Don
Rioult, come Padre Calmel, vede il futuro della Resistenza come una
rete di fortificazioni, piuttosto che come un’organizzazione mondiale.
Don Rioult – II
Cito
Don Olivier Rioult, dalla sua intervista a Parigi del 6
ottobre (cfr. EC 333),
per un’altra questione, molto controversa all’interno dell’odierna
Resistenza Cattolica – la questione dell’organizzazione. A Don Rioult
è stato chiesto se pensava che fosse possibile istituire una
nuova organizzazione a livello mondiale, o se invece optava per una
sorta di libera associazione, come quella che raggruppa i
sedevacantistida un certo numero di anni.Ed ecco la sua risposta,
questa volta con le sue stesse parole:-
“È possibile che nei prossimi mesi io possa creare
un’associazione in senso lato, fondata sull’amicizia con gli altri
cattolici della Resistenza, che guardino o meno all’opinione
sedevacantista, perché per me si tratta di una opinione. Ma
adesso le cose non sono ancora mature per una tale associazione. In
ogni caso, tutto ciò che è cattolico è nostro.
Dunque, tutti i cattolici che sono pronti ad operare come cattolici e a
resistere al modernismo che regna nella Chiesa, ebbene, noi lavoreremo
con loro. Dunque, sì ad un’associazione in senso lato che
condivida lo stesso bene comune: la Fede e il culto della Chiesa
cattolica, la difesa della Fede. È questo stesso bene comune che
può creare un’amicizia tra tutti i nostri gruppi.
“Io credo che più andiamo verso la fine dei tempi, più il
cattolico sarà di fatto un anarchico; non di diritto, ma di
fatto. Voglio dire che dovrà essere contro tutti i poteri
esistenti, perché tutti i poteri saranno stati neutralizzati,
minati o sovvertiti e opereranno contro l’ordine naturale. Dunque, di
fatto, il cattolico dovrà resistere a tutte le autorità,
nella Chiesa o nello Stato… perché queste saranno tutte
deviate sotto l’influenza massonica…, in ogni caso al servizio del
Principe di questo mondo. Penso dunque che sarà molto difficile
creare ulteriori strutture mondiali. Il Padre Roger Calmel, domenicano
francese, aveva una chiara visione delle cose. Già nel 1970
diceva che i capi naturali locali dovranno far brillare il loro
ministero là dove sono, con dei semplici legami d’amicizia con
gli altri capi locali dei diversi posti.
“Nel 1970, nella rivista francese “Itinéraires”
(n° 149), egli scrisse:‘zz
Se Padre Calmel scrisse questo nel 1970, relativamente alle circostanze
del 1970, si potrebbe fare l’obiezione che egli guardasse troppo
avanti, o che Mons. Lefebvre, organizzando la Fraternità San Pio
X, abbia dimostrato cos’era ancora possibile fare nel 1970. Ma io credo
che Padre Calmel avesse ragione nel lungo periodo. Guardando a cosa
è accaduto nelle Fraternità l’anno scorso, si potrebbe
dire che essa era destinata a ad arenarsi sulla sabbia. Come Papa San
Pio X, Mons. Lefebvre condusse una meravigliosa azione di retroguardia,
ma si può vedere quanto poco egli potesse realizzare, partito 70
anni dopo il Papa, e noi oggi ci troviamo a 40 anni dopo Monsignore. In
un mondo in marcia verso la sua rovina, la realizzazione della profezia
di Padre Calmel non poteva essere ritardata indefinitamente.
Cari lettori, se vogliamo non abbandonare Nostro Signore, non abbiamo
scelta, dobbiamo cingere i nostri lombi. A mio parere, Padre Calmel e
Don Rioult hanno ragione.
Madre di Dio, Ausilio dei Cristiani, aiutaci!
Kyrie eleison.