Il
cardinale Billot sottolinea come la quinta Lettera alle Chiese d’Asia (Ap. II e III) è notevolmente adatta
ai nostri tempi.
Billot – II
Non
è solo con i nomi
delle sette Chiese dell’Asia (cfr. Commenti 336), ma anche
col contenuto delle
sette Lettere ad esse indirizzate (Ap.
II e III) che il cardinale Billot stabilisce una connessione con i
sette periodi principali della storia della Chiesa. In questo senso,
particolarmente interessante è la lettera alla Chiesa di Sardi (Ap. III, 1-6) che corrisponderebbe
alla nostra Età, la quinta, l’Età dell’Apostasia. Dopo
aver evocato l’opulenza, il lusso e la prosperità materiale
associate a Creso, famoso reggitore di Sardi, Billot scrive:-
“Come ci si può aspettare, questa Chiesa sembra essere in uno
stato di declino spirituale. Apostasia e decadenza sono ogni dove, ma
mentre la maggioranza delle anime abbandona la religione, ve ne sono
alcune che rimangono fedeli a Cristo. L’Angelo dice: ‘A Sardi vi sono alcuni che non hanno
macchiato le loro vesti’. Ma: ‘Tu
hai nome di vivo e sei morto!’ Il nome (ma non la realtà)
di vita, conoscenza, libertà, civiltà, progresso; e sei
morto, seduto nelle tenebre e all’ombra della morte, perché la
luce della vita, che è Nostro Signore Gesù Cristo,
è stata rigettata. Per cui il vescovo di Sardi dice: ‘Sii vigilante e rafforza quel resto che
stava per morire’. Ed egli raccomanda soprattutto di attaccarsi
indefettibilmente a tutte le tradizioni dei santi Apostoli, senza
minimamente allontanarsi dal significato dato ad esse dai Padri della
Chiesa, con la scusa o sotto la suggestione di una più profonda
comprensione: ‘Ricordati dunque
cos’hai ricevuto e udito: osservala e ravvediti’. Così
per la quinta Età. Ma ciò che segue è un po’
più gioioso.”
E il Cardinale passa alla sesta e alla settima Età.
I lettori che non avessero mai letto questi primi sei versetti di
Apocalisse III in connessione con i nostri tempi, farebbero bene a
farlo. La connessione è notevole e non accidentale.
È notevole perché “rafforza
quel resto che stava per morire” corrisponde esattamente alla
Controriforma che ha salvato il Cattolicesimo dal Protestantesimo, ai
Papi anti-liberali che hanno salvato dalla Rivoluzione ciò che
era rimasto della Chiesa, a Mons. Lefebvre ed altri che hanno salvato
la Tradizione dal Vaticano II, e oggi alla Resistenza che si batte per
salvare il salvabile della sua Fraternità che sta scivolando nel
liberalismo. Sicuramente i cattolici possono rincuorarsi per questa
prospettiva, dato che la loro lunga, e apparentemente senza speranza,
azione di retroguardia viene da un lontano passato e si inserisce in
ultima analisi in un trionfante futuro. È per questo che ci
è stato dato il libro dell’Apocalisse.
Né la connessione è accidentale. Nostro Signore ha
promesso ai suoi Apostoli (Gv.
XVI, 12-14) che il suo Spirito, lo Spirito Santo, sarebbe stato nei
secoli con loro e con i loro successori per rivelare loro ciò
che avrebbero avuto bisogno di sapere solo nel futuro. Fu solo quando
la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) stava devastando la Germania che
al venerabile Holzhauser fu data la comprensione delle sette Età
celate nelle Lettere alle sette Chiese dell’Asia. Così, fu solo
quando la rivoluzione russa stava per scoppiare che avemmo bisogno che
la Madonna ci assicurasse a Fatima che alla fine il suo Cuore
Immacolato avrebbe trionfato. È vero, la Chiesa adesso sta per
essere eclissata (si veda su Internet il filmato della Messa pubblica
celebrata recentemente in Brasile dal chierico in bianco), ma questo
non significa che noi si abbia necessità o giustificazione per
diventare liberali.
Kyrie eleison.