonte di tutti i mali del mondo
fosse il disprezzo per i “diritti dell’uomo”. Che leggerezza ! Che
sciocchezza!
“La libertà dei Rivoluzionari
si è rivelata una tirannia del più forte sul più
debole; la loro uguaglianza si è tradotta in pochi milionarii
che signoreggiano sempre più sul popolo (si pensi a Wall
Street 2013!); la loro
fraternità ha generato lotte intestine o odio inespiabile di
classe. Alcune persone colgono questo, mentre molti non vedono il
carattere essenzialmente satanico della Rivoluzione. Tuttavia, coloro che non si fermano alla
superficie, vedono che la questione
religiosa sta alla base di tutte le altre questioni che affliggono
presentemente l’umanità: che la peste del liberalismo
politico ed economico scaturisce dal liberalismo ateo e anticristiano
di cui sopra; che l’ordine sociale non può in alcun modo essere
restaurato se non quando i principi della Chiesa dirigeranno nuovamente
la vita pubblica.
“Vorrei che questo riconoscimento
della teoria potesse portare frutti pratici! Chiediamo una tale
restaurazione con tutto il nostro cuore, sapendo che le leggi pagane
sotto le quali viviamo adesso possono ancora permettere alle persone di
essere cristiane (nel 2013, per quanto tempo ancora?), ma rendono del tutto impossibile la
società cristiana. Quindi cerchiamo soprattutto il Regno di Dio
e la sua giustizia, senza disdegnare il resto che ci verrà dato
in aggiunta (cfr. Mt
.VI , 33). Come dice San Paolo della
pietà, che ‘è utile a tutto’, così è anche
per l’influenza della Chiesa, ‘portando con sé la promessa della
vita presente come di quella futura’ (Cfr. I Tim. IV, 8)”.
Non è difficile vedere qui, come il Cardinale non fosse una
delle tante anime che lui dice non vedono oltre il fascino ingannevole
del mondo moderno. Al contrario, la sua ferma padronanza della dottrina
cattolica gli permetteva di descrivere i nostri tempi con quasi un
secolo di anticipo.
Quartier generale della FSSPX, svegliati dal tuo folle sogno di
convertire i liberali che oggi controllano la Chiesa, e smetti di
pretendere, con un fiume di ambigue Dichiarazioni, che stai ancora
difendendo la Tradizione. Le tue azioni provano il contrario, e i fatti
parlano più forte di una serie di Dichiarazioni! Tu hai nome di vivo e sei morto! Sii
vigilante e rafforza quel resto che stava per morire. Ricordati cos’hai
ricevuto e udito da Mons. Lefebvre: méttila in pratica e
ravvéditi’.
Kyrie eleison.